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Hockey | 17 aprile 2024, 12:00

FOTO e VIDEO. «Ci siamo innamorati dei Mastini perché non mollano mai. E perché ti trascinano in un vortice di passione»

Serata di brindisi e saluti tra giocatori, staff e "sostenitori" del progetto giallonero al ristorante "Al Posto Giusto" di Masnago. Dall'assessore Malerba a Max Di Caro, Ignazio Catania, Lorenzo Ballerio, Andrea Ghiringhelli e Mirko Reto: «Ambiente stupendo e coinvolgente». Il capitano Vanetti: «Ho detto a Raimondi: "Se resti un altro anno gioco con te in difesa"». Il presidente Bino e il ds Malfatti: «Al lavoro da mesi per la prossima stagione, ripartiremo per vincere»

FOTO e VIDEO. «Ci siamo innamorati dei Mastini perché non mollano mai. E perché ti trascinano in un vortice di passione»

Un vortice di passione da cui è impossibile allontanarsi e che attira chi si avvicina. Anche ieri sera nell'appuntamento finale tra squadra e "amici" che sostengono i Mastini nella bellissima location del ristorante "Al Posto Giusto" di Masnago è emersa l'unicità di una squadra diversa da qualunque altra squadra. Per appartenenza, per identità, per la capacità di divertirsi e sentirsi coinvolti è impossibile fare a meno dei Mastini.

Il presidente Carlo Bino e il direttore Matteo Malfatti hanno accolto così, insieme a Michela e Marcello Vitella e al proprietario del locale, imprenditore e sindaco di Casciago Mirko Reto un nutrito gruppo di giocatori, staff, sponsor, steward e chi si spende con entusiasmo e senza chiedere nulla in cambio per la società, oltre all'assessore allo Sport Stefano Malerba

«Non avrei mai immaginato di appassionarmi così tanto all'hockey - ha detto Max Di Caro, che rappresenta la famiglia dello Scoiattolo presente per il primo anno sulle maglie giallonere, intervistato dall'insostituibile Max Airoldi - tanto bello da riuscire a coinvolgere anche le persone della mia vita in questa esperienza, a partire da Alice. Amo lo sport e lo ama la mia famiglia: sono qui perché mi sono fidato delle persone come Carlo e Matto, poi tutto ciò che è arrivato è stato merito dei ragazzi che hanno giocato una stagione fantastica. Non mollare mai e dare tutto fino alla fine è la caratteristica peculiare dei Mastini ed è quella che mi ha fatto innamorare di questo sport bellissimo a cui sono vicino oggi come lo sarò in futuro».



Ignazio Catania di Vivobike, come Di Caro, si è innamorato a tal punto da soffrire alle partite e non solo da due stagioni sempre con lo stesso cappello e la stessa giacca che «non ho potuto più togliere perché portavano bene dall'anno scorso - dice - Ho perfino dormito con il cappellino durante le finali... perché noi le proviamo davvero tutte per farcela. A questo punto lo cambierò, o almeno cambierò colore. L'atmosfera del palaghiaccio è unica: quando vengo lì insieme a voi - ha concluso Ignazio rivolgendosi alla squadra - dimentico tutto il resto ed entro in un mondo di puro sport e divertimento. Per questo vi dico una sola cosa: grazie».



Stessa passione, stessa capacità di farsi trascinare dall'hockey e trascinare gli altri è quella di cui ha parlato Lorenzo Ballerio: «Ho visto una partita in America e ho provato ad andare a vedere i Mastini l'anno scorso, mi sono appassionato a tal punto da trascinare anche mio papà e i miei zii per dare una mano ai Mastini per poter fare ancora meglio. Questa è una realtà che può dare tanto al territorio e che merita tanto».



Rivive la stessa parola, passione, anche nelle parole di Andrea Ghiringhelli della Ghi.Mec, altro sponsor del club, in quelle del vincitore del Fantasmastini "CorvoGialloNero" Piotti - che ha ricevuto in dono la stecca di Edoardo Raimondi -  e in quelle, bellissime, dell'assessore allo Sport Stefano Malerba: «Quello che avete fatto di grande è stata la capacità di coinvolgere la città. Varese a volte è un po' strana, magari chiusa, ma quando si apre riesce a tirare fuori il cuore e cose che in altri posti non riescono a dare. Come ha fatto grazie a voi».

Passione, ancora, come quella incarnata da Mirko Reto, che si presenta con la sua piccolina e dice: «Seguivo la Kronenbourg giusto un paio di anni fa... - ha scherzato il padrone di casa e sindaco di Casciago - e ho ritrovato quella stessa passione. Che, grazie a voi, si impossessa di tutti quelli che si avvicinano ai Mastini. Come mia figlia che mi ha già chiesto quando si gioca la prossima partita...».

Il vertice della società ha lasciato soprattutto spazio agli ospiti e ai giocatori: se Bino ha ringraziato tutti e ha detto che da mesi il club è al lavoro per il futuro, Malfatti, a cui «non è ancora passata» per come è finita la stagione e perché in gara 7 «le cose sarebbero state molto diverse», è convinto che non abbia vinto «la squadra migliore ma quella che ha sfruttato meglio alcuni momenti importanti delle partite», ma «abbiamo fatto un ottimo lavoro lavorando con un gruppo pieno di valori» e «nella prossima stagione ripartiremo con ancora più entusiasmo per vincere il campionato e la Coppa Italia».



Spazio, infine, ad Andrea Vanetti: «Ripetersi è sempre difficile - ha detto - abbiamo raggiunto due finali e dobbiamo essere orgogliosi. Non abbiamo portato a casa la Coppa ma ci rifaremo».

Max Airoldi chiede al capitano dei Mastini se è da lui e dai veterani come Edoardo Raimondi - citato non a caso visto che Edo ha ventilato nei mesi scorsi un possibile ritiro - può arrivare la scintilla per la prossima stagione: «Ringiovanire la squadra era un obiettivo e noi avremmo dovuto traghettare queste nuove generazioni. Credo che i più giovani siano entrati nel nostro spogliatoio in un modo e ne siano usciti sapendo cosa significa la maglia giallonera perché qui c'è gente che dà l'esempio sull'attitudine e la voglia da mettere sul ghiaccio e fuori. 
Per convincere Edo ad andare avanti gli ho detto: "Se vuoi vengo con te in difesa per un anno, ma resti con noi". Credo non sia detta l'ultima parola...».

«Come ha detto l'assessore Malerba, la cosa più bella di questi anni non sono state le vittorie ma aver riacceso una passione grande per i Mastini - ha concluso Vanetti da vero capitano - e quindi ringrazio a nome della squadra tutti coloro che vivono e trasferiscono questa passione».

Andrea Confalonieri


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