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Hockey | 12 aprile 2024, 12:28

Per chi c'è stato e per chi ci sarà: thank you, Mastini

C'è il primo titolo conquistato dal Pergine. Ma c'è, soprattutto, l'orgoglio di essere arrivati in fondo a questa stagione potendo dire: per essere campioni non basta vincere. Bisogna essere Mastini, e voi lo siete

(Galleria fotografica di Emanuele Scordo)

(Galleria fotografica di Emanuele Scordo)

Thank you, Mastini.

Per tutte le notti in bianco, i viaggi - anche andare al Palalbani è stato un viaggio, a volte, dolcissimo e interminabile -, i pre partita e i dopo partita passati nell'emozione, nell'orgoglio, nella sofferenza e nell'adrenalina ad aspettare voi. Quello che avete creato attorno a voi, fuori dalla pista, è qualcosa che non si può alzare al cielo, non è una coppa, né una vittoria: è, semplicemente, un modo d'essere e vivere i Mastini unico e irripetibile.

Per avere messo questa maglia davanti al vostro lavoro, alla vostra salute, alla vostra vita di persone normali.

Per avere combattuto contro il tempo, contro l'ingiusto paragone con il "Ventisette", per chi non era più con voi, per chi si è unito a voi e, soprattutto, per chi vi ha sostenuto altrimenti non sareste arrivati fin qui: un papà, una mamma, un figlio, un nonno, un nipotino, un amore, un tifoso, insomma thank you per essere rimasti una famiglia, la vostra e la nostra famiglia. Tutto ciò che avete fatto, lo avete fatto per gli altri e noi lo sappiamo.

Per tutte le volte in cui avete tirato contro la gabbia del Pergine, moltissime in più rispetto alla volte in cui il Pergine ha tirato contro di voi, e il disco non è mai entrato. Non è vero che quei tiri, quegli assedi, quei periodi o quelle rimonte dallo 0-2 con il Feltre nei quarti e nella bella della semifinale con l'Appiano ci fanno innamorare meno di una vittoria o di un titolo. No, sono quelle cose lì e questo "mistero" insito in voi impossibile da spiegare che vi fanno amare.

Perché per vincere bisogna saper perdere: è la frase di Edoardo Raimondi che, come sempre, chiude la stagione con il punto.

Perché nel gesto del capitano Vanetti che alza la "vostra-nostra" Coppa ieri sera sotto i tifosi gialloneri, come a salutare quel pezzo di noi di cui dobbiamo privarci ma che nessuno può davvero strapparci, prima di consegnarla al Pergine, c'è tutto il senso dello sport e di cosa significa essere uomini, prima che giocatori, vincenti.

Perché i chilometri, le ore, i biglietti, gli amici, la famiglia, le foto, gli articoli "spesi" per essere con voi non sono stati un prezzo da pagare, un semplice "lavoro" da scribacchini o tifosi, ma un momento di assoluto piacere irrinunciabile della nostra vita e, se non fosse per questo maledetto groppo in gola per non essere tornati un'ultima volta a casa, sarebbe stato tutto perfetto. Ma in fondo lo è perché per essere campioni non basta vincere. Bisogna essere Mastini, e voi lo siete. 


Andrea Confalonieri (foto di Emanuele Scordo)


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