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Opinioni | 07 gennaio 2024, 08:42

L'OPINIONE. La sanità che non tiene a distanza: la gratitudine al dottor Dell'Acqua esprime anche il bisogno di ripartire da lì

Nell'epoca degli accordi di programma e delle comunicazioni in cui spesso si capisce più cosa si sta facendo a Saronno che a Busto o Gallarate, l'ex direttore sociosanitario ha rappresentato un esempio e una speranza per questo territorio. Quella presenza alla Pasquetta del 2021 per vaccinare «perché di festa ho meno da fare» o il contatto quotidiano con i sindaci per affrontare l'emergenza medici di base

Il dottor Dell'Acqua tra i vaccinatori a Pasquetta nel 2021

Il dottor Dell'Acqua tra i vaccinatori a Pasquetta nel 2021

Due situazioni precise fotografano nitidamente ciò che è stato per il territorio l'ex direttore sociosanitario dottor Marino Dell'Acqua, in un'epoca in cui la sanità sembra avere una prerogativa più diffusa: tenere a distanza la gente, che se ne abbia consapevolezza o no.

Parliamo a livello generale, ma non solo. Di ciò che è accaduto, sta accadendo nei nostri ospedali in questo periodo i cittadini hanno capito poco o nulla. O poco si è lasciato capire. 

Le parole, del resto, sono pietre. All'inizio, si è parlato di ospedale unico di Busto e Gallarate, espressione che ha spazzato via identità e accentuato timori. Nuovo ospedale suona meglio, va comunque spiegato bene. Anche perché, nel frattempo, lo scenario è quello noto, scandito di fughe di personale e altri problemi.

Accordo di programma, è un termine che alla gente, non dice nulla. Ciò che "parla" e ferisce è il non trovare un medico di base, andare al pronto soccorso (talvolta come conseguenza della prima carenza) e sentirsi disorientati, sensazione lenita solo dall'umanità e dagli sforzi del personale, come pure sentirsi sballottati dalle liste d'attesa, essere convocati per un'operazione ma se si trova l'anestesista - vedi ricorso ai gettonisti, a cui ora l'assessore Bertolaso ha annunciato di aver detto stop, LEGGI QUI  - e via dicendo.

Sono cose concrete, eppure pesano anche quelle simboliche. In questi mesi, ci è parso di sapere più cosa l'Asst Valle Olona stesse facendo dell'ospedale di Saronno - di cui giustamente prendersi cura - invece di quello di Busto o ancor meno di Gallarate. Già abbiamo riflettuto anche di altre assenze simboliche appunto, come quella alla patronale bustocca, del messaggio che rischiano di passare. LEGGI QUI 

Adesso si parte con una nuova direzione e la dg Daniela Bianchi sta procedendo alle sue nomine, come da prassi. LEGGI QUI. È prassi, e pure corretta e comprensibile, che un direttore generale - come qualsiasi leader - si scelga i propri vertici per affrontare il proprio mandato.

Questa opinione, infatti, non sfocia né nella recriminazione, né nella nostalgia. Il dottor Marino Dell'Acqua taglia il traguardo della meritata pensione - LEGGI QUI - e noi scriviamo solo per due concetti semplicissimi.

Il primo, è la gratitudine, ma quella è già stata espressa dal territorio. Dagli amministratori, in primis, perché sono loro a sapere quanto ha fatto senza gridarlo per affrontare le emergenze di questi tempi, come quella dei medici di base. Città e paesi che si sono trovati di colpo immersi nel vuoto, hanno potuto avvicinarsi alla soluzione grazie al suo impegno costante. Ciò che ha fatto il dottor Dell'Acqua è silenzioso, ma li ricordiamo bene gli sguardi, prima delle parole, di qualche sindaco della Valle Olona. Sguardo preoccupato, ma che provava a tingersi di speranza a una confidenza: «Ho appena parlato con il dottor Dell'Acqua... ».

Personalmente, invece, ci ricordiamo un altro momento condiviso, e quello sì visibile. Pasquetta 2021: viene annunciato che le vaccinazioni antiCovid andranno avanti nel dì di festa e nel team ci sarà anche il dottor Dell'Acqua. San Tommaso dei tempi moderni, andiamo a MalpensaFiere. Non ci colpisce neanche che lui ci sia. È ciò che ci dice: volevo dare il mio contributo e di festa è possibile perché ho meno da fare rispetto alla settimana.

Non propriamente minimizzare, ma giustamente rimarcare: sto facendo il mio dovere.

Insomma, la gratitudine al dottor Dell'Acqua è una bella cosa e va manifestata, ma ci viene da dire che soprattutto deve esprimere anche il bisogno di ripartire da lì. Di una sanità che sappia guardare negli occhi un territorio e ascoltarlo sul serio. Che di fronte a reparti con calo costante di personale e concorsi non certo presi d'assalto come ai vecchi tempi, sappia andare in profondità.

Che soprattutto, ascolti, perché tutto parte da questo punto. Vada anche a incontrare i cittadini, i gruppi rappresentativi, crei opportunità di confronto. È un augurio che facciamo ai nuovi amministratori, in un'era così delicata, in cui si disegnerà il futuro di Busto e Gallarate, ma intanto occorre gestire un sofferente presente. È un augurio che facciamo agli stessi cittadini, che ne hanno bisogno ma anche diritto.

Marilena Lualdi

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