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Politica | 31 maggio 2023, 13:18

Accordo fiscale Italia-Svizzera, Alfieri (Pd): «Grande risultato che ci rende soddisfatti»

Il vicepresidente vicario dei senatori democratici ha espresso il voto favorevole del Partito democratico al ddl di ratifica dell’accordo fiscale Italia-Svizzera. «Serve un ultimo sforzo: l’impegno del governo a chiudere velocemente una intesa sullo smart working per evitare che i lavoratori frontalieri paghino più tasse. Siamo preoccupati che il ministro Giorgetti sia in ritardo rispetto alla parte elvetica»

Accordo fiscale Italia-Svizzera, Alfieri (Pd): «Grande risultato che ci rende soddisfatti»

«È un grande risultato che ci rende particolarmente soddisfatti» cosi Alessandro Alfieri, vicepresidente vicario dei senatori democratici, ha espresso il voto favorevole del Pd al ddl di ratifica dell’accordo fiscale Italia-Svizzera. (LEGGI QUI)

«Un lavoro importante, che si chiude dopo due anni e mezzo, fatto con gli amministratori locali e tante realtà territoriali a partire dalle forze sociali», spiega Alfieri sottolineando come «il provvedimento riconosca per la prima volta una specificità delle fasce di confine entro i venti chilometri. Quindi si tratta di una conquista, anche perché abbiamo mantenuto gli impegni principali: mantenere inalterate le risorse destinate ai comuni della fascia di confine e allo stesso tempo tutelare i lavoratori frontalieri che hanno progettato la loro vita in base all’attuale livello di tassazione. Ma la vera innovazione è che costruiamo il primo esperimento di federalismo fiscale destinando l’extragettito dei nuovi lavoratori frontalieri a progetti infrastrutturali e socio economici dei territori di confine».
Alfieri ha chiesto infine «l’impegno del governo a chiudere velocemente con la controparte elvetica una intesa definitiva sullo smart working per evitare che i lavoratori frontalieri paghino più tasse. L’obiettivo che si vuol raggiungere è tutelare coloro che lo utilizzano fino al 40 per cento delle ore settimanali.
Quindi bene l’emendamento approvato alla Camera che copre i lavoratori fino al 30 giugno, ma c’è bisogno che il governo mantenga gli impegni. Siamo preoccupati che il ministro Giorgetti sia in ritardo rispetto alla parte elvetica. Ora dobbiamo dare un orizzonte certo e di serenità a quelle famiglie che rischiano di avere minori introiti ogni mese in busta paga».

«Serve - conclude Alfieri - un ultimo sforzo per chiudere questo percorso proficuo iniziato sotto la spinta del partito democratico e che oggi portiamo finalmente a compimento».


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