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Politica | 31 maggio 2023, 12:29

I Comuni di Frontiera "approvano" il nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera: «Recepite le nostre osservazioni»

In una nota il presidente di Acif e sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino ripercorre la vicenda che ha portato all'intesa approvata definitivamente oggi, 31 maggio, dal Senato: «Riconosciuta la specificità dei Comuni di frontiera». Tutti i punti principali contenuti nell'accordo

I Comuni di Frontiera "approvano" il nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera: «Recepite le nostre osservazioni»

In una nota il presidente dell'Associazione dei Comuni Italiani di Frontiera (Acif) e sindaco di Lavena Ponte Tresa commenta positivamente l'approvazione definitiva avvenuta oggi, 31 maggio, da parte del Senato, dell'accordo sull'imposizione fiscale dei frontalieri raggiunto tra Italia e Svizzera.

Di seguito il testo della nota:

«Mercoledì 31 maggio 2023, il Senato della Repubblica  ha definitivamente approvato la legge di ratifica ed esecuzione dell’accordo tra la Repubblica Italiana e la Confederazione Elvetica relativo all’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri in sostituzione del precedente accordo del 1974, fino ad oggi vigente.

L’Associazione dei Comuni Italiani di Frontiera (ACIF) che nel dicembre del 2020, assieme ai sindacati frontalieri CGIL, CISL e UIL, OCST e SUNIA, ha sottoscritto con il Ministero dell’Economia un Memorandum d’Intesa contenente disposizioni normative atte a garantire ai Comuni di Frontiera le risorse derivanti dalla attuale compensazione finanziaria (c.d. “Ristorni”) oltre a puntuali indicazioni di misure fiscali, previdenziali e normative volte a limitare la sperequazione tra i frontalieri regolamentati con le attuali regole derivanti dall’accordo del 1974 e quelli regolati dalle nuove norme in discussione, ha successivamente avanzato nell’audizione in Senato del 08 marzo 2022 e attraverso diverse interlocuzioni con i parlamentari di Camera e Senato diverse osservazioni oggi recepite nel testo di legge:

-        Il riconoscimento della specificità e del ruolo dei Comuni di Frontiera circa le problematiche transfrontaliere oggetto del nuovo accordo, includendo l’Associazione tra i soggetti facenti parte di diritto della Commissione mista di controllo prevista dall’articolo 6, comma 1 del nuovo accordo fiscale;

-        Il mantenimento in via strutturale ai Comuni di frontiera di  risorse finanziarie, attraverso trasferimenti dallo Stato in conto capitale e in parte corrente ( quest’ultima elevata fino al  limite massimo del 50% dell’importo annualmente attribuito), assicurando che non vi siano riduzioni delle risorse attualmente disponibili derivanti dal versamento dei ristorni da parte dei Cantoni in applicazione dell’Accordo del 1974 e pari, con riferimento all’anno 2019, a 89 milioni di euro;

-        La revisione dei termini e le modalità di determinazione dei Ristorni e in particolare della soglia del rapporto frontalieri/popolazione residente per l’attribuzione diretta ai Comuni, che non potrà eccedere la quota del 3%;

-        L’introduzione del regime transitorio per i lavoratori frontalieri residenti in Italia che lavorano in Svizzera o che vi hanno lavorato con decorrenza dal 31 dicembre 2018, ai quali  viene applicato il regime di tassazione esclusiva in Svizzera, analogamente a quanto previsto dall'Accordo del 3 ottobre 1974 fino ad oggi vigente;

-        Il finanziamento di  progetti di sviluppo economico e sociale nei Comuni dell’area di Frontiera, come individuati all’art. 2 del nuovo accordo, a valere sulle eventuali maggiori entrate derivanti dall’applicazione dell’Accordo, attraverso l’istituzione di un fondo per lo sviluppo economico e il potenziamento delle infrastrutture nelle zone di confine da utilizzare con il coinvolgimento dei Comuni dell’area di Frontiera o per la creazione di un “assegno di frontiera” a sostegno dei salari dei lavoratori impiegati nella fascia di confine italiana;

-        L’introduzione  per tutti i nuovi frontalieri italiani che si recano al lavoro nei paesi confinanti o limitrofi all’Italia dell’aumento della franchigia fiscale  a 10.000 €; la non imponibilità degli assegni familiari erogati dal Paese di lavoro; la deducibilità dei contributi per il prepensionamento e la revisione in aumento della Naspi». 

M. Fon.


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