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L'ultima contesa | 30 aprile 2024, 07:00

«Fatto errori, siamo responsabili davanti a pubblico e sponsor. Ma chi lavora oggi in società ha ambizione»

Il vicepresidente biancorosso Paolo Perego ha parlato all’Ultima Contesa. Diversi gli argomenti toccati, dalla stagione che va a concludersi («Salvo ciò che è stato fatto fuori dal campo») alla situazione economica della Pallacanestro Varese («Il budget ora deve crescere»), passando anche per le sponsorizzazioni, l’affaire Pelligra, il settore giovanile e il “metodo” attraverso il quale il nuovo proprietario Varese Sport&Entertainment riuscirà a finanziare la società (VIDEO)

Paolo Perego, ospite ieri sera de L'Ultima Contesa

Paolo Perego, ospite ieri sera de L'Ultima Contesa

Da un bilancio della stagione che va concludendosi a un occhio sul futuro, soprattutto a livello societario. Questi i temi principali della puntata di ieri sera de L’Ultima Contesa, il talk show sulla pallacanestro di VareseNoi.

Di questo, e di molto altro, si è parlato con Paolo Perego, il vicepresidente della Pallacanestro Varese, con cui ci si è soffermati in particolare su questioni extra-campo quali bilancio, sponsor e investimenti. Altro ospite della puntata è stato Enrico Salomi, giornalista di Malpensa24.

Ecco alcune delle dichiarazioni di Paolo Perego:

Sull’ultima partita della stagione: «Andiamo a Pistoia, su un campo caldo di una squadra che ha fatto un campionato oltre le aspettative. Speriamo che la squadra vada con le giuste motivazioni anche in chiave qualificazione a una coppa europea… Vediamo come va a finire, speriamo in un colpo di reni finale di orgoglio da parte della squadra».

Su Mannion e su una sua eventuale permanenza a Varese: «L’impatto di Nico è stato innegabile, penso sia stata una scelta vincente anche per lui venire qui, il posto al preolimpico credo sia garantito. In termini di contrattuali, una delle cose che ho imparato in questo mondo è che ci sono tantissime dinamiche che entrano in gioco, e “Rimane al 100%” è difficilissimo da dire. Da parte nostra c’è la volontà di continuare con lui, anche con un impegno economico importante. Staremo a vedere, ha un’uscita per squadre di Eurolega e NBA, ma queste sono dinamiche difficili da controllare».

Su cosa lo ha soddisfatto e cosa no in questa stagione: «Sono state fatte scommesse che non hanno pagato a inizio anno. La cosa che mi ha deluso di più è stato l’acquisto di Cauley-Stein, che si è rivelato avere problemi dentro e fuori dal campo. La cosa triste è che molte partite le abbiamo perse per poco e ti lascia ancora più amaro in bocca. Della stagione salvo le cose fatte fuori dal campo: questo ci serve per costruire anche il futuro. Per la parte sportiva dobbiamo imparare dagli errori di quest’anno e fare un’analisi a mente fredda per non passare più una situazione di questo tipo il prossimo anno. Abbiamo una responsabilità grandissima verso pubblico e sponsor».

Sulla Varese Sport and Entertainment e sul suo impatto su Pallacanestro Varese: «L’idea di Varese Sport and Entertainment era antecedente alla vicenda Pelligra, poi l’avevamo messa in stand-by. Abbiamo poi di nuovo messo sul tavolo questo progetto che ha generato interesse al di sopra delle aspettative. Ci sarà un profit sharing con Pallacanestro Varese e grazie VSE molte incombenze non cascheranno più sulla società. Questo avrà a che fare anche con l’ambiente di Masnago con un miglioramento continuo, con una parte di merchandising e altri progetti. Il fine ultimo è arrivare ad avere una realtà fruibile per molte più cose che generano risorse che poi andranno a beneficio della Pallacanestro Varese. Quest’anno abbiamo comunque fatto cose nuove che hanno impatto positivo sulla società».

Sulla situazione economica della Pallacanestro Varese: «Rispettiamo tutti i parametri per iscriverci al campionato, però i numeri indicano come dobbiamo fare le cose in maniera responsabile e rispettare una certa disciplina finanziaria. I soci possono coprire certe perdite, ma fino a un certo punto, un po’ come ha fatto il Consorzio fino a poco fa. Abbiamo un piano dove il valore della produzione tenderà ad aumentare, ma non dobbiamo dare illusioni su traguardi che non sono alla portata di Pallacanestro Varese. Molte volte si sente parlare di mancanza di ambizione, ma vedendo chi c’è oggi siamo tutti persone che hanno più vinto che perso. Da parte nostra, che ci investiamo tempo, lo facciamo con grande ambizione cercando un domani di lasciare una situazione migliore di quella che abbiamo trovato».

Sul budget a disposizione per la prossima stagione: «Io non so dire di quanto il budget sarà più alto. A un livello più macro prevediamo una crescita budget anche per i giocatori, ma lo facciamo in maniera conservativa anche sulla base delle situazioni che si creano sul mercato. Sappiamo che a medio periodo diventa difficile rimanere competitivi con l’attuale budget».

Sulla situazione sponsorizzazioni: «Con Rasizza si siamo promessi di rincontrarci, la sponsorizzazione è una bella storia, qualcosa che ha dato un gran ritorno a Openjobmetis e che ha dato stabilità a Pallacanestro Varese, vorremo dare continuità al rapporto con loro. Abbiamo molte discussioni aperte con gli sponsor, alcuni dei quali magari non vogliono andare sulla maglia ma vogliono certi pacchetti, e sono cose molto interessanti su cui stiamo lavorando bene».

Sul settore giovanile: «Oggi abbiamo circa 400 atleti non professionisti e abbiamo l’obiettivo di aumentare il numero. Sappiamo che la percentuale di quelli che arrivano a giocare in prima squadra è bassa, e dobbiamo creare una base ampia per sperare che ci sia chi faccia il salto di qualità. Se ti arrivano giovani dal tuo vivaio ti liberano anche risorse da investire sul mercato».

Sull’affare con i Pelligra: «È stata una situazione veramente surreale. Il contratto l’avevo letto riletto ed era chiarissimo, è stata una mancanza di rispetto della parola data. Io non ho mai visto una cosa del genere, siamo rimasti tutti sorpresi. Ci è dispiaciuto, ma si è aperto un portone per il futuro e la progettualità che abbiamo costruito, ma che il contratto non è stato rispettato non ce lo siamo dimenticati».

«I posti in tante partite sono stati pochi. Il museo non toglie spazio ai posti, invece è vero che nel progetto Masnago 2.0 è previsto un ampliamento potenziale dei posti a sedere su una pare della curva, e può essere estremamente interessante».

Qui sotto il video della puntata integrale.

Lorenzo D'Angelo


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