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Hockey | 02 dicembre 2023, 22:00

FOTO Dopo 10 gol, 65 minuti, 20 rigori e una partita sublime i Mastini urlano al Caldaro: «Noi ci siamo!» (6-5)

«Dovevamo vincerla per loro, non potevamo perderla con loro» dice il presidente giallonero Carlo Bino alla fine guardando il palaghiaccio esaurito e impazzito di gioia dopo una giostra impazzita in cui il Varese, rimaneggiato e in attesa dell'attaccante straniero, si stringe attorno al monumentale Perla e colpisce con la forza del gruppo, della solidità e a volte della disperazione

(Foto Emanuele Scordo)

(Foto Emanuele Scordo)

Caro Caldaro, il Varese c'è.

Lo avete ancora il cuore? Noi, forse, no. È scappato in campo, non riusciamo a rincorrerlo e chissà quando lo acchiapperemo dopo 10 gol e 20 rigori su una giostra impazzita con 1.100 spettatori in delirio e una partita che è stata un concentrato di emozioni purissime che quel povero cuore non poteva contenere.  

«Dovevamo vincerla per loro. Non potevamo perderla con loro» dice il presidente Carlo Bino alla fine, stravolto dalla felicità, indicando i 1.105 spettatori - primo sold out stagionale - che saltano, urlano, picchiano sulla balaustra e quando avremo finito di scrivere continueranno a farlo, insieme al nostro povero cuore dal corpo fuggito per troppa gioia.

Contro una squadra killer, capace di fiutare il sangue e di colpire alla nuca i Mastini ogni volta che si apriva un pertugio, servivano solo due cose: Perla, a cui continuano a crescere, piano piano, i baffi a forma di numero 35 - monumentale nell'overtime, così come quando para 9 rigori su 10 (solo quel fenomeno di Marko Virtala lo supera), mentre dall'altra parte il Varese, oltre a segnarne uno con Schina e grazie al decisivo Pietroniro, colpisce anche due legni - e una squadra che, se in porta ha una città chiamata Sparta, là fuori è piena di spartani, eroi che sanno chiudersi, soffrire e perfino morire ma solo per rinascere accanto a quell'"1" con il numero 2 sulla maglia.

«Firmi ora per andare all'overtime?» ci aveva chiesto il collega-amico Matteo Floccari a 5 minuti dalla fine del terzo tempo, nel pieno di un luna park capace di elevarci al cielo e scaraventarci all'inferno più e più volte. «No» avevamo risposto. Perché questi Mastini non firmano nulla, rischiano tutto, ritrovano Tilaro, confermano Pietroniro come una "tassa" che tutti devono pagare - gol del 5-5 e ultimo rigore decisivo - e una capacità di ribaltare il fronte senza eguali. Quando in settimana arriverà anche l'attaccante che manca, quello che rivaleggia in cinismo con gli straordinari fratelli Virtala, e rientreranno Raimondi, i fratelli Cordiano, Allevato (noi crediamo ai miracoli, Sebastian), e poi magari più avanti anche la più grande delle sorprese, beh, saremo sempre lì a giocarcela fino in fondo: "Caro Caldaro, ci siamo".

Finisce con i baby calciatori dell'Accademia Varese di Sogliano in pista a prendersi il cinque dai Mastini con lo speaker che urla «Siete grandi» e, in tribuna, Max Di Caro dello Scoiattolo insieme alla famiglia Varesina (Spilli, Albizzati e Micheli). Il bello dello sport è qui. 

Agonismo, penalità, rabbia, numeri, lampi, cinismo: si è visto tutto il bello dell'hockey, forse di più.

Poco prima della Perla dell'overtime e dei rigori, ecco un terzo tempo da infarto iniziato sul 3-2 giallonero: bastano 31 secondi e una volata a tutta pista di Marko Virtala, un rimbalzo su parata di Perla su cui s'avventa il fratello Teemu ed è 3-3. Poi è Andergassen a essere all'altezza di Perla e a fare muro, prima che Marko Virtala - ancora lui - davanti alla gabbia infili in contropiede il 3-4 altoatesino. Ma la giostra continua a girare: Tilaro da fuori sferra un disco-"pugnalata" sulla traversa che poi finisce in gabbia (4-4). Bastian Andergassen non è da meno: colpo secco davanti alla gabbia (4-5), ma arriva la tassa da pagare contro il Varese chiamata Pietroniro - l'uomo che appare per i gol decisivi - che davanti alla riga mette dentro il 5-5. Scende la sera ed è tempo di Superman Perla su Jonas Oberrauch a 5 minuti dalla fine, ma anche di quell'amatissimo "pazzoide" di Piroso che si prende i due minuti di penalità forse più maledetti di sempre per un'ingenuità colossale in fase offensivo che costringono i suoi a difendersi in quattro fino alla sirena.

Secondo tempo al livello del terzo, con alcuni lampi accecanti di un Varese che, partito in svantaggio, quando si fa prendere la mano dall'anima e dalla folla, schiaccia al muro perfino il Caldaro: succede nella rimonta da Mastini dopo aver rischiato lo 0-2 (Jonas Oberrauch arriva a tu per tu con Perla, va da sé, superlativo). Lì, quando il cinismo ospite - un tiro, un gol - sembra avere la meglio sulle fatiche di Ercole che i padroni devono mettere in pista per bucare la rete, ecco il pari brutto, sporco e cattivo di Bertin (1-1), Tilaro che finalmente fa il Tilaro, si accentra da destra e mette nell'angolino il 2-1 e poi, ancora, di fronte al morso del 2-2 del cobra Raphael Felderer, ecco i minuti finali di tremendismo giallonero, favoriti dai molti falli con penalità degli ospiti. È Thor Naslund, personificazione del fulmine, della folgore e del tuono, a colpire con la sua saetta dalla blu e poi Piroso, spinto dalla folla in ebollizione, a sfiorare il 4-2 colpendo una traversa che trema ancora.

Nel primo tempo, che si chiude con il rospo dello 0-1 nello stomaco, tutta la differenza è questa: il Caldaro ha un'occasione da gol, ma proprio una, non casualmente dopo che il Varese fallisce con Perino il vantaggio, e a poco più di un minuto dall'intervallo la mette dentro con il segugio Cappuccio che, nascosto a Perla, ne approfitta mandando il disco nell'angolino basso (0-1).

Ma la giostra doveva ancora iniziare a girare. E noi lì, in prima fila, a divertirci come bambini la vigilia di Natale.

Varese-Caldaro 6-5 ai rigori (0-1, 3-1, 1-2, 0-0)
Reti: 18’33” Cappuccio (Oberhuber, Max Oberrauch) 0-1; 27’56” Bertin (P.Borghi, E.Mazzacane) 1-1, 33’17” Tilaro in sup. (Vignoli, M.Borghi) 2-1, 36’17” Felderer (Erschbamer, M.Virtala) 2-2, 38’05” Naslund (M. Borghi, Schina) 3-2; 40’31” T.Virtala (J.Oberrauch, Felderer) 3-3; 47'27" M.Virtala (J.Oberrauch, Felderer) 3-4, 48’05” Tilaro (M.Mazzacane, Vignoli) 4-4; 49’39” Andergassen 4-5, 50’19” Pietroniro in sup. (Vanetti) 5-5; rigore decisivo Pietroniro
Varese: Perla (Marinelli); Schina, Naslund, Piroso, Vanetti, Marcello Borghi; Bertin, Fanelli, Tilaro, Michael Mazzacane, Pietroniro; Erik Mazzacane, Vignoli, Crivellari, Pietro Borghi, Perino. Coach: Czarnecki.
Caldaro: Alex Andergassen (Mearelli); Massar, Reffo, Erschbamer, Bastian Andergassen, Felderer; Marko Virtala, Volcan, Jonas Oberrauch, Teemu Virtala, Selva; Obexer, Schoepfer, Oberhuber, Cappuccio, Max Oberrauch; Alex Oberrauch, Lintner, Anderlan. Coach: Suikkanen.
Arbitri: Jeremy Bassani, Fabio Tirelli (Martin Mair, Aleksandr Petrov)
Note - Tiri Va 41, Cal 35. Penalità Va 12', Cal 22'. Spettatori: 1.105 (tutto esaurito). 

Diciassettesima giornata

Bressanone-Valpellice 8-4, Varese-Caldaro 6-5 ai rigori, Valdifiemme-Appiano 1-5, Dobbiaco-Alleghe 2-5, Como-Pergine 1-6. Riposa: Feltre.

La classifica

Caldaro 43. Varese*, Pergine* 35. Appiano* 30. Alleghe 27. Feltre* 26. Valdifiemme*, Como* 18. Bressanone 13. Valpellice 7. Dobbiaco 3. *una in meno

Diciottesima giornata - Sabato 9 dicembre

Ore 18: Bressanone-Feltre. 18.45: Pergine-Varese. 19.30: Appiano-Como, Caldaro-Valdifiemme. 20: Dobbiaco-Valpellice. Riposa: Alleghe.

Andrea Confalonieri


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