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Calcio | 17 giugno 2020, 04:03

La partita del secolo compie 50 anni: «Non abbiamo mollato, fino alla fine. Una lezione di vita»

17 giugno 1970, stadio Azteca di Città del Messico, Italia-Germania 4-3: da Schnellinger a Gianni Rivera fino al mito Gigi Riva, i racconti più belli di un giorno che resterà per sempre indelebile nella storia del calcio

Uno scatto storico di due leggende azzurre: Gigi Riva e Enrico Albertosi

Uno scatto storico di due leggende azzurre: Gigi Riva e Enrico Albertosi

Una data indimenticabile della storia del calcio. Giorno 17 giugno, anno 1970, stadio Azteca di Città del Messico, semifinale della Coppa del Mondo - allora Coppa Rimet - tra Italia e Germania Ovest.

Non una "semplice" semifinale di un Mondiale, ma la gara delle gare, al punto che gli organizzatori, per ricordare l'evento, posero una targa nella tribuna centrale dello stadio con questa scritta: "Lo stadio Azteca rende omaggio alle squadre di Italia (4) e Germania (3), protagoniste nel mondiale del 1970 della "partita del secolo": 17 giugno 1970". 

LA PARTITA

In verità fu una gara a lungo "noiosa", con un gol immediato di Boninsegna (8') e l'Italia chiusa a protezione del vantaggio fino al 90'. Ma la storia inizia proprio adesso

A tempo ormai scaduto il tedesco Schnellinger, terzino del Milan che non aveva mai segnato prima una rete in Nazionale (e quella resterà l'unica marcatura in 47 gare con i colori della Germania), si trovò vicino alla nostra porta difesa da Albertosi e calciò un pallone che finì in rete per l'1-1.

Via ai tempi supplementari, con i tedeschi rinvigoriti e gli azzurri a pezzi. E da qui la storia diventa epica.

Tedeschi in vantaggio con il bomber Gerd Muller, pareggio azzurro di Tarcisio Burgnich, terzino arcigno che in tutta la sua straordinaria carriera da difensore è arrivato non più di quattro volte in area avversaria (questa sarà la sua seconda e ultima rete in Nazionale in 66 partite). Al 3-2 ci pensò Gigi Riva a un passo dallo scadere del primo tempo supplementare. Nuovo pareggio a inizio secondo tempo supplementare, con Muller che su una disguido difensivo tra Rivera (appostato sul palo) e il portiere Albertosi segnò il 3-3. Appena un minuto più tardi ci pensò Rivera a portare l'Italia in finale e al successo in questa impresa straordinaria.

IL CASSETTO DEI RICORDI

Di questa gara si è scritto molto e si sono raccontate tante testimonianze e aneddoti. Anch'io in questi 50 anni ho avuto la fortuna di incontrare molti di quei protagonisti, raccogliendo storie curiose.

Partiamo dal pareggio di Schnellinger, che incontrai alla presentazione di un libro sulla vita del mediano Giovanni Lodetti, altra storia speciale di quella spedizione azzurra. Il tedesco rispose alla mia curiosità del perché si trovasse nella nostra area, disabituato com'era alla fase d'attacco; questa fu la risposta: «Noi giocammo una brutta partita e i nostri tifosi iniziarono a fischiarci, ed io pensai di trovare velocemente la via dello spogliatoio per arrivare subito sotto la doccia. Sinceramente calciai il pallone così, senza speranza, e invece passai alla storia». 

Anni prima incontrai anche Gianni Rivera a Varese, strappandogli qualche aneddoto. Rivera molto simpaticamente mi raccontò gli insulti di Albertosi (per il gol del 3-3), che senza mezzi termini gli disse: «Se vuoi farti perdonare dalla squadra e dagli italiani, vai e segna». Così fu... Palla al centro e nel giro di appena 60 secondi il "golden boy" con un tiro millimetrico riportò in definitivo vantaggio gli azzurri.

IL MITO GIGI RIVA

E ora veniamo a Gigi Riva, a cui mi lega da sempre un sentimento di profonda amicizia. Quante volte abbiamo ricordato quella partita... Negli anni Rombo di Tuono si è sempre emozionato nel vedere i filmati e mi ha raccontato tante volte questo particolare: «Quando l'arbitro fischiò la fine della partita, stravolti dalla stanchezza non riuscimmo subito a realizzare l'importanza dell'impresa. Quando iniziammo a vedere le immagini che arrivano dall'Italia e da tutto il mondo, solo allora ci rendemmo conto. Fu un successo per tutta la nostra Nazione. Un successo di persone che non hanno mai mollato, anche quando sembrava ormai perso tutto... Questa partita è la storia della vita, se non si molla fino all'ultimo istante tutto è possibile».

Quella straordinaria storia raccontata da Gigi Riva sul bellissimo scenario della spiaggia di Reno di Leggiuno è un importante insegnamento, sempre attuale, un messaggio che va oltre il mondo del calcio: è una scuola di vita.

Questo racconto emozionante di questa splendida storia sportiva italiana è stato ripreso e raccontato da Francesco Pellicini nel suo straordinario spettacolo sulla vita del campione leggiunese, dal titolo "Da Leggiuno in Nazionale".

 

Claudio Ferretti

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