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Salute | 06 gennaio 2023, 08:30

Disturbi alimentari: affamati d’amore. Uniti per riconoscerli e vincerli

Un problema di sanità pubblica di crescente importanza per la loro diffusione, per l’esordio sempre più precoce anche al di sotto dei 12 anni d’età e per l’eziologia multifattoriale complessa

Disturbi alimentari: affamati d’amore. Uniti per riconoscerli e vincerli

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) dell’American Psychiatric Association, i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione (DAN) sono caratterizzati da un persistente disturbo dell’alimentazione o da comportamenti collegati con l’alimentazione che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e che danneggiano significativamente la salute fisica e il funzionamento psicosociale; inoltre sono patologie molto complesse e gravi in quanto caratterizzate da un comportamento alimentare disfunzionale, da un’eccessiva preoccupazione per il peso e da un’alterata percezione dell’immagine corporea; pertanto, il rapporto tra cibo, corpo ed emozioni è compromesso.

I DAN sono un problema di sanità pubblica di crescente importanza per la loro diffusione, per l’esordio sempre più precoce anche al di sotto dei 12 anni d’età e per l’eziologia multifattoriale complessa. In particolare, l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder o BED) sono patologie che, già prima della pandemia da Sars-Cov2, erano in forte crescita e non solo fra le ragazze, ma a seguito dell’emergenza sanitaria la situazione è degenerata; infatti, la Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare stima che gli ultimi 22 mesi si registra un incremento del 40% di nuovi casi e una crescita pari al 50%. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, in Italia, tali disturbi coinvolgono circa 3 milioni di persone, di cui il 70% sono adolescenti e rappresentano la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali tra i giovani, soprattutto quelli di età compresa tra i 12 e i 25 anni. Inoltre, i dati rivelano che il 30% di coloro che soffrono di questi disturbi ha una età inferiore ai 14 anni e che il 10% dei giovani tra i 12 ed i 17 anni sono di sesso maschile; infine, l’incidenza della malattia è pari al 36.2% per l’anoressia nervosa, il 17.9% per la bulimia nervosa e il 12.4% per il BED.

 I disturbi alimentari racchiudono molteplici e differenti rappresentazioni di sintomi e comportamenti, ma tutti necessitano delle stesse attenzioni; per tale motivo la diagnosi specifica deve essere sempre affidata ai curanti e ai medici specialisti.

I soggetti affetti da anoressia nervosa riducono drasticamente gli introiti alimentari ed hanno un’intensa paura di ingrassare nonostante il calo ponderale ed il relativo grave sottopeso. Ai comportamenti di restrizione alimentare si possono accompagnare episodi di abbuffate compulsive accompagnate da vomito autoindotto, eccessiva attività fisica ed uso improprio di farmaci lassativi e diuretici. Le complicanze mediche, legate al grave stato di malnutrizione, includono anomalie dell’ematopoiesi, osteoporosi con conseguente fragilità ossea e nei casi più gravi problemi cardiovascolari.

I soggetti affetti da bulimia nervosa, che letteralmente significa “fame da bue”, mostrano episodi ricorrenti di abbuffate caratterizzate dalla perdita di controllo e da forti sensi di colpa, seguite da condotte compensatorie come vomito autoindotto, uso inopportuno di farmaci (lassativi e diuretici), digiuno ed eccessivo esercizio fisico. Chi soffre di questo disturbo è spesso normopeso e le complicanze mediche riguardando disidratazione, erosione dentale, alterazioni della funzionalità gastrica ed intestinale e problemi cardiaci.

I soggetti affetti da disturbo da alimentazione incontrollata (BED) presentano episodi ricorrenti di abbuffata non seguiti da condotte compensatorie. Tali episodi si verificano in un tempo relativamente breve con la sensazione di perdere il controllo su cosa e su quanto si sta assumendo; inoltre, queste crisi sono associate ad un disagio psicologico e ad un forte senso di colpa e vergogna, che induce la persona a mangiare da sola o di nascosto. Chi soffre di BED è spesso sovrappeso o obeso e corre il rischio di sviluppare nel tempo le complicanze relative all’eccesso ponderale, come diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari ed apnee notturne.

Accanto a questi tre disturbi alimentari, si inseriscono ulteriori patologie in allarmante aumento, quali ortoressia, caratterizzata dell’ossessione del mangiare sano, genuino e naturale; vigoressia o bigoressia, disturbo in crescita nel sesso maschile e causato da una forma di dismorfismo corporeo che porta la persona ad una continua ossessione per il tono muscolare attraverso l'allenamento ed una dieta ipocalorica ed iperproteica, a cui spesso si aggiunge l'uso di farmaci ed anabolizzanti per raggiungere la perfezione; drunkoressia, diffusa principalmente tra i giovani, in cui si limita il consumo calorico derivante dagli alimenti per compensare con le bevande alcoliche, soprattutto durante le ore serali e notturne, determinando uno stato di malnutrizione grave; diabulimia, che colpisce circa un terzo delle giovani donne diabetiche e può essere letale, in quanto per perdere peso evitano la somministrazione  delle iniezioni di insulina, determinando un innalzamento del livello di glucosio nel sangue, che protratto nel tempo potrebbe comportare cecità, danni cardiovascolari, ai reni e ai centri nervosi;  sindrome da alimentazione notturna, caratterizzata da insonnia e risvegli notturni con conseguenti episodi di abbuffate per riuscire a riprendere sonno; pregnoressia, anche definita “anoressia della gravidanza”  in quanto correlata a diete ipocaloriche ed allenamenti prolungati con gravi rischi nutrizionali per la madre ed il bambino, soprattutto se la gestazione è complicata da diabete; Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo (ARFID), che si manifesta in età evolutiva e principalmente nel sesso maschile ed infine i disturbi dell’alimentazione nell’infanzia come la pica, caratterizzata da persistente ingestione di sostanze senza contenuto alimentare e non commestibili e il disturbo da ruminazione.

Numerosi possono essere i campanelli d'allarme, che possono sottintendere un disturbo alimentare, come un improvviso controllo del cibo con paura di ingrassare, difficoltà a mangiare con gli altri, ripetute visite al bagno dopo il pasto, interesse per la cucina, scomparsa di grandi quantità di cibo e suo ritrovamento in posti anomali come camera da letto o armadi, rituali alimentari particolari, estrema selettività alimentare, adesione a modelli alimentari non tradizionali al fine di ridurre l’introito calorico, attività fisica eccessiva, bassa autostima, incremento del tempo passato in rete ricercando sia modelli estetici di magrezza e perfezione corporea sia informazioni sul contenuto calorico degli alimenti. Pertanto, se pensi che una persona a te vicina possa soffrire di un disturbo alimentare non sottovalutare la situazione e rivolgiti subito al medico di famiglia o al pediatra, che può indirizzarti ai centri specializzati per il trattamento e la cura dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione.

 Infine, vorrei ricordare che il 15 marzo è la giornata nazionale dedicata ai disturbi del comportamento alimentare – giornata del Fiocchetto Lilla, ricorrenza nata nel 2012 grazie all’iniziativa di un padre che ha perso, il 15 marzo 2011, sua figlia a soli 17 anni a causa della bulimia.

 

Elisa Pisocri - Dietista ASST Pavia

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