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Calcio | 30 aprile 2021, 15:29

LA STORIA. Coppe e trofei storici del Varese tornano a casa senza spendere un euro. Perché quei simboli non hanno prezzo

Una vicenda romanzesca ha un lieto fine grazie alla donazione del curatore fallimentare al Comune di Varese di alcune delle coppe che rappresentano la storia biancorossa come quella della promozione in serie B. Sarebbe bello tornassero ora al club del presidente Amirante, che già le aveva donate al vecchio Varese Calcio poi fallito

La coppa del Varese promosso in serie B (il rigore di Buzzegoli che è entrato nella storia) torna a casa

La coppa del Varese promosso in serie B (il rigore di Buzzegoli che è entrato nella storia) torna a casa

La storia è romanzesca: alcune delle coppe che, a livello simbolico ed emotivo, rappresentano alcuni degli anni più belli di sempre del Varese (c'è il trofeo della vittoria con la Cremonese che è valso il ritorno in serie B dopo 25 anni, oltre - come sembra - a quello della finale per la serie A con la Samp), sono state assegnate dal curatore fallimentare Dario Radice al Comune di Varese. Che accetta, naturalmente, quei beni che a livello emotivo e simbolico incarnano alcuni dei momenti di gioia collettiva più indimenticabili per migliaia di varesini.

Quelle coppe le avevano viste dal vivo quattromila tifosi quando l'attuale presidente del Varese, Stefano Amirante, che le aveva comprate dal fallimento del Varese 1910, con un nobile gesto decise di ridonarle alla società di Gabriele Ciavarrella: c'era stato anche un giro di campo al Franco Ossola, nel giorno del ritorno in serie D, con i dirigenti dell'allora Varese Calcio che sostenevano le tre coppe principali davanti al pubblico in tripudio.

Poi arrivò il nuovo fallimento del club passato di mano in mano fino a quelle di Claudio Benecchi e i trofei (davvero numerosi, circa un'ottantina compresi stendardi e targhe, anche se sono pochi quelli che davvero rappresentano vittorie che restano per sempre), dopo essere tornati in sede, vennero messi all'asta dal curatore e assegnati a una cooperariva romana ma, come scritto dalla delibera odierna del Comune, sono «rimasti non ritirati e abbandonati dall'acquirente».

Da qui la decisione dello stesso Radice di riconsegnarli al Comune che, con una delibera odierna, accetta e riporta a casa un pezzetto di storia biancorossa. Che immaginiamo già di vedere in bella vista, magari davanti agli occhi dei tifosi, nelle nuova sede del club all'ex casetta del custode allo stadio Franco Ossola.

A volte la storia torna a casa senza nemmeno bisogno di spendere soldi che per dei trofei che non hanno prezzo. E che, dopo un giro immenso, tornano dai legittimi custodi dei valori biancorossi: Varese e il Varese stesso. Semplicemente perché è giusto così.

Andrea Confalonieri


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