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Basket | 17 ottobre 2020, 12:01

«Ci stanno rubando la vita». Rabbia, lacrime e orgoglio di una generazione cui hanno tolto lo sport

A causa della pandemia la Lombardia chiude le attività sportive giovanili e dilettantistiche. Ragazzi, genitori, addetti ai lavori: ecco il grido di dolore di un mondo che oggi si sente incredulo e spogliato dei propri sforzi

«Ci stanno rubando la vita». Rabbia, lacrime e orgoglio di una generazione cui hanno tolto lo sport

Mi rubano la vita, così. Io senza il basket non sono felice.

Parole e musica - triste, tristissima - appartengono a uno delle migliaia di ragazzini a cui questa notte un’ordinanza regionale ha tolto pallone, sorriso, salute e gioia di vivere. Una testimonianza, come tutte le altre, che non va a gridare inutilmente più forte su parole di legge che come tali vanno accettate: scoperchia, semplicemente, il lato b di una decisione che non può che lasciare delusione e frustrazione dietro la sua scia.

La Lombardia ha deciso di chiudere lo sport giovanile (leggi qui), disarmando un esercito che con i suoi valori cresce e sogna ogni giorno, attaccandosi agli stessi per trovare una parvenza di normalità in una vita sempre più sconvolta dall’incontrollabile. E tutto quel mondo fatto di ragazzi e ragazze, genitori, allenatori, segretari e chi più ne ha più ne metta oggi grida al cielo la sua rabbia verso una scelta considerata da più parti evitabile e controproducente. 

Ascoltare, riportare, riflettere su questa rabbia è allora un dovere, proprio come lo è il rispetto di una norma.

Proviamo a farlo grazie alle testimonianze a noi girate da Gianni Chiapparo, uomo e allenatore di pallacanestro che ha dedicato l’intera esistenza alla formazione delle nuove generazioni attraverso l’attività sportiva. Il telefono e i social del coach nelle ultime ore si sono trasformati in un muro del pianto per papà e mamme increduli e sportivi basiti: ecco solo alcuni dei tantissimi interventi raccolti.

 

È un po' la solita storia. Nei convegni si stracciano le vesti per lo Sport come agenzia formativa ed educativa. E sono convincenti, credetemi! Nei loro abiti eleganti, rigorosamente in giacca e cravatta, pontificano di attività motoria e sportiva come ultima frontiera per una persona migliore. Poi, il convegno termina, la ribalta si allontana, si spengono le luci e tornano quelli di prima. Venditori di fumo. La passione, l'impegno, le lacrime e i sorrisi di migliaia di ASD non contano più. Gli atleti sono il nulla. Gli operatori sportivi annientati. Nonostante i protocolli rispettati, nonostante gli investimenti in sanificazione. Ci fermano ancora. E restano sparsi, disordinatamente, i loro vuoti a perdere, pronti, con le scarpe lucide, per il prossimo convegno. (MARCO CACCIANIGA, ex assessore allo Sport del Comune di Varese, allenatore, uomo che ha cresciuto migliaia di bambini attraverso il calcio)

Carissimo Gianni la tua l’amarezza ti assicuro è la medesima di noi genitori che vedevano in te un alleato sicuro x la crescita dei nostri figli! Ti assicuro che faremo di tutto per continuare a fargli fare un po’ di sport e per continuare a trasmettergli i tuoi buoni valori. (GENITORE 1)

Gianni... Ci dispiace tantissimo. Era importante per i bambini stare insieme... Speriamo si possa riprendere il prima possibile. (GENITORE2)

Sono la mamma di Gioele. Gio sta piangendo di rabbia, chiuso in bagno e attraverso la porta ha detto: «Mi rubano la vita così, io senza il Basket non sono felice». Ecco io vorrei ringraziarti per questo attaccamento alla vita di mio figlio attraverso il Basket. Facciamoci coraggio. (GENITORE 3)

Gianni che tristezza, amarezza, impotenza… C'è Richy che piange deluso… è persino spaventato dalla situazione ricordando i mesi passati… Mi ha detto: speriamo non chiudano anche le scuole. Che rabbia! Scusi per lo sfogo! Buona giornata! (GENITORE 4)

Noi siamo una piccolissima società ..abbiamo dato l’anima (come tutti voi) per cercare di organizzare tutti i protocolli e in meno di 24 ore abbiamo buttato alle ortiche 3 mesi di lavoro… Sapete che capisco bene l’importanza della sicurezza sanitaria ..ma non penso che il problema si risolva ammazzando le attività sportive giovanili… La domanda è cosa possiamo fare di fronte a queste persone e a queste scelte? (SOCIETÀ GIOVANILE)

Se penso al lavoro fatto in questi mesi per poter assicurare un spazio sicuro e tranquillo ai nostri nani mi viene quasi da piangere. Una fatica immane per riportarli in palestra a giocare e a divertirsi. Una fatica incredibile per cercare di "proteggerli" il più possibile, per quel che si può. Cercare di riportarli a interagire tra di loro, comunicare, capire, confrontarsi, divertirsi... Socializzare. Tutto cancellato in un attimo, insieme ai nostri posti di lavoro, inesistenti per lo Stato. Ma noi non si smetterà, sapete? Eh no. Supereremo anche questa. Lavoreremo gratis anche questa volta. Staremo a fianco dei nostri nani per accompagnarli e sostenerli in questo periodo di stop imposto senza criterio da chi non ha la minima idea di quanto serva ai bimbi lo sport… E di quanto serva a noi lavorare e cercare di sopravvivere in un mondo che mai, mai, mai… ha inteso quel che facciamo come un lavoro vero e proprio. Sono, anzi siamo, questa volta tutti senza parole! (MARCO P.)

Sono molto arrabbiato perché l’arroganza fermerà ancora la crescita dei bambini. L’attività fisica aiuta lo sviluppo psico fisico, irrobustisce, quindi anche il sistema immunitario ne beneficia. Noi fermiamo tutto questo. Fermiamo le esperienze che attraverso il gioco i più piccoli acquisiscono, togliamo loro la gioia della scoperta, il sorriso. Siamo sicuri di fare loro del bene? Siamo sicuri che li stiamo aiutando a crescere? Loro comunque troveranno le soluzioni che gli adulti non vedono! (L’intervento dello stesso GIANNI CHIAPPARO su Facebook).

 

Redazione


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