/ Hockey

Che tempo fa

Cerca nel web

Hockey | 19 gennaio 2020, 21:53

IL COMMENTO. I Mastini hanno perso? No: i Mastini sono tornati

Non è finita, è solo l'inizio. Non è la finale dei "se" o dei "ma", è quella di una certezza: il Varese è tornato al suo posto. In finale, nel cuore della città, nei fantasmi della corazzata meranese che riemergeranno nei playoff

IL COMMENTO. I Mastini hanno perso? No: i Mastini sono tornati

Non è finita, è solo l'inizio. Non è la finale dei "se" e dei "ma" - se gli arbitri non avessero dato il colpetto di grazia per evitare il primo tentativo di rimonta, ma cosa sarebbe successo se il Varese avesse cominciato dall'inizio come ha finito - ma delle certezze. I Mastini hanno perso? No: i Mastini sono tornati. Al loro posto: in una finale che non conoscevano da un quarto di secolo, nel cuore di Varese da cui sono partiti oltre 400 varesini in due giorni consecutivi a Merano, nei fantasmi della corazzata altoatesina che riemergeranno nei playoff, magari in finale, nel momento che conta.

Giri di campo trionfali per una squadra di Varese sconfitta in finale ne ricordiamo alcuni, ma non ne ricordiamo uno solo come quello a cui abbiamo assistito alla Meranarena: ragazzi, famiglie e bambini in piedi con le lacrime agli occhi ad applaudire i giocatori non perché erano arrivati a un tiro dal 6-6 in un fazzoletto di partita, con tre gol in meno di cinque minuti (dal 6-2 al 6-5) e l'ultimo strozzato in gola per le parate del portiere, ma per qualcosa di meglio.
E quel qualcosa si chiama ritorno al passato, anzi al futuro: se anche Mauro Temperelli, segretario della Camera di Commercio di Varese, si alza in piedi con una sciarpa giallonera davanti agli occhi in quel giro di pista da brividi, non è solo perché ama l'hockey, i Mastini e Varese. Mauro Temperelli, come tutti noi e come tutti voi che eravate a Merano o a casa in diretta da Merano, si alza in piedi per dire una sola cosa: grazie di averci ridato colore, calore e cuore gialloneriGrazie di essere andati a pescare in quel minuscolo spazio del cuore i Mastini, e di averli riportati qui, nel grande cuore di una finale e dell'hockey. 

Qualcuno si commuove e qualcuno si arrabbia perché non vuole e non può accontentarsi di vedere una squadra così fenomenale racchiusa solo in cinque, dieci o quindici minuti di partita come è capitato in semifinale e in finale: se quei cinque o dieci o quindici minuti sono bastati per ribaltare il Pergine e quasi il Merano, cosa accadrebbe se fossero concentrati e allungati dal primo minuto? 

Qualcun altro magari se la prende con gli arbitri Lottaroli e Cassol perché rivive gli incubi del passato, quella sudditanza altoatesina nelle pieghe decisive della partita, come in quel primo gol meranese forse da annullare per la carica sul portiere Tura o in quella penalità a Schina che avrebbe dovuto esserci, se c'era, anche per l'avversario. Ce la siamo presa anche noi, e molto, e probabilmente a ragione, ma alla fine una squadra così forte come ha dimostrato di essere il Varese, può e deve essere anche più forte dei fantasmi del passato.

Alla fine tra le dita che battono forte sul computer resta la voglia di ringraziare tutti, a cominciare da chi ha rischiato perfino un pezzetto della sua salute per essere presente a questa finale: lo speaker Paolo Capobianco è rimasto asserragliato due giorni in cura in albergo a Merano, per poter mettere fuori il naso proprio per la finale. Se non è un Mastino lui, chi lo è?

Grazie al pubblico della curva e anche a tutto il resto dei tifosi per averci trascinato in una storia che non finisce, ma inizia, qui. Grazie a Pietro Anastasi di averci accompagnato con gli occhi che spuntavano dal megaschermo della Meranarena da cui ci illudiamo di aver visto cadere gocce di amore e orgoglio varesino nel mare giallonero. Grazie delle emozioni racchiuse nelle immagini del nostro fotografo, Alessandro Galbiati, e anche nella frase del presidente Matteo Torchio: «La cosa bella di tutto questo è stato vedere le emozioni che c'erano nella faccia di tutti. E questo forse vale più di una coppa».   


Andrea Confalonieri


Vuoi rimanere informato sui Mastini Varese e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 340 4631748
- inviare un messaggio con il testo MASTINI VARESE
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
VareseNoi.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP MASTINI VARESE sempre al numero 0039 340 4631748.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore