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Territorio | 09 aprile 2024, 14:36

Gorla Minore: al Collegio Rotondi vietata la vendita delle patatine Amica Chips. Il Rettore: «Sconcertati per la pubblicità offensiva e irrispettosa della nostra religione»

Don Andrea Cattaneo, dopo lo spot “blasfemo” di Amica Chips, vieta la vendita al bar della scuola gorlese. «A volte servono anche questi piccoli gesti per dimostrare il nostro disappunto. L'accettazione silenziosa sarebbe un grave errore educativo»

Gorla Minore: al Collegio Rotondi vietata la vendita delle patatine Amica Chips. Il Rettore: «Sconcertati per la pubblicità offensiva e irrispettosa della nostra religione»

Cristo ridotto a una patatina. «Sconcertati per la pubblicità offensiva e irrispettosa della nostra religione»: è il Rettore del Collegio Rotondi di Gorla Minore, don Andrea Cattaneo, a prendere una posizione netta dopo lo spot “blasfemo” di Amica Chips. Così, al bar della scuola gorlese, è stata vietata la vendita della patatina che si sostituisce all'ostia consacrata nella campagna pubblicitaria. «Il Rettore ritiene opportuno interrompere la vendita di questi prodotti» recita l'avviso attaccato all'espositore dei prodotti oggetto della campagna pubblicitaria che scandalizza e fa discutere l'opinione pubblica.

«A volte servono anche questi piccoli gesti per dimostrare il nostro disappunto – argomenta il Rettore del Rotondi - Una pubblicità creata in triplice versione, la cui più blasfema gira proprio sui social che sono continuamente osservati dai nostri ragazzi, dove l'Eucarestia viene sostituita da una patatina, è inaccettabile e offensiva.

L'accettazione silenziosa e il non prendere posizione di fronte a tale pubblicità irrispettosa e blasfema sarebbe un grave errore educativo. Mi aspetto una urgente presa di posizione da parte delle autorità competenti».

LO SPOT BLASFEMO. Per chi volesse risparmiarsi la visione, riassumiamo il video che sta girando sui social, mentre per la tv sono state create due versioni più “edulcorate”, per modo di dire.

Un gruppo di novizie è a Messa e al momento della comunione, quando la prima della fila chiude la bocca dopo aver ricevuto l’Eucaristia, si ode uno scrocchio. Sguardi di sorpresa di suore e sacerdote: nella pisside, infatti, anziché le ostie ci sono le patatine. L’inquadratura successiva svela il mistero: è stata la suora più anziana che sta sgranocchiando un sacchetto di “chips” ad avercele messe avendo in precedenza trovato la pisside vuota. Lo slogan finale, mentre in sottofondo suonano le note dell’Ave Maria di Schubert, è: «Amica Chips, il divino quotidiano».

L’Aiart, l'associazione italiana di telespettatori cattolici, ha perciò segnalato lo spot all'Istituto di Autodisciplina pubblicitaria «in quanto contrario agli articoli 1 e 10: lealtà della comunicazione, convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona, del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale». Secondo l’associazione «è la spia di una sensibilità sociale ed indifferenza etica che non contraddistingue soltanto il comportamento di un’azienda e di un pubblicitario. Ci si appella al politically correct e alla cancel culture, ma solo contro la religione cristiana ci si sente autorizzati a qualsiasi obbrobrio?».

Aspettando provvedimenti, il Collegio Rotondi di Gorla Minore ha preso, nel frattempo, il suo, vietando la vendita di questi prodotti.

Alessio Murace

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