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Varese | 26 marzo 2024, 11:54

Incidenti sul lavoro, piaga senza fine anche nel Varesotto: «Sette infortuni su dieci sono causati dai lavoratori»

Questa mattina a Ville Ponti presentata l'analisi dell'Organismo paritetico provinciale salute e sicurezza: «La soluzione è la prevenzione». Sul territorio di Ats Insubria nel 2023 otto vittime

Il convegno a Ville Ponti

Il convegno a Ville Ponti

Un'analisi approfondita sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: questo l'argomento centrale del convegno organizzato da dell'Organismo paritetico provinciale salute e sicurezza oggi, mercoledì 27 marzo, presso Ville Ponti.

Ad aprire l'incontro Livio Muratore, presidente dell'ente: «Oggi a Ville Ponti riflettiamo sul ruolo dei rappresentanti per la sicurezza in particolare e nello specifico sulla salute e sui rischi sul lavoro perché, come ci ricordano le cronache quotidiane, da troppo tempo sono un'emergenza sia a livello nazionale, sia sul nostro territorio. Gli infortuni sul lavoro sono in aumento e purtroppo anche quelli mortali. Con questo convegno, quindi, vogliamo prevenire i potenziali rischi legati al lavoro per avere poi il beneficio di tutte le parti coinvolte: aziende e lavoratori».

Il relatore Fabio Conti, professore di ingegneria di sicurezza e ambiente dell'università dell'Insubria di Varese e Como, spiega: «In Lombardia il settore dell'edilizia è quello più colpito, dove le adempienze sono al 90% e le cause più comuni sono il contatto con macchinari fissi o in movimento e le cadute, che nell'edilizia sono un fattore incisivo».

Secondo i dati stilati da Regione Lombardia, aggiornati al 5 dicembre scorso, nel 2023 i certificati per infortuni registrati sono 10.818. «La pandemia ha influito sull'andamento degli infortuni, diminuiti nel 2021 e nel 2023, con un rialzo nel 2022» conclude Fabio Conti. Sul territorio di Ats Insubria, competente in materia, che comprende le province di Varese e di Como, i casi mortali nell'anno passato sono stati 8. 

Interviene, quindi, Lorenzo Fantini, consulente per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro: «Ogni giorno abbiamo tre morti sul lavoro. In Italia, ogni anno Inail spende oltre 45 miliardi di euro, pari al 3,21% del PIL italiano per le prestazioni economiche agli infortunati o alle famiglie. - spiega - Siamo l'unico paese che non ha una strategia sulla prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro. Un ruolo importante, inoltre, va fatto in azienda da tutti i singoli lavoratori».

Secondo il rapporto dell'Inail presentati il 4 ottobre 2023, in Italia sono state 703mila le denunce presentate per gli infortuni accaduti nel 2022 (+24,6% rispetto al 2021), di cui il 15% fuori dall'azienda, 1.208 le denunce per infortunio mortale (1.361 nel 2021, - 15,2%) e 11 milioni circa le giornate di inabilità, causate dagli infortuni sul lavoro.

«Gli infortuni sono calati, ma non come vorremmo e non sempre l'Inail riconosce gli infortuni come tali. Ma il calo è forse dovuto al periodo post covid, ma è una mia opinione personale.- sottolinea Lorenzo Fantini - Ma le malattie professionali sono in aumento, come le patologie all'apparato muscolo- scheletrico e al sistema nervoso».

Quindi, come contrastare gli infortuni sul lavoro? «Sette infortuni su dieci sono causati dai lavoratori, quindi c'è bisogno di formazione e quando viene effettuata, non sempre viene fatta bene. La formazione serve per ricordare alle persone che sul lavoro ci si può far male» spiega Lorenzo Fantini.

«Il diritto comunitario che noi applicheremo con il decreto legislativo 81/2008 prevede che i lavoratori possano essere rappresentati dai rappresentanti del lavoro, che è un presidio ulteriore per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. - prosegue il consulente - Vale la pena, quindi, fare una riflessione, sia perché c'è stata una sentenza a settembre 2023 in cui un RLS è stato condannato per infortunio per ciò che non ha fatto come dirigente, sia perché ci sono novità importanti sugli infortuni in Italia sollecitate purtroppo dalla strage di Firenze».

Infatti, come illustrato da Lorenzo Fantini, risultano in corso in seguenti documenti tecnici: la revisione delle linee guida per utilizzo delle piattaforme mobili elevabili, per i lavori su fune e la produzione delle indicazioni operative relative al ruolo dell'impresa affidata e General contractor.

Per quanto riguarda le malattie dell'apparato muscolo scheletrico, si prevede una valutazione del rischio rivolto agli operatori dell'assistenza domiciliare integrata (ADI) e servizio assistenza domiciliare (Sad), oltre che un corso di formazione mirato nelle singole ATS.

Per lo stress lavorativo, invece, saranno programmati individuazioni nel settore, sempre da parte di ATS e del comitato provinciale di coordinamento, mentre per il rischio cancerogeno, si prevede di ultimare le leggi costituzionali sull'utilizzo delle sostanze e l'ultimazione della "Survey", la scheda di autovalutazione da trasmettere alle aziende che verrano coinvolte nel project managament professional sull'uso delle sostanze cancerogene mutagene soggette ad autorizzazioni.

Elisa Petrocelli

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