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Varese | 19 marzo 2024, 07:10

Da nonno a nipote nel segno del calcio. Dopo mezzo secolo un Anastasi torna a vestire la maglia biancorossa a Varese

Ha 8 anni, una grande passione per la Juventus e per il calcio e sogna sotto la buona "stella" del nonno: Luca Anastasi, nipote del celebre Pietro, gioca nell'Accademia Varese. Il padre Gianluca: «Che emozione vedergli indossare la numero 9. E una volta a Masnago mi disse: “E' vero che qui tanti anni fa il nonno ha fatto 3 gol alla Juve? Allora era davvero forte..."»

Luca Anastasi si allena con la maglia biancorossa. In alto a sinistra: Luca con papà Gianluca, Cabrini, Oriali e Mancini

Luca Anastasi si allena con la maglia biancorossa. In alto a sinistra: Luca con papà Gianluca, Cabrini, Oriali e Mancini

Ci sono nomi che ritornano perché scorrono nel Dna. E quello di Anastasti per il calcio e per Varese non è un nome qualunque. E dopo oltre cinquant'anni di storia, amore e passione quel nome - Anastasi - torna a fare la sua comparsa sulla maglia biancorossa a Masnago.

Luca Anastasi, figlio di Gianluca e nipote del celebre Pietro, ha compiuto da poco 8 anni: da due stagioni si sta allenando e giocando con costanza e impegno con l’Accademia Varese. Per ora il suo ruolo è quello di difensore, proprio quelle difese di cui suo nonno per anni è stato un incubo. Come da tradizione di famiglia Luca è tifoso juventino, ma soprattutto un appassionato di calcio con l'aspirazione di imitare le qualità di suo nonno, che ha fatto la storia del calcio italiano. È papà Gianluca che accompagna il figlio allo stadio per gli allenamenti e che lo segue nei campetti alle partite domenicali. E, soprattutto, è lui a raccontare al figlio alcuni ricordi di quel nonno che ha perso quando aveva quattro anni.

«Sono molto contento che mio figlio indossi i colori biancorossi - ci dice emozionato papà Gianluca Anastasi - Lo fa con grande passione, segue i consigli degli allenatori che con grande professionalità e dedizione fanno crescere i giovanissimi dell’Accademia. Ho provato un pizzico di apprensione quando sono andato a iscrivere Luca ma poi ho percepito una forte emozione nelle parole del direttore Bruno Limido quando ha realizzato che Luca era il nipote di quello che lui stesso ha sempre considerato un grande maestro calcistico».

È una grande emozione pensare ad un Anastasi calcare nuovamente il prato del Franco Ossola. Qual è il momento che ricordi di più?
È stata indubbiamente una sensazione forte quando alla partitella di esordio dello scorso anno lo staff dei mister ha assegnato a mio figlio la maglia biancorossa numero 9. Una sensazione affascinate, che non potrò mai dimenticare.

Come si trova Luca a giocare in uno stadio così importante per la storia della sua città e delle sua famiglia?
Molto bene. E questo grazie allo staff dell'Accademia Varese, all'organizzazione perfetta e al grande clima familiare che si respira in questo club. All’Accademia vige la regola di imparare divertendosi. Ci tengo quindi a ringraziare tutti i mister e i componenti dello staff per l’eccellente lavoro che svolgono. Sono molto orgoglioso di mio figlio perché dimostra disciplina in campo, educazione verso i suoi compagni e verso gli allenatori e per il modo sempre attento con il quale segue i consigli e gli insegnamenti che gli vengono dispensati per imparare a giocare al calcio. E poi perché, nonostante la grande passione per il calcio, si impegna nello studio, che è la cosa più importante.

Come è nata la voglia di giocare a calcio di Luca?
Sicuramente è una passione di famiglia e non potrebbe essere altrimenti. Lui ha iniziato a vedere come tutti i bambini le partite in televisione, poi ha avuto l'occasione di assistere a qualche incontro della Juventus allo Stadium di Torino. Ma anche, e non da ultimo, l'interesse per il calcio è maturato dalla curiosità dopo aver visto le fotografie e le immagini del nonno. È sempre alla ricerca di notizie sulla carriera di mio padre, anche grazie alla nonna Anna, sempre disponibile a mostrargli foto e a  raccontare la vita del nonno.

Come parla Luca di suo nonno Pietro?
Una volta al Franco Ossola mi ha detto questa frase toccante: “Papà, è vero che in questo stadio il nonno una volta ha fatto tre gol alla nostra Juventus?". Io gli ho risposto di sì e lui ha esclamato: "Allora nonno era davvero forte!”.

Anche Luca risponde volentieri alle nostre domande.

Luca, quali sono i campioni preferiti?
Buffon e Chiesa.

Hai avuto la fortuna di conoscere qualche calciatore?
Grazie a mio papà ho conosciuto Roberto Mancini, Marco Tardelli, Antonio Cabrini. Sono stati bravissimi giocatori e mi hanno raccontato tante storie del passato.

Hai mai indossato la maglia bianconera del nonno?
No, purtroppo gli è stata rubata.

Il più bel ricordo che ti ha lasciato nonno Pietro?
Tra i tanti, quando l’ho visto in televisione a Torino, prima della brutta malattia.

Un tuo desiderio?
Papà mi ha detto che all’Allianz Stadium ci sono 50 stelle che rappresentano tutta la leggenda dei calciatori della Juventus. Spero che, se a scuola sarò promosso, come premio papà mi possa portare a vedere la stella di mio nonno Pietro.

Claudio Ferretti


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