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Basket | 04 agosto 2022, 19:34

Jenkins o Armand, l'ultimo ballottaggio per la "piccola" Varese

Sembrerebbero davvero due i nomi caldi sul taccuino societario alla ricerca della guardia che concluderà la campagna acquisti biancorossa: il prescelto andrà a completare un reparto esterni poliedrico e ben fornito, contraltare di un settore lunghi su cui rimangono, allo stato attuale, delle perplessità

Jenkins o Armand, l'ultimo ballottaggio per la "piccola" Varese

Sono due i nomi messi davvero nel mirino dalla Pallacanestro Varese per completare il roster in vista della stagione 2022/2023.

Manca una guardia, come noto, e sarà con ogni probabilità l’ultimo acquisto. L’idea di navigare le acque stagionali con una barca settata sul 5+5 risponde agli intendimenti di inizio mercato, in particolare del gm Michael Arcieri, e si è solidificata con il passare del tempo: l’alternativa, ovvero i sei stranieri con un roster più lungo, ogni volta che ha fatto capolino in qualsivoglia brainstorming è stata scartata. Sarà, essa, eventualmente, il sentiero per uscire dalle emergenze in corso d’opera.

La rosa dei papali da cui estrarre il 2 titolare, colui che dovrà inserirsi in quintetto base tra Colbey Ross e Markel Brown, si è notevolmente ristretta. Tanto da far pensare che il prescelto possa essere uno tra John Jenkins e Sean Armand.

Il primo è classe 1991, è alto 193 cm, e ha alle spalle una carriera vissuta sulla soglia della NBA: 179 le partite disputate tra i Pro in 7 stagioni, tra il 2012 e il 2019, in un viaggio che ha toccato Atlanta, Dallas, Phoenix, Washington e New York. Solo 7 le partenze in quintetto e un continuo dentro e fuori dall’interesse delle franchigie, con periodi di “parcheggio” nelle varie squadre di sviluppo. Quattro le esperienze abroad per il 31enne: in Cina, ai Jiangsu Dragon, e in Israele, all’Hapoel Heliat, entrambe due comparsate, e poi in Spagna a Bilbao e in Francia a Dunkerque, nel 2021/2022. Notabili gli anni trascorsi all’high school e al college: due volte giocatore dell’anno del Tennessee e una volta nell’All-America Team tra le fila di Vanderbilt, dove ha tirato con il 43,8% da 3 di media in tre stagioni.

Sì, parliamo di un tiratore. Puro, quasi “assatanato” di triple (in Francia, in 25 partite, 77 tiri da due e 189 da tre…), incline a scegliere la soluzione dall’arco (con rilascio molto rapido) non solo giocando costantemente in uscita dai blocchi, ma anche costruendosi il tiro da solo oppure colpendo con lo stesso nelle situazioni di transizione o semi-transizione. Un giocatore maturo, con punti nelle mani, sulla carta affidabile: quest’estate si è messo in luce anche con USA Team nelle qualificazioni ai Mondiali indonesiani del 2023.

Il secondo, Armand, è anch’egli un classe 1991, ha la stessa altezza di Jenkins ma un passato completamente diverso: per lui le porte del Vecchio Continente si sono aperte subito e non si sono ancora chiuse. Francoforte, İstanbul BŞB, Gaziantep, Zenit, Bahçeşehir, Chalon, Fuenlabrada e Petkim Spor nel suo girovagare iniziato nel 2014. Tre le sue squadre nel 2021/2022: una toccata e fuga in Libano e in Spagna, poi il titolo di capocannoniere a 20 punti di media in Turchia.

Anche qui parliamo principalmente di un tiratore, sebbene meno “fissato” di Jenkins: frecce congeniali al suo arco paiono essere anche la creatività dal palleggio, la conduzione del pick and roll e la penetrazione. Nemmeno in questo caso difetterebbero l’esperienza (con conoscenza approfondita della pallacanestro europea) e la maturità.

Se la guardia uscirà effettivamente da questo ballottaggio (una firma non dovrebbe tardare), Varese dovrebbe comunque cascare in piedi, completando un reparto esterni variegato, poliedrico e prolifico.

Basterà per una stagione scevra di problemi? La domanda è lecita: la Openjobmetis in fieri sta deliberatamente scegliendo di essere “piccola” e “leggera”, di avere un reparto lunghi senza alcuna ala forte di ruolo, di essere “costretta” a giocare un gioco sparagnino, veloce e privo di punti di riferimento per gli avversari e di difendere basandosi solo sull’aggressività degli esterni e sull’atletismo del nuovo centro, Tariq Owens, scartando un difensore “di concetto” come Siim-Sander Vene.

Pro e contro (e mettiamoci pure i rimbalzi…), entrambi abbastanza evidenti, verranno soppesati dal campo. 

Fabio Gandini


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