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Hockey | 29 luglio 2020, 22:04

La verità sul palaghiaccio? Servono 200mila euro per rimetterlo a norma. Pista provvisoria entro ottobre

In commissione sport il sindaco risponde alle domande del consigliere Clerici. Che incalza: «Criticità presenti da sempre, c'è dell'altro? La pista provvisoria arriverebbe tardi per permettere ai Mastini di allenarsi e giocare. A rischio anche il vivaio». Le spese da sostenere per un impianto che verrà ristrutturato a breve sono considerate eccessive dall'amministrazione

Mastini addio?

Mastini addio?

Una commissione sport tutta dedicata al palaghiaccio e alle domande dei consiglieri sulla delicata situazione che si è creata intorno alle sorti dell'impianto e delle associazioni sportive che gli gravitano intorno (potete rivederla alla fine dell'articolo). La riunione è stata chiesta dal consigliere di Varese Ideale Ideale Stefano Clerici, che ha incalzato il sindaco a più riprese per avere risposte precise rispetto ai temi, «perché in queste settimane ci si è mossi sul perimetro delle ipotesi, mi piacerebbe invece entrare nel campo delle certezze».

STRUTTURA NON A NORMA
Il palaghiaccio non riaprirà a settembre perché un sopralluogo dei vigili del fuoco ha evidenziato problemi strutturali e all'impianto elettrico che lo rendono inagibile. Questa la motivazione ufficiale fornita dall'amministrazione. «Criticità che sono presenti da sempre, ma che non hanno mai pregiudicato l'utilizzo della struttura, agendo in deroga o con piccoli interventi di messa a norma - ha sottolineato Clerici – Mi chiedo se non sussistano altre ragioni, come ho letto, collegate ad un'indagine in corso». Situazione che al sindaco però non risulta: «L'amministrazione è estranea alle indagini in corso – le parole del sindaco - Non abbiamo elementi per rispondere».
I lavori per mettere a norma l'impianto e consentire la riapertura sono stati quantificati in circa 200 mila euro, giudicati troppi per una struttura che tra qualche mese sarà riqualificata.

PISTA GHIACCIO PROVVISORIA
Confermata la volontà di allestire una pista per consentire al pattinaggio e all'hockey di continuare l'attività. Sarà a norma, con reti e balaustre, e verrà posata nell'antistadio entro ottobre, troppo tardi per garantire ai Mastini di allenarsi e disputare il campionato (leggi qui). «Sono sempre più preoccupato della piega che sta prendendo la situazione e le risposte evasive del sindaco alimentano i miei dubbi – ha detto Clerici che ha praticamente monopolizzato la commissione sottoponendo al sindaco una serie di domande – I Mastini si allenano quattro volte a settimana e non potendolo fare fino a fine ottobre dovrebbero ritirarsi dal campionato e vanificare così tutti gli sforzi fatti fino ad oggi. E mi preoccupa anche il futuro del settore giovanile su cui si è investito moltissimo per creare un vivaio che foraggiasse la prima squadra».

IL NUOTO
Nessuna novità è emersa nemmeno per quanto riguarda il futuro delle società che lavorano in piscina. L'amministrazione ha proposto di contattare gli altri impianti cittadini e chiedere se possono utilizzare le vasche per le loro attività, ma per ora nessuna conferma è ancora arrivata. E con le restrizioni dettate dalle norme anti Coronavisrus è difficile che si trovi spazio per tutti altrove. 

IL NUOVO IMPIANTO
Quello che si andrà a realizzare a Varese sarà uno degli impianti ghiaccio più interessanti sul territorio, fondamentale in funzione delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Con un intervento di project financing da quasi dieci milioni di euro di Acsm-Agam si avrà una nuova pista del ghiaccio, le piscine, gli spogliatoi rinnovati, tre palestre e due campi da paddle sul tetto.
Il progetto definitivo sarà presentato settimana prossima alle associazioni sportive che ne hanno già sottolineato alcune criticità, soprattutto rispetto alle vasche che si andranno a realizzare, considerate non adatte a tutti i tipi di attività in acqua. Su questo si è chiarito che il progetto è stato cucito sulle esigenze di chi lo andrà a realizzare: vasche più basse sono funzionali ai corsi d'acqua fitness e costano meno da riscaldare. Si è pensato però di “smistare” in futuro le diverse discipline nelle altre vasche cittadine: alla Comunale la pallanuoto e alla Robur quelle che necessitano di acque profonde, come l'apnea e i corsi di sub.


Valentina Fumagalli


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