C'è un giocatore che vale il prezzo del biglietto, il profumo della maglia, l'amore per il pallone allo stato puro?
Un giocatore, insomma, che non riesci a fermare nemmeno con le botte, che non batti correndo più di lui perché lui fa correre più veloce la palla, dipinge arcobaleni su punizione e, quando segna, lascia il segno più di chiunque altro perché è capace di trascinarti in campo dopo averti lasciato in attesa come sanno farsi attendere solo i numeri 10 di una volta?
Un giocatore di quelli che strappano sempre un abbraccio da parte dei compagni e che i tifosi proteggono e, anche nel nome, breve e soffice, vale ancora una domenica allo stadio: Scapi, Denni, capitano, Denni Scapinello.
Il ritorno alla Solbiatese del trentenne numero 10 varesino, che sarà ufficiale a breve, dopo una stagione in cui sia lui (ad Arconate) che la Solbia sono stati promossi, è anche un segno del destino: come se avessero dovuto dividersi e allontanarsi per realizzare il loro sogno, prima di ricongiungersi e difenderlo assieme.
Noi vorremmo sempre nella nostra squadra Denni per motivi calcistici, visto che è uno di quei panda del calcio in via d'estinzione da proteggere: l'antidoto ai muscoli, il grimaldello capace di fare saltare tattiche e strategie o, sintetizzando, "date la palla a Denni e qualcosa succede", dal Torneo della Rasa allo stadio Dall'Ara di Bologna, dove debuttò "bambino" nell'ultimo anno di serie B del Varese.
Ma vorremmo Denni anche per il resto, e non solo perché non vediamo l'ora di rivedere Fabio Vanetti, papà del capitano dei Mastini dell'hockey che lo considera come un figlio, riabbracciarlo allo stesso modo dell'ultima volta. Noi vorremmo sempre Denni nell'undici ideale della nostra squadra fatta solo dai varesini che abbiamo visto giocare sui campi negli ultimi trent'anni perché nei silenzi e nella lontananza, nella sofferenza e nella gioia, nel distacco e nel ritorno ha saputo riprendere il filo del gioco, e della vita, come nessun altro.
Denni Scapinello si tifa come si fa con la propria squadra del cuore, e non c'è neppure da chiedersi perché.
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Calcio | 01 luglio 2026, 07:30
Denni Scapinello, il ritorno del numero 10 che non se n'è mai andato
Il centrocampista varesino e la Solbiatese si riabbracciano dopo essersi separati e aver conquistato entrambi il sogno della promozione. Denni è un "panda" che il calcio muscolare e tattico non è riuscito a estinguere: vale il prezzo del biglietto, il profumo della maglia, l'amore per il pallone allo stato puro. Si tifa come si fa con la propria squadra del cuore, e non c'è neppure da chiedersi perché

Denni Scapinello torna alla Solbiatese. A sinistra nella foto di Samuele Lucchi e a destra con Fabio Vanetti, papà del capitano dei Mastini dell'hockey e suo grande tifoso
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