/ Territorio

Territorio | 23 aprile 2026, 14:25

"Darsena 350", quel bar al porticciolo di Cazzago dove la fantasia è al potere. «Un numero e un luogo fatali sulla ruota del destino»

La vulcanica Francesca Ridolfi gestisce “Darsena 350 Oasi Bar”, molto più di un locale: «Qui venivo a leggere sotto a un salice, era il mio luogo del cuore». Poi arrivarono quei 350 euro che le cambiarono la vita... ed eccoci al porticciolo tra dj set, i pedalò “Qui” e “Ora”, gli unici sul lago di Varese, i cocktail personalizzati come il “Dawa”, che significa “pozione magica”, e il “350” con i colori della darsena, il verde della vegetazione e l’arancione dei tramonti, l'"area zen", i piatti dello chef dell’“Osteria del sass” di Besozzo, una ciambella dalla ricetta segreta e un compleanno in arrivo, quello per i quattro anni d'apertura del 1° giugno, da festeggiare con un White Party

Francesca Ridolfi immersa nel verde e nell'oasi del “Darsena 350 Oasi Bar”, molto più di un locale al porticciolo di Cazzago Brabbia. Sotto in gallery alcuni scatti delle sue precedenti esperienze

Francesca Ridolfi immersa nel verde e nell'oasi del “Darsena 350 Oasi Bar”, molto più di un locale al porticciolo di Cazzago Brabbia. Sotto in gallery alcuni scatti delle sue precedenti esperienze

Un numero, 350, e una vita che cambia di colpo, portando sulle rive del lago di Varese una donna vulcanica che fino a due anni prima volava per i cieli del mondo, hostess di AirItaly e contenta di esserlo. Un’intuizione dell’ultimo istante, o forse il destino, chissà, fatto sta che dal primo giugno 2022 Francesca Ridolfi si ritrova a gestire “Darsena 350 Oasi Bar” nel porticciolo di Cazzago Brabbia, un locale ormai diventato un riferimento non soltanto per la nostra provincia.

«Sono italo argentina, ho vissuto in Sudamerica, poi a Corchiano, nel viterbese, ho fatto il liceo linguistico a Roma e poi mi sono iscritta all’università della Sapienza, corso di Lingue e civiltà orientali, con l’intento, una volta terminati gli studi, di lavorare per una Ong, ma lasciai a due esami dalla laurea per inseguire il mio sogno di volare. Per mantenermi agli studi facevo anche tre lavori insieme, e nel frattempo frequentavo un corso di yoga. Nel 2007 la prima svolta: mando a Milano il curriculum alla compagnia aerea Eurofly e vengo assunta come assistente di volo, siamo passate in sei su quaranta candidate», racconta Francesca, che da bambina non aspettava altro quando prendeva l’aereo per andare in Argentina.

«Il 18 maggio 2007 ho fatto il mio primo volo, Napoli New York, dopo cinque anni ho preso a Calcinate del Pesce il brevetto di volo a vela, finché, nel 2010, sono passata ad Air Italy, dove ho conosciuto il mio compagno Antonio, pilota di linea, e ho lavorato fino al 2020, quando il covid ci ha mandato in cassa integrazione perché la compagnia era stata messa in liquidazione».

Francesca non si perde d’animo, decide di attuare il suo “piano b”, e incomincia diventando istruttrice di kite surf, ma soprattutto, grazie ai corsi della Regione Lombardia per reintrodurre il personale nel mondo del lavoro, ne propone uno suo su imprenditorialità e avvio di startup. Viene accettato, e con il compagno pensa di organizzare un corso di kite surf a Fuerteventura, ma il destino è in agguato, e la sua vita cambia per l’ennesima volta.

«Al porticciolo di Cazzago Brabbia venivo in monopattino da Bodio, dove abito tuttora, e mi mettevo a leggere sotto a un salice. Era il mio luogo del cuore. Nel febbraio 2022 vengo a conoscenza del bando per gestire il bar, avrei dovuto consegnare la busta con l’offerta il 25 del mese. Avevo già redatto un piano economico preciso per l’idea di Fuerteventura, ma nel frattempo lo scoppio della guerra in Ucraina aveva cambiato tutto, così per Cazzago riformulai i conti. La base d’asta era di 12mila euro, io e Antonio pensammo di offrirne 18mila ma, all’ultimo momento, poco prima di chiudere la busta aggiunsi 350 euro, la cifra che mi ha permesso di vincere l’appalto, perché anche altri avevano offerto i 18 mila tondi. Ecco perché il nome del bar è “Darsena 350”, in realtà la D, in altro colore nell’insegna, sarebbe l’iniziale di differenza, e 350 gli euro che mi hanno permesso di essere qui».

La vulcanica Francesca si fa imprenditrice e non si lascia intimorire dalla burocrazia e dai tanti lavori di ristrutturazione da fare nel bar: «Era ridotto male, muffa ovunque e crepe, arredamento da rifare completamente, ma eccomi qui, a dividermi tra questa attività e lo yoga, che ho sempre praticato fino a diventare insegnante sulla piattaforma online di Yoga Academy, con il metodo di Denise Dellagiacoma, che conta seimila iscritti in tutta Italia. Tra l’altro nella bella stagione organizzo qui al lago corsi di yoga all’aperto e ho uno studio a Bodio».

“Darsena 350 Oasi Bar” apre in inverno nei fine settimana e sotto le feste, da Pasqua in poi tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 10 alle 21. Francesca Ridolfi conta su una decina di collaboratori a rotazione che lavorano con il voucher, di solito ragazzi ma anche qualche trentenne - ora ci sono Federico, Claudia e Martina - e a Cazzago la fantasia è al potere.

«Da fine aprile, tutti i sabati dalle 18 in poi, c’è il dj set, e da giugno a settembre affitto i pedalò, si chiamano “Qui” e “Ora”, unica a farlo sul lago di Varese. E poi ci sono i cocktail personalizzati: il “Dawa”, kenyota, che significa “pozione magica” ed è composto da miele, vodka, lime e zucchero di canna, e naturalmente il “350”, con i colori della darsena, il verde della vegetazione e l’arancione dei tramonti, resi con il liquore meloncello, la vodka e la menta. Ogni maggio, poi, metto in lista il “Dea Passion”, per il compleanno della mia rottweiler Dea, con vodka, prosecco, fiori di sambuco e frutto della passione. Il 1° giugno il bar compirà quattro anni, così organizzerò un White Party, mentre negli scorsi anni festeggiavo con un Flower Party con dj, artisti e ragazze dell’acrobatica aerea».

Al bar del porticciolo, dove un habitué di lusso è Luigi Giorgetti detto il “Negus”, uno degli ultimi pescatori professionisti che a 90 anni esce ancora a gettare le reti, arrivano clienti da Varese, Milano e perfino da Bergamo per l’aperitivo, «e quando uscì un articolo su di noi nel quotidiano “Le Monde”, capitarono qui anche diversi francesi. Vengono spesso anche i giovani di Cazzago, mentre gli anziani sono più sospettosi, sono pur sempre una “foresta”».

Al “Darsena 350” si può pranzare con i piatti preparati dallo chef dell’“Osteria del sass” di Besozzo Costantino Di Claudio, con la specialità della “fregola vegana” una speciale pasta sarda, ma ad andare forte sono le salsicce e la carne del Salumificio Colombo di Daverio per il barbecue manovrato da un amico neozelandese, oltre ai prodotti “a chilometro zero” come il Gin Campo dei Fiori, il vino della Cascina Ronchetto, e naturalmente alla Ciambella della Darsena 350, ricetta segretissima della titolare di cui fa trapelare solo l’uso di noci, cioccolato, mele e un goccio di rhum. L’incredibile Francesca, che non si ferma un attimo, serve poi gli aperitivi nell’“Area Zen” del bar, dove si pratica yoga e meditazione.

Sopra la porta d’ingresso del locale un dipinto di Francesca Anastasi raffigura l’altra Francesca, con il suo abito preferito e in mano un aeroplanino di carta pronto a volare. A lato i versi della poetessa brasiliana Cora Coralina, tra le più grandi del suo paese: «Ho chiuso gli occhi e ho chiesto/ un favore al vento: porta via tutto ciò/ che è inutile. Sono stanca di valigie/ pesanti. Da adesso in poi solo ciò che/ entra nelle tasche e nel cuore». Chissà se l’hostess, yogi, surfista, volovelista e oggi barista abbandonerà le valigie per fermarsi ancora a leggere sotto il salice di Cazzago Brabbia, per il momento sta colorando la riva con la sua voglia di vivere e di creare. Domani si vedrà, magari uscirà di nuovo un numero fatale sulla ruota del destino.

Mario Chiodetti

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore