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Calcio | 17 maggio 2024, 14:00

Rosati raddoppia: sia Antonio che il figlio Giovanni nel cda del Varese. «Alziamo l'asticella, ma se vai in C serve uno stadio dove giocare»

Tutte le parole e le nuove mosse della società biancorossa. Capitolo area tecnica e squadra. Il patron: «Raineri e Cotta hanno fatto ciò che dovevano, creando l'alchimia giusta. Ma senza qualche sbaglio avremmo potuto giocarcela fino in fondo». Capitolo Franco Ossola: «Aperti 1.200 posti su 9.000, attendiamo la chiusura del bando a fine giugno per sapere se oltre Aurora Stadium c'è anche una proposta B, che dovrà comunque interfacciarsi con noi. Non possiamo pensare a un Varese che debba andare a giocare a Sesto San Giovanni, poi lo dite voi ai tifosi...»

Da sinistra il cda del Varese con Stefano Amirante, Giovanni Rosati, Paolo Girardi, Antonio Rosati e Massimo Foghinazzi

Da sinistra il cda del Varese con Stefano Amirante, Giovanni Rosati, Paolo Girardi, Antonio Rosati e Massimo Foghinazzi

Rosati raddoppia: oltre al patron Antonio, entra nel cda biancorosso anche il figlio Giovanni, classe 2003, laurea in Sport Management alla Loughborough University e agente sportivo italiano più giovane di sempre. «Cresciuto a pane e Varese, avevo di fronte tre strade e ho scelto forse la più difficile - dice Giovanni nella conferenza stampa societaria di fine anno al Franco Ossola - lasciando l'agenzia ed evitando di proseguire il mio cammino in Inghilterra. Sarò un collante a disposizione dal primo giocatore del settore giovanile all'ultimo della prima squadra. Vivrò alle Bustecche e, se i tifosi al primo allenamento chiedessero la serie C, risponderei che rappresenteremo Varese e il Varese nel miglior modo possibile, provando a fare meglio dell'ultima stagione chiusa al terzo posto».

Se la famiglia Rosati diventa ancora di più il punto di riferimento del Varese, in attesa delle imminenti novità nell'area tecnica (Antonio Rosati: «In Raineri e Cotta ho trovato persone giuste e di spessore che hanno fatto ciò che dovevano fare quest'anno, creando l'alchimia vincente, anche se qualche sbaglio a mio parere c'è stato perché in questo girone e con le nostre potenzialità avremmo potuto giocarcela fino in fondo. Nel prossimo campionato alzeremo l'asticella ma, intanto, se non abbiamo vinto in campo l'abbiamo fatto fuori»), il vero snodo si chiama Franco Ossola.

«Buttiamo il cuore oltre l'ostacolo - dice ancora il patron - anche se visto la situazione dello stadio e la chiusura del bando prorogata dal Comune al 27 giugno (apertura delle buste il 5 luglio, ndr), il presidente Girardi potrebbe dirmi: attendi inizio luglio prima di costruire la prossima squadra. E invece noi siamo qui a lavorare, anche se dobbiamo avere la certezza di avere uno stadio nel percorso di ascesa che vogliamo percorrere. Se il Varese fosse sbarcato quest'anno nei professionisti, guardando lo stadio avremmo avuto problemi» aggiunge ancora Antonio Rosati.

Stefano Amirante, confermato nel cda dove entra come già annunciato anche Massimo Foghinazzi, ha parlato di stadio (restano aperti 1.200 posti in tribuna sui 9 mila complessivi), spiegando come «se ci fosse un'altra proposta diversa dalla nostra e di Aurora Stadium, chi l'ha avanzata non potrà non interfacciarsi con la società di calcio della città. A meno che si voglia chiudere l'ultimo pezzettino di stadio aperto e non fare più calcio a Varese. Ma sia Malerba che il sindaco sanno qual è la situazione». 

«Non possiamo pensare a un Varese che debba andare a giocare a Sesto... - ha detto a proposito dell'agibilità di Masnago il presidente Paolo Girardi - Poi lo dite voi ai tifosi...».

C'è stato spazio anche per le Bustecche, che verranno inaugurate a metà giugno con una giornata evento, come detto dall'addetto stampa Michele Marocco: «Saranno i tifosi e i varesini a decidere a chi verranno dedicati i due campi principali, mentre quello a 5 sarà sempre il campetto di Ottavio Biasibetti».

Ecco tutte le parole dette in diretta in conferenza stampa

"E se a fine giugno e inizio luglio saltasse la questione stadio cosa succede?" viene chiesta come ultima cosa ad Antonio Rosati.
Risposta: «Non voglio nemmeno pensarci. Lavoriamo come se a fine giugno andasse bene e avessimo risposte positive. Noi abbiamo trovato questo jolly - Aurora Stadium - che non è un'entità astratta. Non possiamo assolutamente permetterci di far disamorare Aurora di questo progetto perché sarebbe diabolico. A meno che si sia qualcosa di meglio di Aurora... Noi dobbiamo avere la certezza che, facendo un percorso di ascesa nelle categorie del calcio, ci sia uno stadio».

Interviene il presidente Girardi: «Non possiamo pensare a un Varese che debba andare a giocare a Sesto San Giovanni. Poi lo dite voi ai tifosi».

Amirante sullo stadio: «Il Comune ha fatto un avviso per stimolare altre proposte. O il Comune dice che non ci sarà un interesse nei confronti dello stadio... o, se ci fosse un'altra proposta diversa dalla nostra, non potrà non interfacciarsi con la società della città. Se c'è una proposta B interessante, chi l'avanza non può non parlare con noi. Nella domanda del Comune, tra l'altro, non c'è la possibilità che non si faccia nulla. A meno che si voglia chiudere l'ultimo pezzettino di stadio aperto e non fare più calcio a Varese. Ma sia Malerba che il sindaco sanno qual è la situazione». 

Continuare o cambiare nel settore dell'area tecnica? Risponde ancora Antonio Rosati: «In Raineri e Cotta ho trovato due persone di spessore ed esperienza. Il ds si è trovato in una situazione complicata la scorsa estate e l'ha gestita bene, mentre il tecnico ha saputo creare alchimia e gruppo di lavoro compatto e piacevole che riflette sul campo risultati positivi. Poi è ovvio che ho mie considerazioni non solo positive, qualche sbaglio a mio parere c'è stato ma mi confronterò personalmente con loro da oggi in avanti. Che il loro futuro sia a Varese o meno ho trovato due professionisti che sono contento di avere incrociato. Rispetto a certi sbagli negli anni scorsi, per quello che dovevamo fare quest'anno loro sono state le persone giuste. Vedremo nelle prossime ore se le nostre strade proseguiranno unite o si interromperanno».

Amirante parla della situazione stadio: «Confronti tra Aurora Stadium, rispetto all'avviso per lo stadio che è stato fatto, e il Comune ci sono stati. Per valutare la situazione dovremo attendere la chiusura del bando e sapere cosa abbiamo di fronte. Sperando che Antonio Ciuffarella mantenga alta l'attenzione su Varese, anche perché ha accelerato su Rimini».

Giovanni, se si presentano i tifosi al raduno e ti chiedono la serie C? «Gli direi che non basta chiamarsi Varese, ma dovremo rappresentare il Varese nel miglior modo possibile anche nell'obiettivo del prossimo campionato. Proveremo a fare meglio di quest'anno».

Novità nell'area tecnica? Antonio Rosati: «Oggi avremo confronti in sede. Qualcosa cambierà, non abbiamo prese decisioni certe. Da oggi inizieremo a chiudere il cerchio confrontandoci. Dire che abbiamo già fatto delle scelte è una bugia, dire che non cambieremo nulla è una bugia, dire di preciso cosa cambierò oggi non è giusto. Chiuderemo alcuni confronti a partire da oggi dopo il pranzo di saluto. Al di là di quello che succederà da domani, al netto del risultato sportivo è stata creata un'alchimia vincente: se non abbiamo vinto il campionato in campo, fuori l'abbiamo vinto».

Antonio Rosati: «Il Varese è stato a lungo tra Eccellenza e D la scorsa estate, per le nostre potenzialità e per il girone, che non era così impossibile, potevamo anche giocarcela in maniera diversa fino in fondo. Abbiamo avuto vuoti d'aria con squadre con cui non dovevamo averli: come, quando e perché? Con il senno di poi è facile domandarselo. L'anno prossimo vogliamo alzare l'asticella: rinforziamo la struttura per fare meglio. Probabilmente, per assurdo aver fatto molto meglio con risultati inaspettati avrebbe potuto diventare un problema. Se il Varese fosse sbarcato quest'anno nei professionisti, guardando lo stadio avremmo avuto problemi».

Giovanni Rosati si presenta così
: «Sarò un consigliere d'amministrazione al servizio del primo ragazzo del settore giovanile fino all'ultimo della prima squadra, sovraintenderò insomma. Mi sono trovato di fronte a una scelta, la più importante: potevo proseguire un discorso in Inghilterra e con la mia agenzia. Ma percepisco grande fiducia qui e sento di poter dare un valore aggiunto al Varese. La mia inesperienza può essere un valore aggiunto ma anche un deficit: so fin dove posso arrivare e dove devo farmi accompagnare».

A giugno ci sarà un evento per inaugurare le Bustecche e verranno dedicati alcuni campi: verrà mantenuto quello a 5 nominato a Ottavio Biasibetti.

Parla Giovanni Rosati: «Che siano i tifosi e i varesini a nominare i due campi principali delle Bustecche è una cosa giusta e bella»

Rosati sta parlando ora del vivaio: «La Juniores sarà molto più sinergica con la prima squadra e sarà da collante con la prima squadra del Gavirate. Come ha detto Foghinazzi, siamo un'unica proprietà con due ville confinanti: c'è questo ponte immaginario che le collega e si chiama squadra Juniores. Cercherò di dare ancora di più: il fatto che ci sia mio figlio Giovanni qui per me significa tranquillità per la crescita del progetto. Dovrà assumersi responsabilità mettendo a terra una parte teorica che arriva dai suoi studi: noi lo aiuteremo e lo supporteremo. Ora Giovanni ha un'opportunità che è anche una responsabilità, tra le strade che aveva davanti ha scelto quella più difficile. Sull'annata sportiva abbiamo fatto quello che volevamo fare, probabilmente si poteva fare anche qualcosina in più ma va bene così».

Prende la parola Antonio Rosati: «E' una doppia gioia vedere mio figlio prendersi questa responsabilità sia entrando nel cda del Varese che in quello del Gavirate, si trasferirà a Varese. Abbiamo riscattato un'annata travagliata (quella della retrocessione). Rispetto al mio primo ciclo avevamo mirato solo al risultato sportivo stavolta siamo partiti dalle strutture per crescere. Inutile negare che la volontà di tutti è rifare un ciclo ma non possiamo pensare di affacciarci a cose diverse senza avere un'idea chiara sullo stadio, tutto il futuro gira su questo. Mai e poi mai vorremmo fare l'errore di avere fatto imprese sportive senza sapere come metterle a terra. Stiamo lavorando sul prossimo anno: vogliamo fare meglio di quest'anno, e quindi sapete tutti cose significa, ma a fine giugno la questione stadio dovrà fare un passo avanti».

Dal punto di vista sportivo? «L'input che do ad Antonio e a tutti noi per l'anno prossimo è quello di fare meglio. Dobbiamo dare soddisfazione ai tifosi che ci sono stati vicini in questi anni quando non abbiamo brillato più di tanto. Non possiamo pensare che la città non si meriti di meglio: in primis, Varese non può non avere uno stadio».

Futuro? Aggiunge Girardi: «Struttureremo ulteriormente un società volutamente tenuta snella per essere veloci nel prendere le decisioni, concentrandoci sulle 4 cose che volevamo portare avanti. L'anno prossimo vogliamo strutturarci a livello societario, manageriale e staff. Allargheremo il cda con deleghe precise. Io e Stefano Amirante rimarremo, entrerà Massimo Foghinazzi che si occuperà di tutta l'area giovanile e Giovanni Rosati, che si sta laureando in Inghilterra in management dello sport. E' nato mangiando pane e Varese, adesso torna per mettere a terra tutto ciò che ha imparato in questi anni di studio nell'università migliore del mondo per la preparazione che fornisce. Anche Antonio Rosati entra nel cda con una veste ufficiale a testa non alta ma altissima in una cosa che è stata sua, ed è giusto che metta la sua presenza all'interno della società».

«Siamo indietro su un aspetto fondamentale, non per volontà nostra, sullo stadio: speriamo che entro fine giugno, data di scadenza del bando per presentare le offerte sulla nuova struttura, si possa realizzare il nostro sogno, non si può continuare con 1.200 posti aperti su 9 mila. E' stato portato un partner importante come il fondo Aurora e il lavoro che stanno facendo a Frosinone e a Caserta: gli stadi li hanno fatti e li stanno facendo. Se si tira indietro Aurora perché le cose vanno per le lunghe, non è altrettanto facile trovare un altro partner serio e pronto come loro» aggiunge Girardi.

Capitolo settore giovanile: «L'accordo e l'entrata di Massimo Foghinazzi ci porta ad avere rinforzato il vivaio. Se tutto va come ci auguriamo Massimo avrà più di 600 ragazzi da gestire» dice ancora Girardi.

«Le Bustecche ormai sono sotto gli occhi di tutti, nelle prossime settimane le inaugureremo. Dal primo marzo a oggi ci sono stati 40 giorni di pioggia altrimenti avremmo fatto prima - aggiunge Girardi - ce la feremo prima della scadenza inderogabile imposta dal Comune. Ringrazio Stefano Amirante per tutto ciò che ha fatto»

«Stagione in linea dal punto di vista sportivo dopo una retrocessione: è stato un campionato tranquillo e il terzo posto è un buon risultato» dice Girardi.

Sono presenti Rosati, Antonio e Giovanni, Girardi, Amirante e Foghinazzi 

La conferenza è in ritardo
: Antonio Rosati sta arrivando ora nella sala stampa dello stadio

Siamo in diretta dalla sala stampa del Varese allo stadio Franco Ossola, dove il patron Antonio Rosati e il presidente Paolo Girardi annunciano le novità societarie dopo il terzo posto ottenuto alla fine della stagione e l'eliminazione dalla semifinale playoff.

Oltre ai volti nuovi nell'area tecnica, a partire dal direttore sportivo, entra ufficialmente nell'organigramma societario Giovanni Rosati con un ruolo molto importante che verrà illustrato tra pochi minuti. 

Andrea Confalonieri


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