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Basket | 13 maggio 2024, 17:01

«Non siamo orgogliosi della salvezza, vogliamo altro. Varese crescerà costantemente»

Luis Scola ha parlato per quasi due ore nel pomeriggio dell'Itelyum Arena, rispondendo a tutte le domande dei giornalisti varesini. Da Mannion al futuro dello staff tecnico, da VSE («non avrà impatto sul budget delle prossime due stagioni») a Openjobmetis, dalle coppe ai giovani. Solo sul "gioco" si è tenuto lontano da un vero dibattito. Ecco la trascrizione integrale dell'intervista

Luis Scola vicino al presidente Toto Bulgheroni (foto di Fabio Averna)

Luis Scola vicino al presidente Toto Bulgheroni (foto di Fabio Averna)

«La salvezza non è una cosa da festeggiare. Non siamo orgogliosi di noi: oggi non siamo nemmeno vicini a quello che vorrei per la Pallacanestro Varese».

In cauda venenum, dicevano i latini, “il veleno sta nella coda”. Invece l’ultima risposta di Luis Scola alla raffica di domande dei giornalisti varesini nel pomeriggio dell’Itelyum Arena è stata capace più che altro di unire passato, presente e futuro, di tessere un tessuto che tenga legati la rivendicazione di alcuni punti fermi - che non cambieranno, con buona pace di tutti, né oggi, né mai - con l’autocritica e il desiderio di fare meglio.

Quasi due ore con El General. Che ha dato informazioni - per esempio sul prossimo staff tecnico: «Abbiamo fatto un’offerta a Herman Mandole, dobbiamo trovare un accordo sui dettagli. Vorremmo tenere anche Legovich», o sulle coppe: «La volontà di partecipare c’è sempre» - ma si anche è soffermato con piacere sul suo argomento preferito, il settore giovanile, e sulle dinamiche societarie («La crescita che porterà VSE sarà più lenta ma più solida, con gli australiani sarebbe stata più veloce ma solo sulla carta…»), rimandando al mittente, con il timbro della riservatezza, solo i giudizi sui singoli giocatori, le previsioni sul loro futuro e la questione “gioco”. 

Un argomento, quest'ultimosu cui Scola non prova piacere a essere stimolato. E difatti, tra tutte, la risposta che ne è seguita è sembrata quella meno autentica: «Le scelte tecniche sono dell’allenatore» ha detto, escludendo in buona sostanza che esista un sistema che governa le decisioni di campo e che questo sistema non abbia delle “regole” che vanno rispettate, regole che - soprattutto quest’anno - hanno invece portato a dei malintesi tecnici e tattici pagati anche a caro prezzo sul campo. Insomma, non è come ha voluto far credere Luis, e chi segue Pallacanestro Varese da vicino lo sa bene, ma la posizione pubblica di Scola si può anche capire: sebbene sia lui il vertice del sistema anche da questo punto di vista, ha la necessità di salvaguardare un intero impianto che passa dai gm e dallo staff tecnico, allenatore compreso, soggetti che non possono essere esautorati dalle responsabilità.

Il dubbio sulla testardaggine di alcun scelte afferenti al parquet quindi resta. Ed è forse l'unico. Ma va anche scritto, e questo Luis lo ha fatto intendere, che i primi due veri anni della sua gestione non sono stati identici e che, molto probabilmente, il terzo sarà l’ago della bilancia.

Quelle che troverete di seguito sono tutte le risposte (con relative domande) date dall’amministratore delegato e proprietario della Pallacanestro Varese. Buona lettura

Domande e risposte

Prima dichiarazione: "Dopo aver parlato insieme abbiamo deciso che Bialaszewski non sarà più il coach. Lo ringraziamo. Io ho avuto un bel rapporto con lui da giocatore a Milano e anche quest'anno. Siamo contenti di quello che ha potuto fare".

Domanda: non pensi dopo due anni che il tipo di gioco scelto da Varese e la taglia fisica dei giocatori scelti per interpretarlo possano portare ogni tanto a dei grossi problemi? Perché non fare cambiamenti o correzioni all’interno della singola partita se nascono dei problemi? L’impressione è infatti che Varese invece debba o voglia andare sempre per la stessa strada, anche quando diventa controproducente… E chi ha allenato la Pallacanestro Varese nelle ultime due stagioni e chi la allenerà in futuro è libero di scegliere di venire meno a certe "regole" oppure no?

"Cento per cento libero di fare le scelte, il coach. Le decisioni tecniche sono dell’allenatore. Il sistema di gioco non è mio né è stato di Tom: tutti gli allenatori portano qui qualcosa. Noi mai abbiamo detto che le cose che facciamo sono infallibili, non c’è un modo di giocare infallibile, tutte le squadre perdono e fanno fatica. Abbiamo giocato una pallacanestro che l’anno scorso è andata bene, quest’anno abbiamo giocato in maniera diversa, quindi non riesco a unire i due risultati allo stesso argomento, i risultati saranno ancora diversi anche l’anno prossimo, vogliamo fare quello che crediamo ci dia più possibilità di vincere le partite".

Domanda sui risultati: dopo due anni e mezzo di gestione pensavi di essere a questo punto o più avanti?

Sono ambizioso, volevamo essere magari ai playoff, ma i risultati sono così. Sempre parliamo del fatto che le cose possono andare bene o male, quest’anno secondo me è stato meglio di due anni fa, quest’anno abbiamo finito 14esimi ma pari con 12esima e 13esima. Ci siamo salvati tecnicamente tre partite prima. Nelle ultime 18 abbiamo fatto 9-9, record da playoff. Non significa che quelle prima non contano, che è infatti la ragione per cui abbiamo finito a 12 vittorie, ma nella seconda parte abbiamo avuto una squadra più simile a quella che vogliamo e giocato come vogliamo giocare da qui in avanti.

Domanda: che cosa non ha funzionato con il coach?

L'inizio stagione non è stata responsabilità sua, ragione per cui abbiamo sistemato altre cose. Nella seconda parte la squadra ha giocato bene. Oggi siamo una squadra di sviluppo, non siamo una tappa finale, i giocatori e gli allenatori vengono qui per giocare, crearsi il proprio nome e salire di livello. Con coach Bialaszewski abbiamo parlato e abbiamo deciso che sarebbe stato meglio proseguire su strade diverse.

Domanda sulle scelte di mercato fatte: tre errori, Shahid, Cauley-Stein, Young… Non sono stati troppi?

Noi non parliamo di nomi individuali, pubblicamente non parliamo di individui, non andrei a discutere di singoli giocatori. Alcuni vanno meglio e altri peggio di come si pensa. Pensare che tutti quelli che vengono qui giocheranno bene è un pensiero sbagliato. Non c’è squadra al mondo in cui chiunque arrivi giochi bene. Credo che il bilancio delle scelte sia nel complesso molto positivo. Pensare che tutti giocheranno bene non è realista. Sarà così l’anno prossimo e il prossimo ancora.

Domanda: quest’anno è capitato diverse volte che la squadra crollasse nel punteggio, perché?

Nella seconda parte dell’anno non ci sono state grosse debacle. Il discorso è un po' rapportato con quanto detto prima: la squadra nella seconda parte dell’anno è stata diversa, si è visto anche da alcune partite, dobbiamo cercare di combattere sempre. Poi è vero abbiamo avuto risultati negativi ma anche positivi, come l’ultima partita, dove senza motivazione abbiamo giocato bene.

Domanda: Nico Mannion è stata la tua firma sulla stagione…

Nessuna scelta qui è mia o di una persona singola, siamo un’organizzazione orizzontale e le scelte sono prese in team. L’arrivo di Mannion ha cambiato la squadra, ma la cosa importante è che lui ha valutato la possibilità di venire qui, cosa che due anni fa era impossibile. Parlare con un giocatore per noi ora è più facile. Nico è un esempio, oggi abbiamo accesso a un altro livello di giocatori, questo è cambiato ed è la cosa più importante. Se poi Mannion avrà un’offerta dall’NBA lo porterò io lì, perché è meglio di qui. Non vuol dire che Mannion giocherà qui tutta la carriera, ma è una cosa importante. L’anno scorso eravamo qui a dire che prima o poi andranno tutti via, nessuno voleva compromettersi con noi tutto l’anno, ora qualcuno ha contratto pluriennale, è una crescita che ci permette di fare cose importanti con il progetto, pur finendo peggio dell’anno scorso: il progetto è solido e possiamo parlare di tempistiche più lunghe.

Per l'anno prossimo cerchiamo un 60% di continuità a livello di roster, come minuti giocati. Non dipenderà solo da noi, molti hanno un’uscita, ma già è una situazione migliore dell’anno scorso. Oggi abbiamo una visione migliore, parliamo di crescita sostenibile, che magari il tifoso non vede.

Domanda: budget, VSE, cosa si farà quest’estate?

Il contributo di VSE non è solo per Pallacanestro Varese e non farà una differenza sostanziale inizialmente. L’idea è che la crescita delle due parti - VSE e Pall. Va - vada insieme. È un progetto a lungo termine i cui risultati serviranno. Non avrà impatto sul budget delle prossime due stagioni, ma se faremo le cose bene magari quelle dopo sì. VSE è appena nata e per ora non farà la differenza da questo punto di vista.

Domanda: con gli australiani sarebbero arrivati subito 2 milioni di euro che sarebbero serviti a rafforzare la situazione economica della società. Con VSE la strada sembra potenzialmente più solida e vantaggiosa, ma nel lungo periodo, perché si tratta di investimenti che dovranno diventare produttivi prima di essere un aiuto concreto per Varese… È corretto? 

Rispetto a quello che pensavamo la strada è certamente più lunga. In un primo piano sulla carta il ragionamento è questo, ma forse con i Pelligra la crescita non sarebbe stata nemmeno così veloce. Questo percorso è più lento ma più solido. Se siamo bravi potremo accelerare e si crescerà più velocemente, è la natura del business. Aspettiamoci una crescita lenta sostenibile e costante.

Domanda: Openjobmetis, qual è la situazione?

Abbiamo parlato con Rasizza. Siamo molto contenti, è stato un main sponsor importante per noi e per me è stato un supporto incredibile, nell’affare Mannion è stato cruciale. Dieci anni sono tanti e siamo felici per quello che ha fatto, speriamo che continuino con noi, parleremo ancora con loro. Sono fiducioso che possiamo continuare con loro, se non ci saranno cercheremo altro, ma per ora la nostra energia andrà a curare il rapporto con Rasizza e con la nuova proprietà. Cerchiamo la continuità su tutti i livelli.

Domanda: hai già pensato al prossimo allenatore? Sarà Mandole?

Abbiamo dichiarato a Herman Mandole la voglia di offrire a lui il ruolo di coach. Lui è contento per questa offerta, dobbiamo trovare un accordo sui dettagli e su come sarà il contratto, ma gli abbiamo fatto capire che la prima opzione è lui.

Domanda: Europa, si faranno le coppe?

C’è sempre la volontà di giocare in Europa, vogliamo sempre esserci. Oggi la nostra realtà è la Europe Cup, abbiamo chiamato la FIBA ma è ancora presto per sapere se potremo esserci. Dobbiamo crescere anche su questo: convincere tifosi e sponsor a "vedere" lo scenario europeo. Il campionato è più importante, ma non crediamo che la Europe Cup sia cinque volte meno importante della LBA...

Domanda: che rapporti ci sono con la nazionale argentina? C’entrano qualcosa con la scelta di Mandole? 

Io non ho un rapporto con la federazione argentina, vediamo la pallacanestro in maniera diversa. Io sono tifoso della nazionale argentina, il ct è un mio amico, mio figlio gioca per loro, ho una posizione emozionale, ma non ho un rapporto lavorativo con loro. La decisione su Mandole non è collegata a quello, lui l’ho conosciuto a Varese, crediamo che lui sia la figura ideale e con lui possiamo dare continuità al nostro lavoro. Quando abbiamo una persona capace vogliamo sviluppare il suo talento. La continuità è una delle ragioni principale dell’offerta a Mandole.

Domanda: i due gm rimarranno e lavoreranno ancora per Varese?

Sì, hanno fatto un lavoro incredibile, alcune loro cose si vedono a occhio nudo. Sono contento di loro, resteranno l’anno prossimo e spero per molto tempo, speriamo che diventino troppo bravi per noi, continueranno la carriera in un posto al loro livello. Noi nel frattempo dovremmo essere bravi a continuare a crescere. 

Domanda: c’è voglia di giocare i playoff nella prossima stagione, che sarà quella dell’80°anniversario? Magari con Mannion?

Secondo me Mannion è il miglior giocatore della Serie A, la voglia di tenerlo c’è, così come il contratto. Dobbiamo creare la miglior squadra possibile, la voglia di andare ai playoff c’è sempre, così come quella di prendere i migliori giocatori disponibili con il budget a disposizione.

Domanda sul settore giovanile: cosa succederà ora e un bilancio di questi due anni...

Il settore giovanile porterà risultati. È stato un buon anno, siamo cresciuti tanto, non solo a livello di gioco, la foresteria è una cosa importante, essere al Campus pure. L’accordo con Robur è andato benissimo, cerchiamo più società e più ragazzi che vengano qua a giocare, stiamo lavorando sulla ricerca di nuove palestre. In linea generale sono molto contento. Tutto questo dà un impatto a livello tecnico e sportivo. I risultati sono incoraggianti, in linea con tutti gli altri investimenti. Sono molto contento in generale dell’accordo con la Robur, l’obiettivo è 100 ragazzi nel settore giovanile, anche perché poi loro sono tifosi che rinnovano il nostro pubblico. 

Domanda sui giovani: Zhao, Assui, Bottelli, etc… Cosa succederà quest’estate anche in virtù dei cambiamenti regolamentari?

Vogliamo sempre che i ragazzi delle giovanili giochino con noi in prima squadra, questo è l’obiettivo. Tra qualche anno sogniamo di avere 5 italiani del nostro settore giovanile in prima squadra. Il cambiamento regolamentare sullo svincolo gioca un ruolo fondamentale, un po’ di paura c’è su questo, ha cambiato le regole del gioco. il focus è essere bravi, se lo siamo non dobbiamo preoccuparci, l’energia va nell’essere un settore giovanile top in Europa. Se riusciamo a fare quello che vogliamo non se ne andrà nessuno.

Domanda: Legovich, il suo futuro?

Sono contento di Legovich, abbiamo dato a lui la possibilità di continuare. La sta valutando, per noi è importante come conoscenza e capacità e anche per il solito discorso di continuità. La volontà è che continui con noi.

Domanda: ci sarà reclutamento l'anno prossimo per il settore giovanile?

Il piano comprende il reclutamento, che ha però un costo alto. Dobbiamo farlo in maniera sostenibile, l’idea è aggiungere due giocatori per ogni anno. Ma ci saranno anche giocatori di Varese, una cosa non esclude l'altra.

Domanda: Assui? Rimarrà?

Elisee è un giocatore importante in cui crediamo. Una risposta più specifica su come sarà la squadra ora non la posso dare. Io sarò molto contento se Elisee sarà abbastanza bravo per giocare in Serie A, lo aspettiamo.

Domanda: avete stretto rapporti con qualche società extra Varese per permettere ai giocatori di affacciarsi al basket senior?

Oltre al rapporto con la Robur, abbiamo rapporto con Thomas Valentino e la sua realtà di Gallarate. Noi dobbiamo essere più bravi a creare sinergia, che costa tempo persone e non sempre è facile, ma questa è l’idea.

Domanda: Shahid e Virginio: cosa succederà? L’idea di mandare in prestito i giocatori è stata funzionale?

Virginio è un giocatore nostro e credo che abbia un futuro incredibile. Quale sarà la sua strada non lo so, spero che sarà giocatore di Serie A per i prossimi dieci anni. Shahid anche credo sarà un giocatore di Serie A, ha giocato molto bene a Cremona e alcune partite con noi, resta un po’ la domanda su cosa avrebbe fatto con noi se fosse stato con noi nella seconda parte della stagione... Se sarà con noi la prossima stagione non lo so. Quella del prestito è una strada che va in linea con la continuità, permette diverse strategie, soprattutto con giocatori giovani. La nostra Serie B è uno strumento fondamentale per il nostro progetto. L’anno prossimo la prima squadra e la Serie B si alleneranno spesso insieme, questo permetterà un “salto” molto più facile tra le due squadre. Però è anche vero che tra la Serie A e la B c'è un bel gap: il prestito è un modo per colmare questo gap, che impedisce di far passare a qualcuno due o tre stagioni senza giocare.

Domanda: hai sempre detto che il tuo progetto sarebbe stato da valutare in 5 anni… Perché?

Il percorso è lungo, mi aspetto al quinto anno di finire un primo ciclo in cui si possa vedere la mano nostra. Prima è difficile capire cosa stiamo facendo e comprende tante cose. In cinque anni vogliamo che si veda cosa abbiamo fatto, al di là della valutazione. Questo non è un progetto personale, e continuerà dopo tutte le persone che ci sono oggi. È un progetto avviato da Bulgheroni che a sua volta ha preso da qualcuno e così via.

Domanda: sei contento della salvezza?

La salvezza non è un risultato da festeggiare: non siamo venuti qui per salvarci e basta. Noi vogliamo arrivare a 22 vittorie in una stagione, non 12. Bene che non siamo retrocessi, ma non siamo orgogliosi di noi. Oggi non siamo nemmeno vicini a quello che vorrei per la Pallacanestro Varese. 

Lorenzo D'Angelo-Fabio Gandini


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