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Politica | 23 aprile 2024, 22:44

Non passa il progetto di ampliamento dei campi da padel a Lissago

Questa sera il consiglio comunale di Varese ha confermato la decisione presa a suo tempo dalla commissione urbanistica di bocciare il progetto unitario avanzato dalla proprietà del centro sportivo, l’Oasi Padel Club

Non passa il progetto di ampliamento dei campi da padel a Lissago

Non passa il progetto di ampliamento dei campi da padel a Lissago.

Questa sera il consiglio comunale di Varese ha infatti confermato - con il voto favorevole della maggioranza, più 5 astenuti e 4 contrari - la decisione presa a suo tempo dalla commissione urbanistica di bocciare il progetto unitario avanzato dalla proprietà del centro sportivo, l’Oasi Padel Club (che annovera tra i finanziatori anche l’ad di Pallacanestro Varese Luis Scola) di aggiungere ai 3 campi oggi esistenti altri tre campi in linea, provvisti di copertura.

Si conclude così una vicenda amministrativa molto complessa, in verità fin dalla genesi del centro sorto nel 2021 e osteggiato da una parte degli abitanti del rione. Una vicenda che consta anche di un ricorso pendente innanzi al Tar, promosso dopo che l’amministrazione aveva chiesto alla proprietà di rimuovere la copertura effettuata sui tre campi originari per mancanza di idoneo permesso.

Anche i tre nuovi rettangoli da gioco sarebbero stati dotati di copertura, in una maniera considerata in definitiva dalla commissione urbanistica (e oggi anche dal consiglio) troppo impattante dal punto di vista paesaggistico. 

È stato questo il motivo principale del no, come spiegato dal consigliere PD Domenico Marasciulo, presidente della commissione e relatore questa sera, che - dopo aver raccontato l’iter dell’intero progetto - ha però anche ricordato i diversi interessi in gioco, tra i quali quello degli abitanti del luogo, uniti nel comitato spontaneo “Civico per Lissago”, quello della Curia proprietaria del terreno, quelli amministrativi e quelli imprenditoriali: «Così come proposto il progetto non merita approvazione, perché non crea la completa salvaguardia di tutti interessi coinvolti».

Il no non è tecnico, ha poi precisato il collega di partito Giacomo Fisco, ma una «scelta politica per tutelare l’ambiente e i cittadini».

Polemica la minoranza, con gli interventi del consigliere Luca Boldetti, di Stefano Angei - che ha denunciato un diverso atteggiamento dell’amministrazione verso i cittadini rispetto a quanto accaduto a San Fermo per questioni molto simili - e di Barbara Bison, la quale ha auspicato che, dopo il diniego di oggi, le parti possano sedersi a un tavolo e trovare una soluzione che vada oltre il semplice no.

Rendiconto di gestione e Regolamento di igiene urbana

Rendiconto di gestione e Regolamento di igiene urbana sono stati gli altri due temi importanti che sono stati trattati a Palazzo Estense questa sera. Argomenti che l’assessora Cristina Buzzetti ha illustrato anche nell’ultima Commissione Bilancio del Comune di Varese. In particolare per il primo punto, l’assessore ha descritto l’ottimo risultato del bilancio a seguito del ripianamento del disavanzo. Grazie agli obiettivi raggiunti, il rendiconto del Comune vede un avanzo di circa 4 milioni di euro che potranno essere usati per manutenzioni e opere per la città e i quartieri. 

L’altro punto all’ordine del giorno del Consiglio è stato invece sul regolamento di Igiene Urbana e la relativa determinazione della Tari per il prossimo biennio. Mentre il passaggio sul regolamento ha visto un adeguamento normativo senza cambiamenti significativi, sulla Tari l’assessore ha indicato un sostanziale mantenimento delle tariffe che avranno anche per il prossimo biennio solo l’adeguamento Istat, tra il 5 e il 6%, sulla base di quanto indicato da Arera, che nell’ultimo documento di indicazione ai Comuni ha definito l’aumento Istat fino al 9,6%. Un valore superiore dunque a quanto verrà applicato dal Comune di Varese che interverrà anche quest’anno con le proprie risorse a coprire la differenza. Anche sulle scadenze, la volontà è quella di mantenere le stesse date della Tari (maggio, luglio e dicembre) anche per i prossimi anni, in quanto il sistema di rateizzazione adottato fino ad oggi ha mostrato di essere apprezzato dai cittadini.

Redazione


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