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Basket | 14 aprile 2024, 22:51

IL COMMENTO DI FABIO GANDINI - Paganini non ripete, Varese neppure

Ormai è la regola: i complimenti alla Pallacanestro Varese 2023/2024 non durano più dello spazio di una settimana. A Scafati i biancorossi ci fanno rimangiare gli elogi con una prova deconcentrata, difensivamente pessima e nella quale i limiti di sempre - figli di scelte che continuano a dimostrare la loro rivedibile natura - non sono stati nascosti

IL COMMENTO DI FABIO GANDINI - Paganini non ripete, Varese neppure

Ormai è la regola: i complimenti alla Pallacanestro Varese 2023/2024 non durano più dello spazio di una settimana. 

Paganini non ripete, questa Varese neppure.

Sette giorni fa l’elogio alla tempra che aveva schiantato Napoli, un mix di rivalsa dopo la semifinale di coppa persa e di perentoria concentrazione sull’obiettivo salvezza. Come non detto: oggi i biancorossi hanno perso in primis sul piano mentale, regalando - in una partita potenzialmente decisiva del proprio cammino - i due inizi del match (18-2 nel primo quarto, 5-0 nel terzo) e restando inermi davanti alla ferocia con cui Scafati (davvero micidiale) si è mangiata la contesa nell’ultima frazione.

Può il solo dato di giocare lontano dalle mura amiche far smarrire a questa squadra la via della grinta e della voglia di lottare per tutti e quaranta i minuti? Ormai è un fatto: 13 trasferte, solo 3 vinte. Non vorremmo svegliarci la mattina in cui dovessimo aver capito che per restare in Serie A bisogna vincere anche fuori….

Sette giorni fa i complimenti alla difesa, forse non perfetta ma capace almeno di condizionare alcuni momenti della gara, alla stregua di quanto accaduto abbastanza spesso nell’ultimo mese. Come non detto: oggi sono stati 102 i punti subiti da una retroguardia sventrata dal post basso di Pinkins, dalla rapidità e dalla lunghezza di leve di Nunge e dalle scorribande di Robinson (22 punti e 12 assist), cui non è parso vero di nuotare in un mare così aperto.

In difficoltà Spencer, distrutto Brown, idem con patate McDermott, una porta aperta sul baratro gli esterni, nessuno escluso.

E ci stiamo ancora chiedendo, a distanza di ore, come un giocatore possa divorarsi 20 metri di campo in 2 secondi senza che nemmeno un’anima pia decida di mettere il proprio corpo a ostacolarlo…

Sette giorni fa la sensazione che la creatura di coach B. avesse finalmente trovato il modo di nascondere con maggior costanza i propri limiti, o meglio di riuscire a non farli pesare troppo sull’economia delle partite. Come non detto: oggi di Varese rimangono solo… i limiti. Uno su tutti, quello di sempre, quello che quando prende proporzioni di un certo tipo (e alla Openjobmetis non capita così raramente) diventa inaccettabile: -16 a rimbalzo.

La verità è che certe mancanze non si possono nascondere se sono così gravose, così strutturali, così derivanti da precise scelte che quest’anno hanno mostrato tutta la loro rivedibile natura.

A chi le ha prese, a chi le difenderà, a chi non parlerà, ma soprattutto a chi non dovesse trarvi un giusto insegnamento per non rivivere un’altra stagione che ci ha talvolta fatto sentire degli alieni con il gusto perverso di essere strani al cospetto degli avversari, auguriamo solo una cosa (e lo facciamo a tutti noi): di non retrocedere. 

Perché in quel caso non ci sarà più nulla nemmeno da imparare.

Tornando al qui ora è ormai evidente che Pesaro non molli: se Varese non vuole arrivare con l’acqua alla gola a un drammatico dentro/fuori contro Treviso, dovrà raccogliere i cocci dell’ennesima trasferta da tregenda della sua annata e provare a cancellarne il ricordo almeno combattendo a Sassari.

Fabio Gandini


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