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Politica | 09 aprile 2024, 16:30

Scontro in Regione su sanità e liste d’attesa. Monti attacca il Pd: «Paghiamo i vostri tagli ed errori»

Al Pirellone si torna a parlare di sanità, con due mozioni presentate dall’opposizione per ridurre le liste di attesa. Botta e risposta tra il capogruppo dem Majorino e l’esponente varesino della Lega. Quest’ultimo ha rinfacciato ai governi targati Pd 37 miliardi di tagli. Entrambe le mozioni sono state bocciate, per il rammarico di Licata (Italia Viva): «Incomprensibile»

L'aula di Palazzo Pirelli boccia le due mozioni

L'aula di Palazzo Pirelli boccia le due mozioni

In Consiglio regionale si torna a parlare di sanità e liste di attesa, con due mozioni presentate da Azione-Italia Viva e dal Partito Democratico. Botta e risposta al Pirellone tra il capogruppo dem Pierfrancesco Majorino e l’esponente varesino della Lega Emanuele Monti. Quest’ultimo ha rinfacciato ai governi targati Pd i 37 miliardi di tagli alla sanità. «La smetta di giocare coi numeri», la replica dell’ex eurodeputato». Che, richiamando le preoccupazioni della Conferenza delle Regioni guidata dal governatore del Friuli Venezia Giulia, ha aggiunto: «Mi aspettavo una Lega più pragmatica alla Fedriga rispetto a quella silente di Fontana e Monti».
Entrambe le mozioni sono state bocciate, per il rammarico di Giuseppe Licata (Italia Viva): «Incomprensibile».

Le mozioni

«Dare un contributo concreto sul tema delle liste di attesa». Questo l’obiettivo con cui la presidente di Azione-Italia Viva Lisa Noja ha presentato con i colleghi del gruppo una mozione che chiedeva, tra l’altro, di dare piena attuazione e maggiore visibilità, attraverso una campagna di informazione, a «una norma che già esiste, che però è sconosciuta alla maggior parte cittadini». Vale a dire la possibilità per i pazienti di recarsi senza costi aggiuntivi in una struttura privata convenzionata qualora non sia possibile garantire il rispetto dei tempi di attesa massimi previsti per un esame o una visita.

Il testo del Pd, illustrato da Majorino, invitava invece governatore e giunta «ad attivarsi immediatamente presso il governo nazionale per scongiurare ogni taglio previsto per il sistema sanitario e per ottenere un adeguato finanziamento annuale per la sanità corrispondente almeno all’8 per cento del Pil, così da poter incidere realmente sulle liste d’attesa».
Il capogruppo dem ha ricordato l’appello di quattordici personalità di spicco della comunità scientifica italiana che «chiedono a gran voce al governo di intervenire con un piano straordinario di finanziamento, considerato che i fondi previsti per il 2025 - in proporzione al Pil nazionale - sono inferiori a quelli di vent'anni fa».

Monti attacca

A replicare con durezza al Pd è stato il leghista Monti: «Sbagliato parlare della spesa sanitaria rapportata al Pil. Basti pensare che, guardando la spesa di protezione sociale, tra il 2021 e il 2022 la Bulgaria è stata il paese europeo in cui la spesa della protezione sociale è cresciuta più, ma semplicemente perché è crollato il Pil».
Rivolgendosi al dem Majorino ha attaccato «Voi dov’eravate quando in questo paese si sono tagliati 37 miliardi di euro sulla sanità? Eravate al governo». E ha rincarato: «Le risorse sulla sanità sono risicate per i vostri errori di programmazione. Tanti cittadini lombardi non trovano il medico di medicina generale perché voi a livello nazionale non avevate previsto il turnover per chi sarebbe andato in pensione».

Monti, presidente della commissione Welfare e già presidente della commissione Sanità, ha aggiunto che «in fatto di spesa per la protezione sociale, l’Italia è il terzo paese in Europa, dopo Francia e Austria. Non siamo messi così male. E questo governo ha messo la sanità al centro e stanziato 12 miliardi di euro di risorse in più, già quasi quattro miliardi quest’anno».
Quindi l’affondo finale: «Davanti a Regioni come l’Emilia che “bucano” il bilancio della sanità per 500 milioni di euro o la Toscana, per oltre 300 milioni, non esiste che qualcuno che rappresenta le stesse forze politiche che lì governano venga a fare le pulci alla Lombardia, che il bilancio lo rispetta ogni anno».

La controreplica

«Monti è un difensore più appassionato di quanto lo siano gli esponenti del “suo” governo – ha affermato Noja –. Lo stesso sottosegretario Gemmato non ha detto che l’appello della comunità scientifica è sbagliato, spiegando che è vero che bisogna investire di più, senza criticare i il rapporto tra Pil e spesa sanitaria».

Duro Majorino: «A Monti, che quando intervengo vuole sempre darmi lezioni, dico che l’8 per cento rispetto al Pil non è un capriccio delle opposizioni, ma un traguardo a cui hanno fatto riferimento in quell’appello figure un po’ più autorevoli di lui. Lo invito a smetterla di giocare coi numeri e di tirare fuori cifre a caso, ricordando che i governi Draghi e il Conte 2 avevano deciso di investire più risorse. Si riprenda quel tipo di direzione di marcia».

«L’ha detto anche il presidente Fedriga», ha aggiunto, ricordando la battaglia della Conferenza delle Regioni per l’abrogazione del taglio da 1,2 miliardi relativo prevalentemente a opere per la sicurezza sismica delle strutture. «Mi aspettavo una Lega più pragmatica alla Fedriga rispetto a quella silente dei presidenti Fontana e Monti».

Il rammarico di Licata

Entrambe le proposte dell'opposizione sono state respinte. «Incomprensibile la bocciatura da parte della maggioranza Lega-Fratelli d’Italia-Forza Italia», il rammarico espresso a margine della seduta dal consigliere varesino di Italia Viva Licata.

«Si spiega solo con l’incapacità di questo governo regionale non solo di migliorare il sistema sanitario lombardo – prosegue – ma anche solo di garantire livelli minimi di servizio e il rispetto della legge. Continueremo a fare pressione con gli strumenti dell’opposizione per difendere il diritto alla salute dei lombardi».

Riccardo Canetta


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