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Busto Arsizio | 05 marzo 2024, 08:00

VIDEO. Il teatro Sociale-Cajelli mette a confronto i personaggi di Pirandello e De Unamuno. Il dietro le quinte

Il premio Nobel e lo scrittore spagnolo a tu per tu in “UnamUno, nessuno, centomila”: i due autori “parlano la stessa lingua”, perché trattano gli stessi problemi esistenziali. In scena il 21 e 22 marzo, con almeno mille studenti in platea. Il video delle prove attorno al copione

VIDEO. Il teatro Sociale-Cajelli mette a confronto i personaggi di Pirandello e De Unamuno. Il dietro le quinte

Doppio, specchio, identità, gioco. Si potrebbe pensare che siano le parole chiave che ben riassumono l’arte di Pirandello, in realtà negli stessi anni in cui lo scrittore di Agrigento dava alle stampe i celeberrimi romanzi e novelle, in Spagna c’era una sorta di "fratello", Miguel de Unamuno, che a sua volta parlava di “doppio, specchio, identità, gioco”. Verrebbe da chiedersi: chi ha copiato? Ma non è questo il punto. O perlomeno non è questo che interessa alla Produzione del Teatro Sociale-Cajelli, alle prese con il nuovo spettacolo in scena giovedì 21 marzo (ore 10.30 per le scuole) e venerdì 22, alle 10.30 sempre per gli studenti e per tutti alle 21: “UnamUno, nessuno, centomila”.

Perché all’autore Fabio Bussotti, al direttore artistico Federico Grassi, al regista Alberto Oliva interessa portare in scena un inedito che faccia dialogare due autori, due personaggi: Augusto Perez, protagonista del romanzo “Nebbia” nato dalla penna di Miguel de Unamuno e il dottor Fileno dall’estro di Pirandello, dalla “Tragedia di un personaggio”. Insomma una sfida, un duello, un faccia a faccia che sappia creare un gioco teatrale.

«Ci è sembrata una bella idea farli incontrare sul palcoscenico – ha spiegato Bussotti che con la figlia Chiara ha ideato il copione – Una sfida teatrale, dicevamo, e alla fine restano solo i personaggi: resta l’idea ossessiva in Pirandello che l’autore è mortale, i personaggi immortali». Dunque un gioco teatrale dove si dibatte attorno al tema dell’identità. Chi siamo noi? Chi decide per noi? Siamo scritti da qualcuno? «I personaggi sono alla ricerca della propria libertà, chiedono di essere rispettati – prosegue – I personaggi rivendicano una ricchezza di pensieri, sentimenti che l’autore non ha: perché i personaggi sono a contatto con gli spettatori, nutriti dal pubblico».

Ma per dare corpo a una messinscena che raggiungesse gli obiettivi, il teatro Sociale ha pensato bene di chiedere la collaborazione di una docente esperta in letteratura spagnola, Marcella Trambaioli, che insegna all’Università del Piemonte orientale. Del resto lo spettacolo debutta all’interno di un progetto di scambio internazionale tra Italia e Spagna, vede coinvolte le università di Madrid e l’istituto della cultura e verrà messo in scena anche a Madrid l’8 maggio nell’aula magna della scuola italiana della capitale spagnola. Uno spettacolo, dunque, a latere di convegni e conferenze. «Nella messinscena si vuole porre l’attenzione anche sul fatto che si è perso Dio – sottolinea la docente – l’individuo non ha più appigli, il rapporto vita-realtà-sogno-finzione raggiunge l’apice».

Il testo parla anche di morte, quella linea di confine che fa interrogare ognuno di noi: dove andremo? Ma UnamUno vuole anche essere altro. «Un gioco di specchi tra due autori – chiarisce il regista Oliva – fondato sul mito del guardarsi allo specchio, crearsi un’immagine riflessa per meglio comprendersi, ma senza scoprirci. Una frantumazione dell’identità, tema tra l’altro molto moderno se pensiamo ai social, dove persiste uno scambio continuo tra reale e virtuale. Chi siamo in questo mondo multiforme?». E l’autore affronta proprio queste tematiche in modo indiretto, sul filo del gioco letterario. Ma su tutto deve dominare lo spettatore che deve rivedere se stesso e riflettere sulla frammentazione, la moltiplicazione, l’identità. Da qui appunto le parole-chiave: doppio, specchio, identità, gioco. Da qui, ecco emergere Pirandello. E a ruota, UnamUno.

«Dunque un testo non classico», precisa Federico Grassi che, come direttore artistico, fa notare che quest’anno l’attenzione si è concentrata su un’operazione diversa, scrivendo un’opera contemporanea. «Mi è piaciuto coinvolgere in questa operazione Fabio – sottolinea – amico fraterno. Ci siamo incontrati dopo 40 anni: entrambi siamo stati formati alla bottega teatrale di Vittorio Gassman. È stato bello ritrovarsi. E lui ha scritto un bel testo, che tratta argomenti profondi, l’identità, innestati come una matriosca, un riflesso di altri testi. C’è un modo per divertirsi a teatro: essere sorpresi, travolti dalla sospensione. Un testo unico, coinvolgente».

Alla realizzazione stanno dando manforte anche gli studenti del liceo artistico Dell’Acqua di Legnano con la costruzione della scenografia coordinata dai professori Giovanni Galizia, Gaetano Drago e Fabrizio Paolini: uno specchio magico con interventi video che si avvalgono dell’intelligenza artificiale. 
Già le scuole hanno prenotato le due mattinate: almeno un migliaio di ragazzi assisteranno alla messinscena.

Laura Vignati

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