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Territorio | 04 marzo 2024, 17:41

Una delle panettiere di Cunardo è in ospedale, la "concorrenza" le fa recapitare in stanza un pane a forma di cuore

La panetteria Giannessi in questi giorni è chiusa perché la proprietaria, la signora Mara, è ricoverata "per ristrutturazione del ginocchio" come si legge sul cartello fuori dalla bottega. Dall'altra panetteria del paese, il gesto d'amore della signora Maria. «Da oggi il pane a Cunardo è ancora più buono»

(foto d'archivio)

(foto d'archivio)

Più che bella è una buona storia, buona come il pane fresco fatto come un volta, quella che arriva da Cunardo e che è stata pubblicata sulla pagina Facebook del Comune.

L'autore è il "corriere" di un dono speciale che ha voluto informare la sindaca del paese Pinuccia Mandelli di una storia bellissima che sembra uscita da un libro di favole ma che è invece pura realtà. 

«Storia silenziosa che vede come protagoniste le due panetterie del paese, che già profumano di buono e da oggi sapranno anche di umanità - racconta il "corriere" - in questi giorni, la panetteria Giannessi è chiusa perché la “Mara”, ossia la proprietaria, è in ospedale, perché "ha in ristrutturazione il ginocchio", come si legge nel cartello affisso fuori dalla bottega».

«L’altra panetteria, quella della Maria, per vicinanza emotiva ha avuto l’idea di fare un bel gesto preparandole uno sformato di pane a forma di cuore da recapitarle direttamente nel suo letto d’ospedale» prosegue il racconto. 

«Il pane diventa lavoro, passione e nutrimento anche dell’anima - commenta l'autore del post - io mi trovo come corriere di questo flusso emozionale, e anche se lo vivo indirettamente non rimango indifferente. Può sembrare un fatto di poco conto che non meriterebbe di essere raccontato tra le cronache di un giornale. Eppure a mio avviso lo è, anche se non fa clamore». 

E invece pensiamo proprio che una storia come questa meriti di finire sul giornale e di essere letta anche fuori Cunardo, ad ogni latitudine, perché è una vicenda che apre il cuore e fa bene a chi la ascolta. 

«Non è un caso che proprio alcuni minuti prima avessi visto passare il sindaco e ho seguito per istinto, quasi un dovere morale a fare arrivare a lei e ai cunardesi, questa piccola ma intensa storia di civiltà, dove piccoli commercianti non si mettono in competizione bensì si uniscono e nella solidarietà diventano più forti, perché carichi di valore. Da oggi quando andrete a comprare il pane avrà un sapore ancora più buono» conclude così l'autore questa favola reale. 

Redazione

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