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Storie | 27 settembre 2023, 09:28

Michele, una vita da paninaro: «Dal palazzetto allo stadio... se volete farmi felice ditemi che i miei panini sono buoni»

Con la sua panineria volante "Il Cavallino", Michele Scaringella dal 2008 addolcisce attesa e post partita dei tifosi di basket, calcio e presto anche dei Mastini dell'hockey. I best: «Al primo posto salamella, al secondo porchetta, al terzo milanese ma anche wurstel e crauti. Birre? Più al Franco Ossola che al Lino Oldrini». Ogni giorno lo trovate a Brunello davanti alla Elmec: «Mi si presentano anche spose in abito nuziale e a volte mangiano da me i dipendenti dei ristoranti giapponesi»

Michele Scaringella con la sua panineria volante "Il Cavallino" si trova ogni giorno a Brunello oltre che nel piazzale del palazzetto per le partite della Pallacanestro Varese e davanti alla tribuna del Franco Ossola quando gioca il Varese

Michele Scaringella con la sua panineria volante "Il Cavallino" si trova ogni giorno a Brunello oltre che nel piazzale del palazzetto per le partite della Pallacanestro Varese e davanti alla tribuna del Franco Ossola quando gioca il Varese

«Volete farmi felice? Ditemi che i miei panini sono buoni».

Dal 2008 placa l'attesa dei tifosi biancorossi di basket e calcio fuori dal palazzetto e dallo stadio con i suoi panini («Primo salamella, secondo porchetta, terzo con la cotoletta alla milanese ma anche wurstel e crauti»), dà sapore alle vittorie o addolcisce le sconfitte come solo lui sa fare, cioè con semplicità, sorriso e prodotti di qualità. Ma Michele Scaringella, con la sua panineria volante, è anche il ritrovo preferito per una veloce, ma non per questo poco gustosa, pausa pranzo per i dipendenti delle tante aziende di Brunello - il suo camioncino si trova in pausa pranzo fuori dalla Elmec - raggiunti anche con l'asporto: «Ma a volte arrivano a cercarmi apposta da fuori, si fermano ai miei tavolini o mi chiedono un panino da consumare a casa» ci dice davanti al suo Il Cavallino ovviamente rossoIn onore alla Ferrari, la mia grande passione»), dove dal 2008 fa tutto da solo con l'aiuto di alcuni collaboratori.

«Iniziai con i Mondiali di ciclismo vinti da Ballan di cui ricorre il quindicesimo anniversario proprio questa settimana - ci racconta Michele - e da allora la mia vita è cambiata. Basta ufficio, ho puntato su passione e contatto con gli altri: faccio quello che mi piace, vivo all'aria aperta e quando qualcuno ritorna da me chiedendomi "il panino buonissimo dell'ultima volta" sono la persona più felice del mondo».

All'inizio per Michele è stata dura perché scegliere il "proprio" paninaro è una questione di passaparola, fiducia, conoscenza reciproca: capitava che a fine giornata contasse una trentina di panini, e i vicini di strada dieci volte tanto. Quindici anni dopo, è cambiato il mondo: «Cerco solo materie prime di qualità perché so che per tornare da me devi aver mangiato bene, né più né meno di quando vai al ristorante. Provo sempre a migliorare il prodotto, dal pane alla salamella, ma con un occhio attento al prezzo».

Le soddisfazioni, però, sono grandi anche se lui, con umiltà contagiosa, le rende assolutamente normali: «A volte è capitato che venissero a cercarmi fuori dal palazzetto i giocatori della Pallacanestro Varese o allo stadio gli avversari del Varese perché qualche squadra ospite aveva fatto lo stesso in precedenza, visto che adesso sono posizionato all'interno del Franco Ossola, sotto la tribuna centrale. Ma a volte mi sono trovato davanti anche i dipendenti dei ristoranti giapponesi delle zone in cui lavoro... evidentemente cercano un po' di variare il loro menu».

Michele è un milanista che faceva felici i nerazzurri: «Nell'anno del Triplete ero presente ogni giorno alla Pinetina e, per gli allenamenti, da me non c'erano mai meno di 100-200 tifosi attratti dalla calamita Mourinho. Servivo anche i giornalisti: da Gianluca Rossi a Marco Civoli, che voleva solo bicchierino d'acqua e caffè perché per me anche una tazzina di caffè deve avere gusto e non può essere banale».

A proposito di gusti, tra calcio e basket la Città Giardino ne ha differenti: «I tifosi del Varese cercano anche panini con hot dog e milanese, quelli della Pallacanestro Varese una salamella e via. Ai tempi del calcio in serie B facevo il pienone, anche una serie C oggi sarebbe perfetta ma ora, dentro allo stadio, non mi lamento: alcuni tifosi del Franco Ossola mi hanno chiesto di provare a venire anche fuori dal palaghiaccio per le gare dei Mastini. Sto studiando la posizione giusta: potrei debuttare sabato 7 ottobre alle 18.30 in occasione della sfida al Dobbiaco, magari nel piazzale dell'ippodromo. Allo stadio capisco come vanno le partite ascoltando il boato dei gol o i brusii del pubblico... ringrazio Stefano Pertile che mi ha chiamato anni fa».

A Michele è capitato di trovarsi davanti spose in abito nuziale o di servire birre ghiacciate davanti al Lino Oldrini in gelide notti d'inverno a -6°C («Prima di scappare dentro, al caldo, c'era chi mi chiedeva una birra. Comunque, in proporzione, se ne bevono di più allo stadio che al palazzetto»), o di passare notti e albe indimenticabili sul suo furgoncino fuori dalle discoteche di Varese e provincia («Una volta arrivarono a mangiare lo stesso panino due ragazzi che si erano appena presi sotto... uniti da wurstel e patatine»). Panini particolari? «Doppia salamella con pancetta. Oppure salamella con il crudo, come mi hanno chiesto a volte fuori i ragazzi fuori dai locali».

Pioggia, neve o caldo estivo? «Se fuori fa freddo o c'è vento, noi dentro con piastra e stufetta stiamo bene. Con 30 gradi, invece, non c'è da invidiarci».

Michele ha iniziato per gioco («Mi sono detto: provo, se va male mi ritiro...»), ha proseguito per passione ed è arrivato al punto da unire tutto: bontà, accoglienza, professionalità. Insomma, gli ingredienti del panino giusto per i varesini che «vanno conquistati, ma poi restano fedeli».

È Michele a dare il prossimo appuntamento a tutti: «Vi aspetto mercoledì prossimo alle 15 allo stadio dove si gioca Varese-Vado, poi alle 19.30 fuori dal palazzetto per il debutto in campionato dell'Openjobmetis contro Pistoia». Tra una partita e l'altra, sapete cosa fare...

Andrea Confalonieri

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