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Territorio | 15 giugno 2023, 18:30

Ristorni e "assegno di frontiera", le richieste dei Comuni di confine per il rilancio del territorio

Audizione oggi in Regione Lombardia dell'Acif, l'associazione dei Comuni di Frontiera presieduta dal sindaco di Ponte Tresa Mastromarino: «Extragettito fondamentale per lo sviluppo economico e sociale. Aumentare la platea dei Comuni beneficiari dell'attribuzione diretta dei ristorni»

Il presidente dell'Acif Massimo Mastromarino

Il presidente dell'Acif Massimo Mastromarino

Giovedì 15 giugno in Regione Lombarda si è tenuta, su richiesta del consigliere regionale varesino Luigi Zocchi, l'audizione della Associazione dei Comuni Italiani di Frontiera (ACIF) davanti alla Commissione Speciale “Valorizzazione e tutela dei territori montani e di confine  – rapporti tra la Lombardia e  la Confederazione Elvetica”, in merito alle tematiche transfrontaliere.

Due le questioni principali poste all’attenzione dei membri della Commissione, a seguito dell’approvazione in Senato della legge di ratifica ed esecuzione dell’accordo tra la Repubblica Italiana e la Confederazione Elvetica, relativo all’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri, di prossima pubblicazione ed entrata in vigore.

La prima questione riguarda l’attribuzione dei ristorni ai Comuni di Frontiera; la legge di ratifica stabilisce che il criterio del rapporto numero frontalieri/popolazione di un Comune, adottato per l’attribuzione diretta dei ristorni, non possa eccedere la quota del 3%, inferiore a quella vigente oggi in Lombardia del 4%.

«Abbiamo chiesto di valutare se la stessa quota non possa essere ulteriormente ridotta al 2/2,5%, per allargare il numero dei Comuni direttamente beneficiari della attribuzione diretta» spiega in una nota il presidente di Acif e sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino. 

La seconda questione riguarda la gestione del fondo, derivante dall’extragettito fiscale, destinato a finanziare progetti di sviluppo economico e sociale nella fascia ricompresa dai Comuni di frontiera e al sostegno delle remunerazioni nette dei lavoratori residenti e occupati nei comuni di frontiera stessi, il cosiddetto “assegno di frontiera”.

«A questo riguardo abbiamo chiesto a Regione Lombardia che con ACIF siederà al tavolo interministeriale che definirà i criteri per la distribuzione e l’impiego di tali risorse, di avviare un percorso di ascolto e di confronto attorno a questo importante provvedimento» aggiunge Mastromarino. 

«Le due azioni, se ben condotte, sono la risposta migliore e concreta alle tematiche economiche, infrastrutturali e del mercato di lavoro nei territori transfrontalieri» conclude il presidente di Acif. 

Redazione


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