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Varese | 14 giugno 2023, 07:50

VIDEO. Una super pista ciclabile da Milano a Varese: «Un progetto che deve coniugarsi con quello che va fatto nelle città»

Il Panathlon “La Malpensa” ha organizzato una serata in cui presentare l'infrastruttura. Con un appello comune: «Serve un cambio di mentalità»

VIDEO. Una super pista ciclabile da Milano a Varese: «Un progetto che deve coniugarsi con quello che va fatto nelle città»

Entro il 2025 dovrebbe partire il progetto di una pista ciclabile che collegherà Milano e Varese, collegandosi ad alcune già esistenti, come quella della Valle Olona. Il progetto è stato presentato questa sera nel comune di Parabiago, in una serata organizzata dal Panathlon “La Malpensa”.

«Il tema della mobilità è uno dei più attuali. Quando, poco più di un anno fa, Roberto Rancilio mi ha presentato il progetto di Area Metropolitana di Milano relativo a quei canali su piste ciclabili, ho individuato in quello un tema perfettamente panathletico. E a distanza di più di un anno, grazie alla disponibilità di Città Metropolitana di Milano e all’ospitalità del comune di Parabiago riusciamo a mettere a terra quel tipo di progetto» ha introdotto il presidente del Panathlon “La Malpensa” Giovanni Castiglioni.

E poi parola a Sara Bettinelli, consigliera della Città Metropolitana di Milano nonché sindaco di Inveruno, che ha spiegato brevemente quello che è il progetto “Cambio” e ha anche sottolineato quanto il comune di Parabiago sia stato, per la nostra zona, precursore di questo progetto.



Poi parola alle due tecniche che hanno spiegato, con la proiezione di alcune slide, come effettivamente sarà questa super pista ciclabile, che per quanto riguarda la parte “Città Metropolitana” punta la sua espansione fino a Busto/Gallarate, collegandosi alla pista ciclabile già esistente della Valle Olona all’altezza di Castellanza e poi, da qui, ci penserà la provincia di Varese a continuare il percorso fino ad arrivare al capoluogo.

La super pista dovrebbe essere di 4 metri di larghezza, pensata per tutti, anche per chi utilizza dispositivi medici per spostarsi ed è tra le 5 con il progetto in scadenza a giugno 2026.

Entusiasmo tra le figure istituzionali: Laura Rogora (presidente del consiglio comunale di Busto Arsizio), Lorenzo Radice (sindaco di Legnano), Matteo Modica (sindaco di Canegrate), Claudio Ruggeri (sindaco di San Giorgio su Legnano), Luca Arrara (presidente del comitato provinciale ciclismo), Claudio Pedrazzini (vicepresidente vicario di Coni Lombardia), Dario Quieti (assessore ai lavori pubblici di Parabiago), Elisabetta Galli (sindaco di Marnate) e Roberto Rancilio.  

Proprio il sindaco di Legnano ha fatto prima un appello a tutte le amministrazioni: «Un progetto che deve coniugarsi con quello che va fatto nelle città». Quindi ha voluto evidenziare una questione alla cittadinanza: «C’è un tema culturale: noi possiamo fare tutte le infrastrutture che vogliamo, ma le amministrazioni comunali hanno bisogno di un movimento culturale che deve essere sempre più trasversale. È ora che sia la gente a dire alla politica che vuole le piste ciclabili, finché noi avremo realtà che, ogni volta, di fronte a una pista ciclabile che fa saltare due parcheggi, di fronte alla pedonalizzazione di un’area della città, pronti via si scende con i picconi in piazza per picconare la pista ciclabile o per dire che si sta distruggendo una città, perché si osa cambiare il modello di vita della città». Concludendo: «Questa cosa deve essere sostenuta dalla cultura popolare, perché è veramente triste fare delle battaglie per queste cose e poi rimanere da soli. Abbiamo bisogno di un movimento culturale che dimostri che serve a tutti e noi a una parte politica o all’altra».

Concetto sostenuto subito dopo da Laura Rogora: «Un cambio di mentalità che deve partire da tutti noi», seguita da tutte le altre amministrazioni.
Elisabetta Galli, fattasi portavoce della Valle, ha espresso la sua approvazione: «Noi partecipiamo a tavoli che riguardano l’altro pezzo di ciclabile – Varese -, mi fa piacere che questo progetto preveda il collegamento con la nostra pista. Mi permetto di dire che il Covid tra tutte le cose brutte, ci ha portato anche un’opportunità: la valorizzazione dei nostri territori. Il fatto di dare la possibilità di collegarli anche con la mobilità sostenibile è una grande cosa».

In sala, era presente anche l’atleta Silvia Mari, pronta per il suo primo giro d’Italia tra 20 giorni, che ha sottolineato le difficoltà dei ciclisti ma anche la differenza con gli altri stati europei: «C’è molto divario, all’estero c’è molto più rispetto da parte degli automobilisti nei confronti degli atleti» e un solo consiglio: «Educare di più le persone».

Michela Scandroglio

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