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Gallarate | 10 gennaio 2023, 15:43

Il Maga abbraccia ancora. E rilancia un’idea pensata con Philippe Daverio

Il museo di Gallarate eccelle fra i progetti per migliorare l’accessibilità e la fruizione dei luoghi di cultura: conquistati 500mila euro del Pnrr. Mostra in elaborazione sul design, Andy Wahrol all'orizzonte

Da sinistra, Emma Zanella, Claudia Mazzetti, Andrea Cassani, Angelo Crespi

Da sinistra, Emma Zanella, Claudia Mazzetti, Andrea Cassani, Angelo Crespi

In principio fu l’abbraccio. Il Maga fu pensato per accogliere. Si pensò a una curva architettonica (vedi sotto), avvolgente, così da superare il concetto di parete, di facciata, di muro. Lo si vede ancora, appena si arriva. La curva è il marchio di fabbrica, l’abbraccio che insiste. E oggi trova nuove risorse. Una conquista: 500mila euro per proposte di intervento volte alla «…rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali dei musei e luoghi della cultura pubblici non appartenenti al Mic”». Cioè al Ministero della Cultura.  E poi ci fu Philippe Daverio. Arrivava, l’affabulatore, il divulgatore, in città. Capitava di intravederlo fra viale Milano e via de Magri. A Gallarate, con lui, si ragionava, si guardava avanti. Il design era un tema dibattuto. Oggi il Maga fa presente che c’è un progetto.

La conquista dei fondi parla di “Museo: opera aperta. Percorsi e strumenti per il MA*GA accessibile”. È organizzato dallo staff di via De Magri e dal Comune di Gallarate (in conferenza stampa era presente l’architetto Luca Picco, Lavori pubblici). I fondi per lavorare al miglioramento dell’accoglienza e della fruibilità del luogo provengono dal Pnrr – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.  Si sono ottenuti 500mila euro, la proposta è risultata ottava, a livello nazionale, fra le 700 presentate da tutta Italia. «Maga e Comune stanno lavorando bene – ha sottolineato il sindaco, Andrea Cassani – se ampliamo lo sguardo, a Gallarate abbiamo portato oltre 30 milioni, negli ultimi anni. Non è mai accaduto. C’è il Pnrr. E c’è l’abilità dei tecnici, in Comune e al Maga. Qui arriverà una mostra innovativa».

«Sarà nel 2024 – ha puntualizzato l’assessore Claudia Mazzetti  - e faccio presente che non è facile ottenere i fondi del Pnrr. Essere ottavi in questa graduatoria ci inorgoglisce. È l’ultimo di una lunga serie di bandi vinti. È inclusivo,serve alle persone più fragili. E poi stiamo pensando a una mostra pensata con Philppe Daverio».

Emma Zanella, direttrice del museo: «Il bando è stato sviluppato nella scorsa estate, con il Settore tecnico del Comune. Si sono affrontati temi come barriere fisiche, cognitive, sensoriali e la fruibilità per i luoghi di cultura. Non semplice, per procedura ed esecuzione. Il museo ha già in sé la caratteristica dell’accogliere. È un luogo bello e di incontro. Ma ci siamo dati degli obiettivi. Eliminare le barriere architettoniche, per esempio, anche se il Maga è  già ben strutturato. Poi migliorare l’accessibilità esterna, a partire dalla segnaletica su strada, e l’accoglienza: area bar, laboratori didattici, formazione del personale. Vogliamo lavorare sui sistemi audio (per i non vedenti, con  video in lingua italiana e internazionale) e sui laboratori multisensoriali per pubblici fragili, scuole innanzitutto».

«L’Amministrazione comunale è presente – l’affermazione di Cassani – lo dimostriamo nei fatti. E con l’interesse verso tutti gli edifici pubblici. Non proponendo fatiscenti disability-manager». Riferimento a uno scambio di battute in Consiglio comunale con le minoranze. Barriere architettoniche, accessibilità  (fra segnaletica e pensiline), accoglienza (area bar, attività con le scuole, formazione del personale), sistemi audio per i non vedenti, laboratori multisensoriali sono in procinto di migliorare. E fra poco arriva Andy Warhol.

Stefano Tosi

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