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Cultura | 01 ottobre 2022, 08:54

Maniglio non poteva lasciarci senza una storia

Sabato primo ottobre alle 18 a Varese la presentazione del libro dell'indimenticato Maniglio Botti, un uomo che ha fatto la differenza nel giornalismo e ha saputo raccontare e raccontarsi anche con i social. Il ricavato andrà alla ricerca sulla fibrosi cistica

Maniglio Botti e la copertina del libro - per cortesia pagina Cavedio

Maniglio Botti e la copertina del libro - per cortesia pagina Cavedio

Raccontaci ancora una storia, Maniglio. Quante volte gliel'abbiamo sussurrato in questi due anni, colleghi, lettori, semplicemente amici, persone che hanno avuto la fortuna di leggerne gli articoli negli anni, anzi nei decenni, o che hanno rivissuto storia, musica, costume attraverso i suoi post su Facebook.

E Maniglio Botti - scomparso nel maggio 2020 a 70 anni - non poteva lasciarci senza storie. A ridare il piacere di leggerlo è il libro che verrà presentato oggi alle 18 nella sala Varese Corsi in piazza della Motta: "Mi chiamo Maniglio e vi racconto una storia". Edito da Cavedio, permetterà con il ricavato di sostenere la Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica. Seguiranno l'aperitivo e il concerto di Carmen et les Papillons. Dietro e dentro questo volume un team formidabile, come ha detto la figlia Lucia, premurosa custode dei ricordi del padre. La famiglia era il cardine di Maniglio, la moglie Laura, i figli Lucia e Carlo, gli adorati nipoti.

Un uomo che nel giornalismo ha fatto la differenza: la precisione, l'equilibrio e l'arte del racconto accattivante senza protagonismi hanno caratterizzato il suo percorso di vita alla Prealpina. Percorso che a sua volta diventava storia ad esempio nei post su Facebook. Mirabile Maniglio, giornalista della "carta" che con naturalezza ha saputo affidare ai social le narrazioni, mantenendo il suo stile e attirando i lettori, vecchi e nuovi. 

Spesso era la musica il filo conduttore, ma scrutava anche dentro l'attualità: sapeva parlarci di ieri con le canzoni e gli episodi, senza essere passatista come teneva a precisare. Tutto questo potrà essere rivissuto attraverso questo libro, un dono immenso per sentire vicino un giornalista e un uomo speciale. Quello che ci verrebbe da definire usando una sua frase riferita a un grande amico, «una meteora di luce in questo mondo oscuro». Anche tu eri così, Maniglio: per fortuna, di luce ce ne offri ancora.

Ma. Lu.

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