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L'ultima contesa | 29 marzo 2022, 19:30

VIDEO - Arcieri e i "plans" per Varese: «Io e Scola? Staremo qui per anni»

Lunga intervista del gm biancorosso a l'Ultima Contesa: «La squadra? "Noi" varesini vogliamo che giochi... alla "varesina", lo chiede la nostra storia. Woldetensae? È l'esempio del nostro giocatore tipo. Continuità e sviluppo saranno i capisaldi del futuro». E ancora: «Il pensiero della retrocessione ci offende. Un centro per questa stagione? Non abbiamo ancora deciso»

VIDEO - Arcieri e i "plans" per Varese: «Io e Scola? Staremo qui per anni»

«Prima di firmare il contratto ho chiesto a Luis Scola: ma tu starai qui solo uno o due anni o vuoi creare qualcosa di duraturo? Lui si è messo a ridere e mi ha risposto: Io sto qui. Anzi, se sei tu a voler fare solo un anno o due, sappi che non ho alcun interesse nei tuoi confronti… Insomma: abbiamo dei piani per Varese».

Michael Arcieri e i suoi plans: uno dei passaggi più interessanti della lunga intervista che ieri ha visto protagonista il nuovo gm a l’Ultima Contesa, il talk show cestistico di Varese Noi.

Il dirigente americano, con un lungo passato nella NBA, ha spaziato su diversi argomenti, dal mercato (quello futuro ma anche il presente…) al derby, dalle novità che il nuovo corso intende portare extra parquet alla scoperta di Tomas Woldetensae.

Ecco alcuni estratti e, in fondo all’articolo, la replica della puntata.

Sul derby contro Milano

«Era interessante capire come avremmo reagito a una sconfitta come quella contro Pesaro e alle difficoltà dovute alle varie influenze e soprattutto all’assenza di Keene. Milano è fortissima: all’inizio abbiamo fatto solo sei punti e siamo andati fuori partita, a quel punto c’erano due strade da prendere: lasciarci andare oppure fare quello che facciamo dal 16 gennaio, ovvero dal match contro Venezia, giocare duro. Abbiamo scelto la seconda. Una sconfitta è sempre la cosa più brutta del mondo, ma sono contento dei ragazzi». 

Salvezza o playoff? 

«Il pensiero della retrocessione, fin da quando siamo subentrati, "offende" me, Luis, Johan e tutti i giocatori. L’approccio della nuova Varese è da sempre quello di voler vincere ogni partita: se noi sappiamo migliorarci in allenamento e giocare come abbiamo fatto negli ultimi due mesi, una chance di vittoria ci sarà sempre. Ogni gara che ci manca, comprese quelle in casa, sarà però difficilissima: pensiamo solo a Brindisi ora, non alla classifica». 

Gli applausi ricevuti dopo Pesaro

«I tifosi non sono stupidi: voglio una squadra che si impegni, lavori duro, difenda e giochi insieme. Vogliono, insomma, che Varese giochi alla “varesina”. E “noi” varesini dobbiamo giocare così, perché questa è la "nostra" storia».

Centro o non centro?

«La verità è che non abbiamo ancora deciso se aggiungere un altro giocatore o meno. Vogliamo continuare a capire come andrà la squadra. Conta anche la chimica: la nostra è molto particolare e ci pensiamo due volte prima di cambiarla. Ma il mercato è sempre sotto controllo e stiamo studiando tutte le possibilità: se servisse, soprattutto in caso di infortunio, sapremo farci trovare pronti, in ogni ruolo». 

Il mercato futuro

«Cerchiamo giocatori che abbiamo un grande basketball IQ, fondamentale. Poi che siano versatili in attacco, apprezzino la difesa (aspetto che deve essere importante per tutti i nostri tesserati, anche nelle giovanili) e che ami lavorare. Meglio se sotto i 23 anni, ma non prenderemo solo giovani: ci vogliono anche gli esempi…» 

Woldetensae

«Tomas è il prototipo del giocatore da prendere. Fin dall’inizio del nostro corso ci siamo messi in mente di studiare la A2 e, sul suo conto, visto il suo passato universitario in America, ho potuto chiedere molte informazioni ad allenatori e amici. Il suo exploit? Da noi ha più spazio e può sfruttare la sua intelligenza nel capire la difesa. E poi sta giocando con gioia, quella che forse non aveva prima. È un ragazzo che vuole migliorare, ce lo chiede continuamente». 

Continuità

«Insieme allo sviluppo dei giocatori, sarà uno dei capisaldi del futuro. L’abitudine qui in Europa e in Italia mi sembra sia quella di cambiare ogni anno tanti giocatori. Non sto dicendo che sia sbagliato, ma di certo non è facile ricominciare sempre con otto o nove nuovi, ci vuole troppo tempo… La nostra intenzione è allora di trovare atleti che restino con noi per più anni: vogliamo costruire una base su cui aggiungere ogni anno qualcosa. Guarderemo dappertutto: comprese la G-League e la NBA».

“Outside the court”

«Sono parecchi i cambiamenti che vorrei portare. Ne cito solo due. Il primo: Pallacanestro Varese deve avere di nuovo il suo settore giovanile. Ponti sta facendo un buon lavoro, ma noi vogliamo creare una sinergia a 360° con la città, con le famiglie: questi rapporti possono crescere. La nostra società, come tale, ha una grande responsabilità sociale: si deve fare di più. Secondo: vogliamo migliorare le strutture, perché questi miglioramenti sono connessi con lo sviluppo dei giocatori».

Fabio Gandini


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