«A Varese si fa fatica a pensare in grande anche quando si fanno cose nuove o giuste. L’amministrazione degli ultimi 5 anni si è automortificata ragionando in piccolo come nel caso del palaghiaccio, ristrutturato giustamente ma con due errori fondamentali. Primo: non si doveva calare la decisione dall'alto sulle società, privandole della loro casa e quindi perdendo generazioni di piccoli atleti visto che non tutte le famiglie possono portare i loro figli ad allenarsi a Milano o altrove, tornano a casa a notte, per due anni e mezzo. Prima si ascolta, poi si decide: insieme. Secondo: qual è il senso di ritrovarsi una struttura con una capienza ancora più bassa che non potrà ospitare campionati o eventi di categoria superiore?».
Matteo Bianchi, candidato sindaco del centrodestra, ha riunito le associazioni e le società del palaghiaccio al Caffè Bosisio, insieme al presidente della Regione Attilio Fontana, per una chiacchierata sul tema caldissimo del palaghiaccio. E ha parlato da uomo nato sui pattini, caricando e andando all'attacco («Ho iniziato quando c'era ancora Ducrocchi presidente dei Mastini. Cioè nella Prima Repubblica...»).
Seconda pista fondamentale, tra il palaghiaccio e l'ex Calimera (Fontana: «Si doveva subito pensarci per evitare di far perdere il presente e il futuro a ragazzi, atleti e società»), che verrà ristrutturato, sull'esempio della Resega di Lugano, ma si è anche parlato di tariffe calmierate per l'affitto di ore ghiaccio («Le dovrebbe aver già decise l'amministrazione con i nuovi gestori, altrimenti saranno dolori...»).
Bianchi ha garantito la «massima disponibilità per dare tono e voce al mondo degli sport del ghiaccio a cui l’amministrazione dovrebbe stendere un tappeto rosso per aver tenuto vivo il movimento senza più neppure il ghiaccio» mentre Fontana ha detto di essere pronto a dare un aiuto. «La Polha ha avuto risposte eccezionali - ha aggiunto il governatore - ma a Varese per ora si è perso un treno perché avremo una struttura più bella ma non di vertice per ospitare campionati di categorie superiori e grandi eventi».
Luigi Colombara (Pgv), Maria Donati (Varese Ghiaccio), Marta Bianchi (Ice Sport Varese), Davide Quilici (Curling Varese), Daniela Colonna Preti (Polha) e Andrea Longhi (Mastini) hanno parlato di problemi e difficoltà a Bianchi e Fontana, accompagnati all'incontro da Giacomo Cosentino e Cristiano Angioy Viglio. Assente solo Matteo Cesarini (Varese Killer Bees) a causa di un impegno inderogabile.
«In caso di seconda pista - ha detto Quilici - chiedo di costruire anche un campo da curling. Per fare campionato ufficiali di un certo livello, è fondamentale. Sul palaghiaccio servono tariffe calmierate a proposito delle ore ghiaccio».
Luigi Colombara ha sottolineato la necessità di «non perdere il colpo sul termine dei lavori».
«Abbiamo perso il 40% dei bimbi del settore giovanile - ha aggiunto Longhi - a causa dello spostamento dell'attività a Como. Ci sarà un buco generazionale. Speriamo che il Palalbani venga davvero inaugurato nel giugno 2022, anche se quest’anno sarà ancora più dura sostenere i costi».
Maria Donati ha ricordato il sacrificio dei genitori («Portare tutti i giorni i bimbi a Milano ad allenarsi, per un papà e una mamma, diventa ancora più difficile») mentre Marta Bianchi ha aggiunto come gli atleti del pattinaggio «debbano allenarsi nei palaghiacci di San Donato, Sesto San Giovanni, Milano e a volte sulla pista piccola di Oggiona». Daniela Colonna Preti (Polha) ha raccontato dei sacrifici del club e degli atleti di doversi spostarsi all’Agorà, «solo un’ora a settimana»: «Quest’anno ci siamo fusi con Torino. Dobbiamo andare là con gli olimpici ma ho parlato coni nuovi gestori e il palaghiaccio ristrutturato sarà accessibile». Il minimo...














