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Basket | 05 luglio 2021, 19:53

VIDEO - Gentile, una prima tra entusiasmo (degli altri) e pacatezza (la sua). A Varese è arrivato l’antidivo

La nuova stella italiana della Pallacanestro Varese è stata presentata ufficialmente oggi pomeriggio al Lino Oldrini. Al contorno brillano gli occhi, lui sembra calmo, determinato, serio. E non sbaglia le parole: «Sono maturato. Il mio unico obiettivo è tornare a essere felice»

VIDEO - Gentile, una prima tra entusiasmo (degli altri) e pacatezza (la sua). A Varese è arrivato l’antidivo

Normalmente nel riportare la conferenza stampa di presentazione di un nuovo giocatore si parte dalle parole dello stesso. Le più attese, le più inedite, le più importanti.

Oggi giriamo sul perno e andiamo da un’altra parte. Andando a prendere e riportare per primo il verbo con cui il general manager Andrea Conti ha presentato il giocatore suddetto. Perché in esso pare fissato in maniera lampante l’innamoramento da farfalle nello stomaco che Varese sta provando per la sua nuova stella.

«Tutte le cose belle accadono all’improvviso. Questo è un giorno speciale per me e per il club: avere qui Alessandro è una bella sorpresa. La scintilla tra lui e Varese si è accesa in poco tempo: siamo andati a casa sua e davanti a una mozzarella di bufala abbiamo conosciuto una persona umile e tranquilla, che mi ha colpito nel profondo e penso sia quella giusta per noi. Avrà un allenatore in gamba (è anche grazie ad Adriano Vertemati che lui è qui) che lo aiuterà molto. Penso di parlare a nome di tutta la società dicendo questo: Gentile sarà la nostra pietra angolare per i prossimi tre anni, quella su cui progettare il futuro».

Ebbene sì: Alessandro Gentile è sbarcato a Varese. E Varese gongola come forse nemmeno aveva fatto per Luis Scola (forse). I consorziati, per esempio, sono schierati in prima linea: tentano di scherzare con lui, gli chiedono foto, sbrilluccicano gli occhi come lanterne notturne sul mare, sembrano animati dalla stessa gioia di una groupie a un concerto di Steven Tyler. Mai vista, in anni, una cosa del genere al Lino Oldrini, alla prima di un atleta.

E Gentile? Spiace dare forse un colpo al cuore agli haters, ma la prima impressione è che sia il contrario del divo. Voce bassa, pacata, che pare ragionare su ogni parola. Schivo, timido, silenzioso, solitario, di certo meno elettrizzato di chi gli sta intorno. Fino a fine conferenza, quando due bambini gli si fanno sotto con un pallone in mano e chiedono di giocare. Lui acconsente e si trasforma: sorridente, gigione, fragoroso. È entrato in comfort zone, è entrato nel suo, fa quello per cui tutti dovranno imparare a giudicarlo. Solo quello e non altro. Gioca.

Leggere nel fondo di alcune sue parole, tuttavia, non è stato per nulla banale, al di là di alcune formule sempre verdi per lui come per qualsivoglia collega. «Sono molto felice di essere qui - esordisce - Come ha detto Andrea, tutto è nato in modo molto semplice e veloce. Lui e Adriano sono venuti a parlarmi di persona: questo mi ha reso felice, mi ha dato grande motivazione, mi ha fatto sentire desiderato e ben voluto. Dieci ore di treno sono una gran dimostrazione. Voglio ripartire con entusiasmo e in una piazza storica. Poi conosco Adriano e so quale sia il suo valore. Grazie Varese: ora spero di ripagare la fiducia sul campo».

Un rewind sugli ultimi anni, uno sguardo al suo stato fisico, una dichiarazione che segna il cambiamento: «E’ stato un anno complicato, tutti gli ultimi sono stati complicati per me. Il Covid mi ha cambiato sotto alcuni aspetti, anche come persona. Ora però sto meglio che mai, mi sento in gran forma, mi alleno tutti i giorni e arriverò pronto al raduno. Sono tanti anni che gioco, che faccio esperienze, alcune positive, alcune meno: ognuna mi ha insegnato qualcosa: l’Alessandro che viene a Varese è un uomo più maturo, non solo cestisticamente». 

Gentile l’avversario che viene da una famiglia di acerrimi avversari: come avverrà la transizione a beniamino? «Da avversario ho vissuto tante partire al Lino Oldrini e sono state tutte sfide accese. Qui si è fatta la storia, qui hanno giocato grandi campioni: spero che il pubblico varesino mi possa apprezzare e che usi tutta l’energia di cui è capace a mio favore e a favore della squadra»

Sulla nazionale è un mordi e fuggi: prima vengono Varese e la felicità. «La nazionale ieri sera ha raggiunto un risultato storico. Tornarci? Non è un obiettivo per ora: io prima voglio tornare a essere giocatore di pallacanestro e essere felice mentre lo faccio. Solo questo è il mio obiettivo».

La futura Varese: «Aspettative sul gruppo? Vorrei solo giocare in una squadra che darà tutto, composta da persone vere, che si danno una mano nei momenti difficili e possano onorare una maglia storica del nostro campionato come quella di Varese. Il ruolo centrale è importante? Di certo negli ultimi anni non sono mai partito dal precampionato, quest’anno conoscerò il sistema dall’inizio e ho la speranza di amalgamarmi il più possibile. Pietra angolare? Io sono qui solo per essere me stesso e vorrei giocare in una squadra in cui tutti si sentano importanti». 

Infine gli obiettivi di Varese: «È ancora molto presto per dire quali possano essere. Le squadre sono ancora in fase di costruzione. Sicuramente Milano e Bologna sono due potenze, hanno grandi disponibilità economiche, grandi allenatori e partiranno avvantaggiate. Ma sul campo ci sono sempre tante sorprese: speriamo di poter essere tra queste».

Finisce la conferenza. Prima ancora della partitella, Gentile prende un pallone e prova i tiri da metà campo. Quello d’esordio vola lontano, il secondo gira sul ferro, il terzo entra. Gli si dica di tirare da più vicino, quando si inizierà a giocare sul serio. Ma, come prima, in generale e non solo con la boccia in mano, non c’è davvero male.

L'intervista ad Alessandro Gentile

I tiri da metà campo di Gentile dopo la presentazione:

Fabio Gandini


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