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Hockey | 02 marzo 2021, 06:55

I Mastini Forever a sindaco, giunta e cittadini: «Silenzi tombali e promesse non mantenute sul Palalbani. Nessun aiuto, vivai desertificati, atleti perduti»

Il gruppo di appassionati che ama i Mastini e il ghiaccio a Varese: «Non sono più accettabili ritardi, rimpalli di responsabilità, promesse, illusioni, speranze vane. Dalla chiusura mai chiarita dell'impianto al bando deserto per la pista provvisoria e al progetto per l'area nuoto inadatto per svolgere l'attività delle società, è ora di dare risposte certe»

I Mastini Forever a sindaco, giunta e cittadini: «Silenzi tombali e promesse non mantenute sul Palalbani. Nessun aiuto, vivai desertificati, atleti perduti»

Continua la battaglia per assicurare un futuro e, soprattutto, una pista alle realtà del ghiaccio varesine, senza casa ormai da un anno dopo la chiusura del Palalbani e in attesa dei lavori di ristrutturazione dell'impianto che dovrebbero partire il 22 marzo con il cantiere che durerà 14 mesi (è quanto dichiarato dal sindaco Galimberti in un'intervista al direttore di Rete 55, Matteo Inzaghi).

A scrivere un'accorata lettera al sindaco, alla Giunta e ai cittadini di Varese stavolta è l'associazione "Mastini Forever", attivissima nel seguire la squadra di hockey e sempre in prima fila nel difendere il presente e il futuro di una lunga tradizione. Dopo una ricostruzione di quanto accaduto, i Mastini Forever, nel nome di «bambini, ragazzi e genitori che hanno creduto fino all’ultimo ad ogni promessa che l’Amministrazione Comunale ha fatto ai suoi cittadini» e di «una situazione insostenibile in cui non sono più accettabili ritardi, rimpalli di responsabilità, promesse, illusioni, speranze vane» attende risposte certe sulla pista provvisoria e sui tempi in cui ritroveranno il ghiaccio tutti quelli che l'hanno perso ma, con le unghie e con i denti, ancora sopravvivono, prima di arrivare a giocare in una palaghiaccio ristrutturato ma silenzioso e vuoto.

La lettera dei "Mastini Forever".

All’attenzione del Sig. Sindaco Davide Galimberti, della Giunta Comunale tutta e dei cittadini di Varese e provincia,
sono passati cinque mesi e mezzo dalla nostra ultima missiva. Molte cose sono successe ma nulla di concreto è accaduto.
Ripercorriamo insieme alcune tappe salienti.

A marzo del 2020 il Palalbani è stato chiuso a causa dell’emergenza sanitaria, mentre a luglio 2020 la struttura è stata dichiarata inagibile (per motivi ancora non chiariti dall’Amministrazione Comunale). Pochi giorni dopo è stata diffusa la notizia che il Palalbani non avrebbe più riaperto fino alla costruzione della nuova struttura. Da quel momento è iniziato il carosello delle promesse non mantenute. Inizialmente si parlava della costruzione di una pista provvisoria a Masnago entro la fine dell’anno, poi ci si è resi conto che il luogo designato era inadatto alle necessità di utilizzo. Sono seguiti sopralluoghi finiti con un buco nell’acqua, l’alimentazione di speranze vane e incontri a Palazzo Estense con Società, genitori e tifosi, anche in orari alquanto inusuali (6.30 del mattino) che però non hanno scoraggiato gli ospiti.

A settembre del 2020 è stato organizzato un sit-in in via Sacco a cui hanno preso parte famiglie con i giovani atleti e alcuni sostenitori delle squadre ospitate dal palaghiaccio di Varese. La protesta era priva di colore politico e finalizzata esclusivamente alla possibilità di ottenere risposte e certezze. Questa poteva essere un’occasione per l’Amministrazione Comunale di dimostrarsi vicina ai propri cittadini, ma così non è stato.

Nessuno, né il sindaco Davide Galimberti, né il vicesindaco Daniele Zanzi, né l’assessore allo Sport Dino De Simone, si è presentato davanti ai manifestanti che hanno sempre tenuto un atteggiamento corretto e rispettoso delle regole imposte dalla Questura.

Da quel momento è calato un silenzio tombale sulla vicenda del Palalbani. Per giorni l’Amministrazione Comunale non ha rilasciato dichiarazioni a riguardo. Ormai era chiaro che la pista secondaria di Masnago non sarebbe stata pronta nemmeno per la primavera del 2021.

A fine Settembre del 2020 è stato dichiarato il bando per la costruzione della pista provvisoria nell’antistadio. A novembre il bando è andato deserto a causa delle condizioni insostenibili imposte dal Comune. Nello stesso periodo è stato pubblicato il progetto del nuovo palaghiaccio, notizia che ha raggelato ogni speranza del settore nuoto.

Nonostante tutti gli appelli della società del nuoto, la piscina della nuova struttura non aveva le caratteristiche necessarie per permettere lo svolgimento delle attività prima svolte al Palalbani. In conseguenza di ciò, la società del nuoto ha dovuto chiudere i battenti ed i tanti ragazzi che la frequentavano sono stati dirottati verso la fatiscente struttura della Piscina Comunale. Invece che trovarsi un impianto nuovo, i nuotatori si sono trovati in una struttura messa peggio della precedente e con un numero minore di ore per lo svolgimento dell’attività. Sembrerebbe quasi ironico, ma non c’è molto da scherzare.

Sebbene fossero stati presentati dei progetti meno dispendiosi e compatibili con le attività del nuoto, il progetto della nuova struttura è stato approvato il 28/01/2021 senza nemmeno consultare il Consiglio Comunale che ne è venuto a conoscenza solo attraverso i giornali. Il rammarico per la questione del palaghiaccio ormai è bipartisan.

E, nonostante tutto, ancora una volta, non è stata data alcuna certezza sulle tempistiche per la conclusione dei lavori.

È passato quasi un anno dall’inizio della triste vicenda del Palalbani ed è inutile dire che le società legate al ghiaccio hanno lottato con le unghie e con i denti per restare a galla. Per il pattinaggio artistico, la struttura più vicina per potersi allenare si trova ad Oggiona Santo Stefano ma le piste regolamentari si trovano a Milano e provincia. L’hockey ha dovuto affrontare una stagione

sotto il segno dell’incertezza, prima all’Agorà di Milano e poi nella ghiacciaia di Casate. Tutti hanno affrontato da soli le spese per il trasporto della grande quantità di attrezzature necessarie. Spese che il sindaco Davide Galimberti aveva promesso di sostenere.

Tutti hanno visto i loro settori giovanili desertificarsi, molti hanno deciso di spostare la propria attività in altre città, altri hanno abbandonato il loro sport preferito.

I veri protagonisti di questa vicenda sono i bambini, i ragazzi ed i genitori che hanno creduto fino all’ultimo ad ogni promessa che l’Amministrazione Comunale ha fatto ai suoi cittadini. I genitori hanno chiesto un permesso in più sul posto di lavoro, consumando benzina e molte energie per la felicità dei propri figli.

Il 10 febbraio è arrivata l’ultima fantasiosa proposta: terminare i lavori della parte ghiaccio entro settembre del 2021 in modo da permettere lo svolgimento della nuova stagione agonistica. Tutto questo, però, rimandando la questione a fine mese per chiedere un parere alla società costruttrice che nel frattempo nessuno aveva consultato. Inoltre, ci chiediamo come sia possibile svolgere le attività in sicurezza (tema tanto caro al nostro sindaco) dentro ad un cantiere aperto.

Le recenti dichiarazioni del sindaco Davide Galimberti in un’intervista per Rete55 hanno fatto sapere a tutti che i lavori inizieranno il 22 Marzo 2021 e che dureranno 14 mesi. Facendo un paio di conti risulta che la struttura non sarà pronta prima di maggio 2022. Questo significherebbe un altro anno agonistico allo sbando per tutte le società, sempre che non venga realizzata la pista secondaria.

Il vicesindaco Daniele Zanzi ha rincarato la dose nell’ultima puntata di #Backstage di VareseNoi in cui, pur esternando vicinanza alle società, ha detto che la pista provvisoria di Masnago è stata una proposta derisibile e non attuabile a causa delle interferenze che si verrebbero a creare con il Varese Calcio. Ci chiediamo dove fosse il vicesindaco quando è stato proposto il bando e per quale motivo non abbia espresso le sue preoccupazioni in precedenza.

La situazione è diventata insostenibile. Non sono più accettabili ritardi, rimpalli di responsabilità, promesse, illusioni, speranze vane. Il tempo è finito. Anche il Presidente della FISG, Andrea Gios in un’intervista per La Prealpina, richiede soluzioni immediate.

Tutti hanno preso posizione in questa vicenda, dalla lettera delle società a quella dei genitori. Adesso arriva anche la nostra. Siamo stanchi di assistere a tutto questo con le mani in mano. Siamo vicini alle famiglie nei loro sacrifici, ai ragazzi che vogliono continuare a sognare, ai gestori del MaderaPub di cui si parla troppo poco ed alle società tutte che vogliono solo che lo sport a Varese non muoia.

Il gruppo di Mastini Forever è pronto alla mobilitazione e questa lettera è un appello alla cittadinanza intera. La questione del Palalbani riguarda il benessere dei cittadini, non una campagna elettorale e non ha alcun colore politico. Gli unici colori che indossiamo sono quelli delle nostre squadre. Quando ci sarà modo, manifesteremo il nostro disappunto come abbiamo sempre fatto: in maniera pacifica, con perseveranza e rispetto, contrariamente al comportamento di Palazzo Estense.

Vogliamo risposte certe, anche un sonoro e secco no sarebbe accettato. Ma l’incertezza non è più gradita, perché ormai abbiamo troppe questioni di cui non conosciamo risposta.

Ricordiamo, così come scrivemmo cinque mesi e mezzo fa, che se continuerà così l’Amministrazione Comunale costruirà un palaghiaccio in cui l’unico protagonista sarà un silenzio assordante.

Vi ringraziamo dell’attenzione.

Il gruppo Mastini Forever

Redazione


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