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Politica | 19 febbraio 2021, 16:58

«L’eredità politica di Giancarlo? Volare più in alto e immaginare Varese nel 2030»

Il coordinatore cittadino di Varese in Azione, Carlo Alberto Coletto, ricorda l’amico e collega Pignone, scomparso l’altro ieri: «Era un signore d’altri tempi e un abile tessitore. Un anno fa non esistevamo neppure: oggi, grazie a lui, siamo un gruppo di amici e di giovani con una visione della città»

«L’eredità politica di Giancarlo? Volare più in alto e immaginare Varese nel 2030»

«Andremo avanti non solo per Giancarlo: lo faremo con lo spirito di Giancarlo».

Quella seguita dalle parole di Carlo Alberto Coletto, coordinatore cittadino di Varese in Azione, è forse l’unica luce in grado di illuminare il futuro quando il presente è ottenebrato da dolore e sgomento.

Non solo famiglia e amici: il vuoto - improvviso, crudele nella sua repentinità - lasciato da Giancarlo Pignone (i funerali saranno domani alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Casbeno) è incalcolabile anche in chi ne ha condiviso un tratto di strada come compagno nella nobile arte della politica. È un vuoto che sa di doti umane fragranti, apprezzate, difficilmente comparabili: «Giancarlo era un signore d’altri tempi, un visionario, un abile tessitore e un uomo dalle mille relazioni - ricorda con viva emozione Coletto - Come tale è stato in grado di mettere insieme delle persone che non si conoscevano e le ha fatte diventare amici, creando un bel gruppo con tanta voglia di fare politica. Così è nata Varese in Azione. Un anno fa non esistevamo neppure: un recente sondaggio ha dimostrato che ora ci conoscono in tanti. Il merito è stato suo».

Suo, ovvero di una persona «vulcanica, dalle multiformi idee, benvoluto da tutti nonostante non esitasse a mandarle a dire, come quando criticò aspramente il sindaco Galimberti. Ma lui sapeva come comunicare. E aveva questa grande capacità di mantenerci uniti, sia a livello comunale che provinciale, che nazionale».

C’è un flash che sovviene alla mente. Ed è l’inizio di questa storia ancora breve ma nella quale Pignone - forte della sua grande esperienza - aveva messo tutto se stesso: «È il giorno dell’inaugurazione della nostra sede varesina - ricorda ora il coordinatore - E poi della successiva cena. Tutti furono sorpresi dalla quantità di giovani presenti, gli stessi che oggi compongono il nostro gruppo. Rammento che anche il senatore Matteo Richetti, che a Pignone era legato da un grande affetto, restò molto colpito e affascinato. Anche in questo caso il merito fu di Giancarlo». 

E allora ritorniamo anche noi all’inizio. A quel vuoto che un uomo e un politico del genere non può non aver lasciato. E all’unica strada per colmarlo e dare il la al domani: «Andremo verso l’appuntamento delle elezioni non solo per Giancarlo, ma con lo spirito di Giancarlo - conclude Coletto - E ciò significherà guardare ben oltre quell’appuntamento. Abbiamo parlato tante volte dei progetti e dei programmi per Varese. E abbiamo sempre pensato a una visione della città da qui al 2030. Lui sosteneva, e su questo punto ci siamo sempre ritrovati tutti, che il vizio della politica fosse quello di avere sempre un orizzonte a breve termine: Giancarlo invece voleva andare oltre,  voleva volare più alto, voleva cambiare il modo di fare politica. Guardando più in là»

Non è un caso che l’incipit del programma di Varese in Azione sia proprio “Varese 2030”. Anche se oggi parlare di “programma” è forse improprio. Quel “Varese 2030” è diventata un’eredità. E vale molto di più.

 

Fabio Gandini

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