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Territorio | 27 maggio 2020, 10:08

Una storia d'amore più forte del virus: Luigia e Giovanni sposi da 62 anni. «Quel bacio attraverso lo smartphone era quasi vero»

Un legame indissolubile che né l'emergenza sanitaria né la distanza dovuta al ricovero della signora presso Villa Puricelli a Bodio Lomnago, sono riusciti a scalfire: «Insieme ricordano, si raccontano e ogni tanto intonano qualche canzone del loro passato».

Una storia d'amore più forte del virus: Luigia e Giovanni sposi da 62 anni. «Quel bacio attraverso lo smartphone era quasi vero»

Ci sono cose che né le malattie, né la distanza e nemmeno l'emergenza Coronavirus possono scalfire. Una di queste è l'amore, come quello che unisce da 62 anni Luigia e Giovanni, che pochi giorni fa hanno festeggiato l'importante e speciale traguardo.

Un anniversario purtroppo che si è potuto festeggiare soltanto a distanza perché la signora Luigia Gatti è ospite della casa di riposo Villa Puricelli di Bodio Lomnago da circa tre anni e le visite dei parenti sono sospese da tempo proprio a causo dell'emergenza sanitaria. 

Questo non ha impedito però ai due sposi di "vedersi" seppure attraverso il piccolo schermo di uno smarphone e di conoscere la loro bellissima storia d'amore, semplice, ma allo stesso tempo speciale, una vita di sacrifici e di soddisfazioni.  

Lo sposo è Giovanni Bigarella classe 1928 originario della provincia di Vicenza: figlio di contadini è il quarto di otto fratelli; nel 1950 la sua famiglia lascia la terra d'origine per trasferirsi in provincia di Varese a Mornago, quindi la partenza per il servizio militare negli alpini e poi il ritorno in famiglia e il trasferimento a Montonate. 

Qui conosce la sua futura sposa, Luigia Gatti, classe 1936, che è la sua vicina di casa.

«Faceva la camiciaia - racconta Giovanni - un tempo era un lavoro diffuso, non esisteva la grande distribuzione e in tanti venivano da lei per farsi fare le camicie. Passava le ore a cucire e ricamare, io intanto lavoravo come meccanico e insieme cercavamo di risparmiare per costruire la nostra casa».

Il 15 maggio del 1958 Giovanni e Luigia si sposano nella chiesa di Montonate e nel 1961 nascono i loro figli gemelli Maurizio e Graziano. «Un dono del Signore» come l'ha definito Luigia.

La coppia inizia a costruire la casa dei loro sogni.

«Non avevamo a disposizione molti soldi - racconta Luigia - così ho dovuto iniziare a lavorare in latteria. Non è stato facile perché non volevamo avere debiti e la casa l'abbiamo costruita pian piano, mattone dopo mattone». 

E veniamo ai giorni nostri a questo sessantaduesimo anniversario di matrimonio, in un tempo così particolare e difficile per tutti.

«Nonostante Luigia sia ricoverata da ormai tre anni a Villa Puricelli a Bodio Lomnago - raccontano i figli - il loro legame è più saldo che mai. Due volte alla settimana, Giovanni non perde occasione per andare a trovarla, insieme ricordano, si raccontano e ogni tanto intonato qualche canzone del loro passato. Un amore messo a dura prova da questa emergenza sanitaria che ha generato un sentimento di paura condivisa, quella di non potersi rivedere e di non potersi riabbracciare. Un anniversario tanto importante quanto insolito, dove gli auguri non sono passati da guancia a guancia ma dal piccolo schermo di uno smartphone tenuto così vicino che quel bacio era quasi vero». 

Matteo Fontana

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