Alviti 7
Sembrava una serata strana, una notte buia senza triple, di quelle che una volta, quando cadevano nella vita del Dadone, lo lasciavano inerme a interrogarsi sui mali del mondo. Da tempo non è più così: soffre a tratti l’atletismo di Loro, ma riempie il tempo con lo spirito di sacrificio, con attimi di utilità che anche se non si chiamano “bombe” sono appunto utili lo stesso. Quando poi, nell’ultimo quarto, tornano anche i “missili” dai 6,75, l’alba è di quelle da ammirare.
Duke 7
Le cinque perse ci confermano che non è ancora il playmaker dei nostri sogni e probabilmente non lo sarà mai. La crescita continua, però, è un merito incommensurabile del ragazzo di Providence, del quale - oggi - abbiamo soprattutto apprezzato lo spirito di iniziativa. Lo stesso che speriamo mantenga anche quando sarà costretto a rientrare nei ranghi.
Nikolic 5,5
Non comincia male, ma la benzina gli finisce presto. Kastritis nel finale gli preferisce Roby (e fa bene) non a caso.
Hale 6,5
Andrews è il primo giocatore del campionato italiano talmente bravo a contenerlo difensivamente da arrivare addirittura a irretirlo, almeno a tratti (1/9 da 3). Prima di finire definitivamente fuori giri, un proficuo passaggio in panchina lo riassetta e lo rimette bel bello sul parquet a conquistare i punti della vittoria. Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, ammoniva il vecchio Trap…
Librizzi 6,5
Partita offensiva di importanza assoluta: 12 punti in 17 minuti sono oro colato per una squadra con le assenze di Varese. Gestisce male i falli (e lo sappiamo).
Renfro 5
A proposito di falli: due in tre minuti e la sua Verona-Varese finisce un po’ lì. Kastritis continua di base a preferirlo a Kamagate nei momenti decisivi e i motivi sono tutti legati alla sua maggiore versatilità difensiva (non fate finta di non conoscere il greco, dai…)… Stavolta però ricava poco: il mostro Tobey si mangia anche lui.
Kamagate 6,5
Nel primo quarto finisce a ogni azione nei poster che celebrano Tobey e la sua baldanza, da passante, anzi da vittima sacrificale. Molle, lento, impacciato. Nessuno al PalaMagis avrebbe scommesso su una sua risalita, nemmeno Kastritis, che infatti lo rimette quasi controvoglia: ne esce un comeback che lo porta a chiudere con 14 punti, 8 rimbalzi e la miglior valutazione della squadra. Il monolite made in USA non lo regge manco lui, ma non staremmo a sottilizzare…
Roby 6,5
Un altro che a un certo punto è rinato dalle ceneri con cui l’avevamo battezzato. A tratti pare l’orsetto abbracciatutti per quanto è morbido: morbido nelle entrate, morbido in difesa, morbido nella sua essenza. Nel finale emerge d’autorità, a rimbalzo e con due dardi esiziali per le speranze della formazione di Ramagli.
Ikangi 7
Quando nulla pare poter scalfire la montagna Tobey, i suoi tuffi alla Bob McAdoo sono un diversivo commovente ed efficace. E poi le triple, ben due, per ricordare a tutti nel momento più difficile che vincere a Verona è possibile, bello e importante.














