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Basket | 30 ottobre 2026, 12:03

«Bamberg? Spero che avremo la memoria corta. Voglio fame…»

Ioannis Kastritis indica la direzione dopo la scorpacciata europea e verso il match di domani contro la Scaligera: «Avremo a anche fare con un’ottima squadra: decisivi il controllo dei rimbalzi e la transizione difensiva». Sul futuro: «Più giochiamo insieme, più miglioriamo: c’è fiducia, ma non deve trasformarsi in rilassamento. McDowell-White? Non sarà difficile farlo tornare con noi…»

Ioannis Kastritis (foto Averna)

Ioannis Kastritis (foto Averna)

Chiede una Varese “dalla memoria corta” Ioannis Kastritis alla vigilia del match contro la Scaligera Basket Verona, avversaria di turno domani alle 20 nel secondo viaggio settimanale consecutivo per i biancorossi.

«Voglio innanzitutto sottolineare che Verona è un'ottima squadra, molto solida - afferma il coach greco nella classica conferenza stampa del venerdì - È una Squadra con la S maiuscola, ben allenata e organizzata. Conosce perfettamente i propri punti di forza e le proprie debolezze e gioca di conseguenza, cercando di valorizzare i primi e nascondere le seconde. Da parte nostra, credo che non sarebbe corretto concentrarci soltanto su un giocatore come Tobey, che è certamente dominante e molto importante per loro. Dobbiamo prima di tutto pensare a noi stessi e assicurarci di fare bene le cose che dobbiamo fare, a partire dalla transizione difensiva fino al controllo del rimbalzo difensivo. Se riusciremo a esprimerci a un buon livello in questi due aspetti, credo che avremo ottime possibilità di controllare la partita e vincerla».

Sulla crescita della squadra

«Si tratta di un percorso a lungo termine, che non deve mai fermarsi né considerarsi concluso. Non dobbiamo mai sentirci appagati o soddisfatti. Anzi, abbiamo ancora molte ragioni per non esserlo. Penso che in questo momento siamo sulla strada giusta. Dobbiamo però assicurarci, ed è la cosa più importante per il successo e la crescita durante tutta la stagione, di rimanere sempre affamati, motivati e uniti, indipendentemente da quello che succederà. Non tutte le partite saranno belle o perfette. Ci aspettiamo di attraversare ancora momenti positivi e momenti difficili, ma finché manterremo questa fame, questa motivazione e questa unità, saremo sempre in grado di reagire e rialzarci».

Sulla crescita dell'identità difensiva

«Più lavoriamo e giochiamo insieme, più raccogliamo dati e analizziamo le immagini delle nostre partite, più tutto questo diventa utile per ciascuno di noi. Mi sembra che stiamo comprendendo sempre meglio ciò che vogliamo fare e il nostro sistema difensivo. Come sapete, per i nuovi arrivati è sempre difficile all’inizio. In generale, però, questa crescita non riguarda soltanto la difesa, ma anche l'attacco. Come gruppo vogliamo giocare insieme e cerchiamo di farlo partendo dalla difesa e dal rimbalzo difensivo, per poi sviluppare il nostro contropiede. Allo stesso modo, il modo in cui attacchiamo, evitando palle perse e mantenendo equilibrio offensivo, ci aiuta a essere più efficaci nella transizione difensiva e successivamente nella difesa schierata. Tutti questi aspetti sono collegati tra loro e abbiamo la sensazione di migliorare continuamente. Ma alla fine, e voglio insistere su questo concetto, ogni partita dimostra che molto spesso sono l'intensità, la voglia di vincere, il linguaggio del corpo e l'atteggiamento con cui si affronta il gioco a determinare il risultato finale».

Sulla fiducia che può dare l’ampia vittoria di Bamberg

«Mi auguro che quella vittoria ci dia ancora più fiducia. Ma credo molto nei miei giocatori e nella nostra capacità di seguire un principio che ripetiamo sempre: dobbiamo avere la memoria corta e voltare immediatamente pagina, perché le partite si susseguono senza sosta. Naturalmente mi piacerebbe, e credo che sarà così, che il successo di Bamberg ci abbia dato maggiore fiducia in noi stessi e in ciò che stiamo facendo. Ma dobbiamo stare attenti a non trasformare questa fiducia in rilassamento, nella sensazione che adesso vada tutto bene e che possiamo sentirci appagati. La fame deve rimanere sempre la stessa. Dobbiamo continuare ad avere voglia di dimostrare il nostro valore, ancora e ancora, partita dopo partita».

Su cosa migliorare rispetto alla vittoria di Bamberg in vista di Verona

«Certamente ci sono molte cose da migliorare, parlando strettamente di pallacanestro. E ce ne saranno sempre, perché nessuno può giocare una partita perfetta. Ci sono però due aspetti particolarmente importanti, anche in relazione alla sfida contro Verona. Il primo è la transizione difensiva: contro Bamberg i ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro, ma avremmo potuto evitare di concedere ancora qualche possesso agli avversari. Il secondo è il rimbalzo difensivo. Anche sotto questo aspetto siamo stati molto bravi, ma contro Verona dovremo esserlo ancora di più. Non perfetti, ma migliori, perché Verona è la prima squadra del campionato per rimbalzi offensivi. Direi che sono questi i due elementi sui quali dobbiamo concentrarci maggiormente».

Su Hunter Hale, protagonista a Bamberg, e sulla sua capacità di segnare tanti punti

«Sarebbe fantastico se riuscisse a segnare così tanto con continuità, così come sarebbe bellissimo avere sempre giocatori capaci di realizzare tanti punti. Ma, sinceramente, non è questo ciò che ci aspettiamo e non è il modo in cui vogliamo affrontare le partite. Non vogliamo essere una squadra che dipende dai punti di un solo giocatore. Naturalmente è una fortuna poter contare su elementi capaci di segnare molto, e noi ne abbiamo diversi. La cosa più importante, però, è il modo in cui arriviamo a segnare. Hunter sta giocando nella maniera giusta. I suoi compagni gli costruiscono molte opportunità di tiro e, ultimamente, anche lui sta creando occasioni per gli altri a un livello davvero molto alto. In generale, siamo un gruppo. Ognuno ha il proprio ruolo e dobbiamo assicurarci che ciascuno riesca a esprimersi al meglio all'interno di quel ruolo».

Sul futuro rientro di William McDowell-White e sul suo reinserimento nei meccanismi della squadra

«Sarà certamente una sfida, ma non possiamo dire che sarà difficile riaverlo con noi, considerando quanto sia stato difficile affrontare tutto questo periodo senza di lui e senza Amedeo. Avremo sicuramente bisogno di un po' di tempo. È normale che una squadra che ha trovato un certo ritmo debba adattarsi quando rientra un giocatore. Ma non credo affatto che oggi stiamo giocando una pallacanestro perfetta. Abbiamo trovato un nostro equilibrio, questo sì, ma il ritorno di William non significa che diventeremo peggiori. Forse avremo bisogno di tempo e magari attraverseremo nuovamente qualche alto e basso all'inizio, ma dobbiamo ragionare sul lungo periodo. William è un giocatore di grande qualità e sappiamo perfettamente perché lo abbiamo portato qui. Lo stesso discorso varrà per Amedeo quando sarà pronto a tornare. Siamo qui anche per affrontare e gestire situazioni di questo tipo».

F. Gan.


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