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Basso Varesotto | 28 ottobre 2026, 07:35

Busto co-capoluogo, è bagarre. Il Pd: «Mossa elettorale». La Lega: «Non credete nella città»

«Questo è il bene che il campo largo vuole a Busto», l’attacco del sindaco Antonelli ai dem, perplessi sulla proposta del centrodestra per la mancanza di un percorso partecipato con il territorio. Il Pd ha poi provato a sparigliare presentando un emendamento – affossato – per istituire una nuova provincia vera e propria. La mozione è stata votata anche dal vannacciano Massimo Rogora e da Giuseppina Lanza (Prl)

Busto co-capoluogo, è bagarre. Il Pd: «Mossa elettorale». La Lega: «Non credete nella città»

Quando stava per scoccare la mezzanotte, con una quindicina di consiglieri comunali prenotatisi per dire la propria sulla proposta per Busto Arsizio co-capoluogo con Varese, il Partito Democratico ha provato a sparigliare le carte, presentando un emendamento per valutare la possibilità di istituire una nuova provincia. Affossato. Per il sindaco Emanuele Antonelli «una presa in giro».
Così, al momento del voto, l’assise si spacca: a sostenere la mozione del centrodestra è l’intera maggioranza insieme a Futuro Nazionale e Popolo, Riforme e Libertà. Contrari i dem per i quali, senza un percorso partecipato con altre realtà del territorio, la proposta resta meramente «elettorale».
«Questo è il bene che il campo largo vuole a Busto», ha attaccato Antonelli. «Così dimostrate di non credere alla città», gli ha fatto eco il capogruppo della Lega Simone Orsi, ideatore del progetto insieme al segretario del partito Francesco Speroni.

I punti di vista 

Proprio Orsi ha aperto la discussione evidenziando i possibili vantaggi relativi a trasferimenti statali ai comuni, bandi riservati ai capoluoghi, la presenza dei militari nell’operazione Strade sicure solo nei capoluoghi di provincia. «Non stiamo chiedendo un favore – ha precisato il leghista –. Siamo la città più popolosa e la capitale economica del territorio. La città più attrattiva e che cresce di più». Si tratta quindi di «sugellare qualcosa che ci doveva essere riconosciuto da tempo».

Ma per il capogruppo del Pd Maurizio Maggioni, «se fuori da quest’aula non abbiamo uno straccio di consenso nel territorio circostante, non possiamo essere riconosciuti come capoluogo. Busto non può fare da sé», puntando solo sul numero di abitanti. Senza un accordo con Gallarate e Legnano, per Maggioni il risultato sarebbe quello di unirsi con motivazioni limitate a un «percorso che finora non ha portato risultati. Sanremo ci prova da 14 anni».

Paolo Pedotti (Pd), criticando l’anticipazione della mozione votata dalla maggioranza, ha evidenziato che, con la consiliatura e la legislatura in scadenza, la mossa del centrodestra è «simbolica». «Elettorale», dirà poi: «Non è questo il momento di votare una mozione preconfezionata», ha aggiunto, proponendo di dare vita a un percorso bipartisan più approfondito, coinvolgendo minoranze e cittadinanza.

La Lega alza la voce

«Scuole, trasporti, economia. Non è solo una questione di popolazione – la replica di Orsi al Pd –. Busto non deve dimostrare altro, siete voi a mettere i bastoni fra le ruote. Se parlate così dimostrate di non credere alla città». «Non volete il bene dei cittadini, perché non volete fornire loro dei servizi», gli ha fatto eco il leghista Vincenzo Marra.
Sempre dal fronte della Lega, per l’assessore Paola Reguzzoni «siamo la frontiera di un territorio che non vuole diventare satellite di Milano». Sotto diversi punti di vista, come i servizi offerti in ambito sociale, «siamo già co-capoluogo da anni. Questo è un minimo riconoscimento da parte delle istituzioni e del territorio».

E se il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Geminiani ha ricordato che «ci sono catene di negozi in franchising che vanno solo nei capoluoghi», la leghista Isabella Tovaglieri, respingendo il «pessimismo cosmico» del Pd, ha affermato che «Busto è grande di nome e di fatto», e ben venga «un riconoscimento formale. Se altri non ci riconoscono questo ruolo è un loro problema. Abbiamo anche la fortuna di avere una rappresentante a Roma (la deputata e assessore Manuela Maffioli, ndr)».

L’affondo del sindaco e la mossa del Pd

«Il fatto che voi non votiate la proposta è un grande spot – l’attacco al Pd del sindaco Antonelli –. Se mi indicate una sola cosa che potrebbe danneggiare la città, rinvio il punto. Do il titolo ai giornali: “Questo è il bene che il campo largo vuole a Busto Arsizio”». Ieri sera, tra l’altro, era presente tra il pubblico Sergio Crespi, proprio il candidato sindaco in pectore del campo largo del centrosinistra, ma a quel punto aveva già lasciato l’aula.

Pedotti ha quindi chiesto la sospensione dei lavori durante la quale i dem hanno formulato un emendamento che parlava di «istituzione di una nuova provincia nell’ambito della futura eventuale revisione» di questi enti.
Una provocazione? Per il sindaco una «presa in giro». Oltre ai proponenti, l’emendamento è stato votato anche dal vannacciano Massimo Rogora che, nonostante le forti critiche per le posizioni espresse dal Pd, in precedenza era intervenuto proprio auspicando l’istituzione di una vera e propria provincia Busto-Alto Milanese.
«Questo è il primo passo verso la nuova provincia, come spiegato tre mesi fa dal nostro vicesindaco Luca Folegani», aveva sottolineato Francesco Attolini (Fratelli d’Italia).
L’iter può partire: l’esito del voto è stato di 14 favorevoli e 7 contrari. Alla maggioranza si sono uniti Massimo Rogora e Giuseppina Lanza di Popolo, Riforme e Libertà.

Riccardo Canetta

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