Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dei consiglieri comunali della Lega Stefano Angei ed Emanuale Monti in merito alle case popolari di Lissago. Ecco la nota completa:
Le notizie emerse in queste ore sullo stabile comunale di Lissago, tra occupazioni abusive, degrado e residenti esasperati, rappresentano l'ennesima fotografia del fallimento dell'amministrazione Galimberti nella gestione del patrimonio abitativo pubblico cittadino. Secondo quanto riportato dagli organi di informazione, i cittadini denunciano da mesi una situazione fatta di paura, minacce, schiamazzi e condizioni di profondo degrado all'interno di un immobile di proprietà comunale.
Per questo i consiglieri comunali Stefano Angei ed Emanuele Monti annunciano la richiesta di convocazione di una Commissione consiliare dedicata, affinché l'amministrazione riferisca in maniera puntuale sullo stato degli immobili comunali, sulle occupazioni abusive e sulle iniziative adottate per garantire sicurezza e decoro.
«Quello che sta emergendo a Lissago non è un episodio isolato, ma il risultato di anni di gestione superficiale e priva di visione del patrimonio immobiliare comunale» dichiara Stefano Angei. «Il Comune di Varese possiede un patrimonio che dovrebbe rappresentare una risorsa per la città e per le famiglie che hanno bisogno di una casa. Invece assistiamo a immobili lasciati degradare, appartamenti che restano inutilizzati o privi di adeguato controllo e situazioni che finiscono inevitabilmente per favorire occupazioni abusive e tensioni sociali. È un impoverimento progressivo del patrimonio pubblico, sia dal punto di vista economico sia da quello sociale».
«L'amministrazione ha sostanzialmente fallito sul tema delle case popolari. Da anni racconta una realtà che non trova riscontro nei quartieri e negli stabili comunali. Le graduatorie continuano a registrare richieste di famiglie che attendono risposte, mentre il patrimonio esistente viene gestito senza la necessaria capacità di programmazione e valorizzazione. Oggi il caso di Lissago esplode sulle cronache, ma il problema nasce da lontano e chi governa la città non può fingere di sorprendersi».
Sul versante della sicurezza interviene Emanuele Monti.
«Le testimonianze raccolte e riportate dagli organi di stampa sono gravissime e meritano una risposta immediata. Quando dei cittadini arrivano a dichiarare di avere paura di rientrare a casa la sera, significa che qualcosa si è rotto nel rapporto fra istituzioni e territorio. Nessuno dovrebbe essere costretto a convivere con occupazioni abusive, minacce, degrado e situazioni di illegalità sotto casa propria».
«La sicurezza non è uno slogan elettorale da utilizzare a convenienza, ma un diritto che deve essere garantito quotidianamente. Per questo chiediamo che il Comune chiarisca quali controlli siano stati effettuati, quali interventi siano stati messi in campo e quali azioni intenda assumere per restituire serenità ai residenti. Chi vive a Lissago ha il diritto di ottenere risposte concrete e non l'ennesimo silenzio istituzionale».
«La Commissione che chiediamo» concludono Angei e Monti «dovrà essere l'occasione per accendere finalmente i riflettori su una gestione inefficace del patrimonio abitativo comunale e sulle sue conseguenze. Perché quando una casa popolare viene lasciata al degrado, il danno non riguarda soltanto un immobile: riguarda la sicurezza di un quartiere, la dignità delle famiglie in attesa di un alloggio e il rispetto dovuto ai cittadini che pagano le tasse e chiedono semplicemente che il patrimonio pubblico venga amministrato con serietà, responsabilità e buon senso».














