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Territorio | 27 settembre 2026, 10:53

Aspettando l’ospedale nuovo e i 600 anni di Beata Giuliana, Alfredo Castiglioni lascia un'importante eredità

Una targa ricorda l’architetto che ha contribuito a preservare la storia e l’identità di Busto Arsizio. Dalla Cascina dei Poveri all’Oratorio di San Bernardino, il suo lavoro ha restituito vita a luoghi simbolo della città. L’Associazione Riabitare raccoglie oggi questa eredità e continua a custodirla attraverso il lavoro dei suoi volontari

Ieri, sabato 26 settembre, a Beata Giuliana, una targa ha ricordato Alfredo Castiglioni, l’architetto che con il suo lavoro ha contribuito a preservare la storia e l’identità di Busto Arsizio. La cerimonia ha riunito numerose persone nel segno della memoria e della gratitudine, riconoscendo il valore di una figura che ha lasciato un’impronta profonda nella storia architettonica e culturale della città. La targa non celebra soltanto l’uomo e il professionista, ma anche i tanti luoghi sui quali Castiglioni ha lavorato con competenza, sensibilità e attenzione alla storia. Restaurazioni, progettazioni e ricostruzioni filologiche hanno restituito identità a edifici cittadini ed extra moenia, trasformando la sua professione in un modo concreto di prendersi cura del territorio. Ad accogliere i presenti è stato Tito Olivato, presidente dell’Associazione Riabitare, che ha ricordato l’amico architetto sottolineandone la «generosità, la semplicità e l’alta competenza». Qualità che, insieme alla sua passione, hanno fatto di Castiglioni una presenza significativa nella vita della città.

Le idee che restano

Nel corso della mattinata è intervenuto il vicesindaco Luca Folegani, che ha posto l’accento sulla capacità di Castiglioni di progettare guardando contemporaneamente all’ambiente e alla storia. «Le persone passano, ma le idee restano»: questo il concetto esposto da Folegani per descrivere una figura che ha fatto delle idee uno degli elementi distintivi del proprio impegno professionale. Un’eredità che continua dunque a vivere negli edifici recuperati e nei luoghi che ancora oggi fanno parte del patrimonio della città. Anche l’assessore alla cultura Manuela Maffioli ha richiamato il tema dell’identità: quella di un popolo, di una comunità e di un quartiere, che passa anche attraverso la salvaguardia dell’ambiente e dei luoghi. Un compito che oggi l’Associazione Riabitare presidia quotidianamente, mantenendo vivi spazi e memoria. E proprio in questo lavoro, ha sottolineato Maffioli, resta vivo anche il ricordo di Castiglioni, attraverso un’operosità sempre accompagnata da una competenza di alto profilo.

La Cascina dei Poveri e San Bernardino

Particolarmente significativo l’intervento dell’assessore all’Istruzione Chiara Colombo, che ha ricordato l’emozione suscitata da due luoghi profondamente legati alla storia del quartiere: la Cascina dei Poveri e l’Oratorio di San Bernardino. Quest’ultimo, in particolare, è tornato a vivere grazie a un’attenta e puntuale ricostruzione, nella quale il lavoro di Castiglioni ha avuto un ruolo fondamentale. Un edificio che non è soltanto una testimonianza architettonica, ma un pezzo di storia restituito alla comunità. Ed è proprio nei luoghi che tornano a essere vissuti che l’eredità dell’architetto sembra trovare la sua espressione più concreta.

«Una pietra viva» per la comunità

Prima della benedizione della targa, don Gigi, parroco di Beata Giuliana, ha affidato alla metafora della «pietra viva» il ricordo di Castiglioni. Un richiamo alla pietra scartata dai costruttori che diventa testata d’angolo e acquista così un valore nuovo. Nei Vangeli la pietra assume un significato profondo e, nella riflessione del sacerdote, anche Castiglioni può essere ricordato come una pietra viva della città: una presenza che, attraverso il proprio lavoro, ha saputo inserirsi in molti contesti e lasciare un segno. Ma quando si mette mano a una chiesa, ha sottolineato don Gigi, qualcosa in più rimane nel cuore. E San Bernardino rappresenta forse proprio questo: non soltanto un intervento architettonico, ma un luogo nel quale memoria, fede, storia e comunità continuano a incontrarsi.

Un giardino restituito alla città

La mattinata è proseguita con lo svelamento della targa dedicata ad Alfredo Castiglioni. A seguire, un momento conviviale nel giardino antistante la chiesetta, molto apprezzato dai presenti. Anche quel giardino racconta una storia di impegno e volontariato. È infatti uno dei luoghi che le volontarie e i volontari dell’Associazione Riabitare hanno reso nuovamente fruibile dopo tre anni di lavoro. Un altro spazio restituito agli abitanti del quartiere e a tutti i cittadini di Busto Arsizio. Un lavoro che guarda al futuro, ma affonda le proprie radici nella memoria. E che sembra raccogliere idealmente la volontà di Castiglioni: quella di una città nella quale il cittadino possa riconoscersi «a partire dai colori di un paesaggio, dalle costruzioni e dalla gente».

Una eredità che continua

In attesa delle nuove trasformazioni che interesseranno Busto Arsizio, tra il futuro ospedale e le celebrazioni per i 600 anni di Beata Giuliana, la comunità continua dunque a interrogarsi sul valore dei propri luoghi e della propria storia. La targa dedicata ad Alfredo Castiglioni non è soltanto un segno della memoria. È il riconoscimento di un lavoro che continua a parlare attraverso le pietre, gli edifici, i paesaggi e gli spazi riconsegnati alla città. E oggi quella eredità trova nell’Associazione Riabitare un luogo dove essere custodita, ma soprattutto continuata.

Laura Vignati

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