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Politica | 30 giugno 2026, 19:23

Cultura, approvato in Regione il Programma triennale. Caruso: «Leva strategica per la Lombardia»

Via libera al Pirellone. L’assessore gallaratese: «Una regione diventa davvero una comunità quando cresce la sua cultura». Nel documento «più risorse per giovani, spettacolo e recupero dei luoghi. Rafforziamo la lettura e nasce la Music Commission»

L’intervento al Pirellone dell’assessore Caruso. Sotto, con il relatore Invernici

L’intervento al Pirellone dell’assessore Caruso. Sotto, con il relatore Invernici

«Se c’è un risultato di cui andiamo orgogliosi, è aver contribuito a cambiare la percezione della Cultura. Non più costo, non più un elemento accessorio. Ma una leva strategica per la Lombardia. Perché una regione cresce quando cresce la sua economia. Ma diventa davvero una comunità quando cresce la sua cultura. Ed è questa la Lombardia che vogliamo continuare a costruire».
Sono le parole dell’assessore regionale Francesca Caruso, intervenuta oggi, 30 giugno, a Palazzo Pirelli, illustrando il Programma triennale per la cultura 2026 -2028.
Il documento è stato approvato dal Consiglio regionale con 37 voti favorevoli, quattro contrari e dodici astenuti.

I numeri

Il provvedimento che ha ottenuto il via libera in assise definisce gli indirizzi strategici delle politiche culturali lombarde. Secondo il documento, il sistema culturale regionale genera oltre 33 miliardi di euro di valore aggiunto e occupa 378.286 addetti. La Lombardia è inoltre la prima regione italiana per partecipazione al cinema e allo spettacolo, con 14,7 milioni di spettatori cinematografici, quasi 500.000 film proiettati, 1.744 imprese dell'audiovisivo e oltre 16.000 addetti. La rete museale regionale ha superato i 10 milioni di visitatori, mentre il sistema bibliotecario conta quasi 1.400 istituti censiti dalla Regione, oltre 1.300 biblioteche comunali e pubbliche organizzate in più di 40 sistemi bibliotecari.

Il piano

Regione Lombardia punta a rendere musei, biblioteche, archivi e luoghi della cultura sempre più aperti, partecipati e accessibili, non soltanto come spazi espositivi, ma come presìdi educativi, sociali e di comunità. Parallelamente continuerà il sostegno a mostre, festival, spettacoli ed eventi itineranti per portare la cultura anche nelle aree interne, nei piccoli comuni e nelle periferie, riducendo gli squilibri nell'offerta culturale.

Tra le priorità figurano le nuove generazioni, con iniziative dedicate ai giovani talenti, il loro coinvolgimento nella vita culturale e investimenti sulla fascia 0-6 anni attraverso la promozione della lettura precoce, la fruizione museale e le arti performative. A questo si affianca il Patto per la Lettura, sottoscritto di recente, che mette in rete biblioteche, scuole, università, librerie, editori, ospedali, istituti penitenziari, fondazioni e altri soggetti pubblici e privati per rafforzare la diffusione della lettura in tutta la Lombardia.

Viene inoltre rafforzato il filone "Cultura che cura", mentre sul fronte delle attività culturali vengono confermati gli interventi a sostegno dello spettacolo dal vivo, dei festival, delle attività espositive, del cinema e dell'audiovisivo. Prosegue inoltre la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale della Lombardia e, tra gli interventi più rilevanti, rientra il programma da 18 milioni di euro dedicato ai Progetti Culturali Integrati, che consentirà di recuperare immobili pubblici da destinare a nuove funzioni culturali attraverso partenariati tra enti pubblici e soggetti privati. L'obiettivo è favorire la nascita di Distretti della Cultura, nei quali beni culturali, imprese, associazioni ed enti locali diventino motori di sviluppo economico e sociale, promuovendo la rigenerazione dei territori attraverso la cultura.

«Cultura sempre più accessibile e presente»

«Sono felice che l'Aula abbia apprezzato questo Piano in maniera trasversale – è il commento dell’assessore Caruso –. Vogliamo rendere la cultura sempre più accessibile e presente in tutta la Lombardia. Investiamo sulle nuove generazioni, ampliamo l'offerta culturale anche nei territori meno serviti e rafforziamo un sistema che genera sviluppo, occupazione e coesione sociale. L'obiettivo è fare in modo che ogni cittadino possa trovare nella cultura un'opportunità di crescita, indipendentemente dal luogo in cui vive».

L’esponente gallaratese della giunta Fontana indica, tra le novità più significative, «i Progetti Culturali Integrati, ai quali destiniamo 18 milioni di euro per recuperare immobili pubblici e restituirli alle comunità con nuove funzioni culturali. Introduciamo inoltre la Music Commission lombarda e continuiamo a investire nell'innovazione, nell'audiovisivo e nelle imprese culturali e creative. Vogliamo lasciare luoghi, reti e opportunità capaci di produrre valore anche negli anni a venire con un Piano che guarda al futuro».

 Il dibattito

Dopo la presentazione del relatore Diego Invernici di Fratelli d’Italia, ha preso la parola Paola Bocci (Partito Democratico), che ha riconosciuto all’assessore Caruso di aver «incrementato in risorse e pensiero l’operato di questa giunta per la cultura». Ma «la giunta regionale nel suo complesso lascia ben poche risorse a questo comparto», ha aggiunto, paragonando gli investimenti lombardi e italiani nella cultura a quelli più elevati degli altri paesi europei. E delle altre regioni: «Il Veneto investe quanto noi, con la metà delle risorse e della popolazione».

Diversa l’opinione di Paola Bulbarelli (Fratelli d’Italia): «Questo atto è una dichiarazione di visione. La cultura è un’infrastruttura civile della Lombardia», che «tiene insieme identità, coesione sociale e sviluppo. Il lavoro dell’assessore Caruso ha segnato un cambiamento che non si misura solo nella dimensione delle risorse, pur importanti, ma nella direzione impressa». La consigliera di maggioranza ha evidenziato in particolare «la capacità di tenere insieme grandi eventi e cultura diffusa nei territori, e l’idea che la cultura debba essere accessibile, radicata e proiettata nel futuro». La collega di FdI ha posto l’accento sulla volontà di «coniugare tradizione e innovazione, facendo della cultura uno strumento di sviluppo inclusivo». 
«Un programma concreto che riuscirà a dare una marcia in più a quanto già fatto sinora», la sintesi del capogruppo meloniano Christian Garavaglia.

Per Andrea Sala (Lega), «la cultura non è una voce di spesa, ma deve essere un investimento. Il documento vuole rendere i luoghi della cultura più partecipati e uno strumento di prevenzione e benessere».
Critica invece Paola Pizzighini (Movimento 5 Stelle), che ha parlato di un «manifesto privo di coperture certe». «Un enorme castello di carta approvato a costo zero – ha detto –. Pagine di elenchi e buone intenzioni, ma l’efficacia reale è demandata ad altri documenti. Ci chiedete di firmare una cambiale in bianco, lasciando l’intero portafoglio della cultura nelle mani della giunta».

Voto favorevole di Forza Italia, ma Sergio Gaddi ha invitato tutti a sforzarsi di dare alla cultura una «considerazione in termini concreti e non solo ideali». Ricordando come «all’inizio di questa legislatura sembrava non ci dovesse nemmeno essere una delega alla cultura». Un assessorato che, invece, «deve essere sostenuto in termini di risorse e consapevolezza».
Bocciato l’ordine del giorno presentato da consigliere varesino del Pd Samuele Astuti «per rendere applicabile questo programma, che ha bisogno di una integrazione forte con enti locali e terzo settore».

Riccardo Canetta


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