/ Cultura

Cultura | 19 giugno 2026, 14:51

Inaugurata a Villa Mirabello la mostra “1946 Le donne italiane conquistano il diritto di voto”

In 20 pannelli essa descrive il percorso il faticoso percorso femminile verso la piena cittadinanza. La rassegna è realizzata in collaborazione con Anpi Varese e riprende un lavoro svolto nel Laboratorio di Storia del Liceo classico «E. Cairoli» di Varese nell'anno scolastico 2015-2016

Ai Musei civici Villa Mirabello, nella sala del Lucernario, è stata inaugurata la mostra “1946 Le donne italiane conquistano il diritto di voto”.

La mostra in 20 pannelli descrive il percorso il faticoso percorso che porterà ad affermare per le donne la piena cittadinanza, quando ottant'anni fa, nella primavera del 1946, in un Paese che aveva attraversato vent'anni di dittatura e che era stato devastato dalla guerra, le donne italiane esercitarono per la prima volta nella nostra storia il diritto di voto, un momento decisivo di affermazione di valori e principi che diventeranno parte integrante della Costituzione nata dalla Resistenza.

La mostra, realizzata in collaborazione con Anpi Varese, riprende un lavoro svolto nel Laboratorio di Storia del Liceo classico «E. Cairoli» di Varese nell'anno scolastico 2015-2016.

La mostra in sintesi

00 - La conquista del voto. Ottant'anni fa, nella primavera del 1946, in un Paese che aveva attraversato vent'anni di dittatura e che era stato devastato dalla guerra, le donne italiane esercitarono per la prima volta nella nostra storia il diritto di voto.

01 - una battaglia che affonda le radici nei secoli. L'esempio di OLYMPE DE GOUGES (1748-
1793), scrittrice francese, autrice di opere drammatiche e di romanzi. Il suo nome resta legato alla DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA... ghigliottinata !

02 - Le DONNE LOMBARDE e la petizione al primo Parlamento dell'Unità d'Italia per parificare le donne del regno ai diritti che le donne lombarde avevano acquisito con il codice
austriaco

03 - Anche con la "sinistra storica" al governo (Depretis) la situazione non cambia. Alla fine di dicembre del 1880, Zanardelli relatore della legge elettorale, spiegò le ragioni per le quali NON si riteneva opportuno concedere il voto anche alle donne: "L'uomo e la donna NON sono chiamati allo stesso officio sociale, agli stessi diritti e doveri, agli stessi lavori, alle stesse cure e fatiche. |…]

04 - Ancora all'inizio del *900 sulle questioni di carattere economico e sociale, le donne non avevano in Italia autonomia giuridica e dovevano ricorrere all'autorizzazione maritale.
L'UNIONE FEMMINILE LOMBARDA E L'APPELLO DEL 1901: "... Noi, soltanto noi dobbiamo essere le fautrici della nostra libertà. [...] Come la grande massa dei lavoratori oggi soltanto comincia ad essere veramente forte e si avvia alla vittoria sicura perché non fa assegnamento che sulle proprie forze organizzate, così la donna si convinca che lei sola deve lottare per raggiungere la propria emancipazione. E il mezzo fondamentale è il diritto al voto amministrativo e politico.

05 - MARIA MONTESSORI: "Donne tutte: sorgete! Il vostro primo dovere in questo momento
sociale è di chiedere il voto politico."

06 - IL FASCISMO E LE DONNE "ruolo di madre e sposa esemplare" Mussolini: "Come donne italiane e fasciste voi avete dei particolari doveri da compiere: voi dovete essere le custodi dei focolari; voi dovete dare, con la vostra vigilante attenzione, col vostro indefettibile amore, la prima impronta alla prole, che noi desideriamo numerosa e gagliarda. Le generazioni dei soldati, dei pionieri, necessarie per difendere l'impero, saranno quali voi le farete"*

07 - Ancor prima della fine della guerra, ALCUNE ASSOCIAZIONI FEMMINILI (l'Unione donne italiane, l'Alleanza femminile pro suffragio, la Federazione italiana laureate e diplomate istituti superiori) si mobilitarono, facendo pressioni sul capo del governo del Regno d'Italia, Ivanoe Bonomi, e sui Comitato di liberazione nazionale, affinché fosse riconosciuto alle donne il diritto di voto e il diritto di essere elette. Il 1º febbraio 1945, con il decreto luogotenenziale n. 23, fu esteso alle donne il diritto di voto (la possibilità che le donne potessero essere elette fu introdotta con il decreto n. 74 del 10 marzo 1946). ....la contrarietà del CORRIERE DELLA SERA: "Non neghiamo, dunque, che ci siano state e ci siano nobili avanguardie, ma nessuno potrà afjermare onestamente che la massa delle donne, operaie e borghesi, sappia che cosa è il voto e. che cosa significa e debba significare il suo esercizio."

08 - L'UNITA', quotidiano del Partito comunista italiano, annuncia l'avvio della prima CONFERENZA DELLE DONNE COMUNISTE, che si svolse a Roma poco dopo la fine della guerra, dal 2 al 4 giugno 1945. Nell'articolo si ricorda l'impegno delle donne nella lotta di liberazione e sono evocate alcune di quelle che vengono definite «banalità reazionarie» relative ad una presunta «immaturità politica» della componente femminile della società italiana.

09 - LA STAMPA di Torino - Il giornalista e scrittore Tullio Giordana (1877-1950), in un articolo pubblicato in prima pagina commenta positivamente la conquista del voto da parte delle donne.
Tuttavia non sfugge a qualche luogo comune tipicamente maschilista («La donna è del parere dell'uomo che ama»). Anche questo articolo, come molte voci in quello stesso periodo, testimonia la preoccupazione diffusa per «l'incognita» rappresentata dal voto dell'elettorato femminile: le elezioni amministrative (le prime alle quali avrebbero partecipato anche le donne) si sarebbero svolte tra il 10 marzo e il 7 aprile del 1946. Circa 2.000 donne sarebbero state elette nei nuovi Consigli comunali.

10 - CORRIERE PREALPINO articolo di una anomina lettrice "In quest'ora così densa di avvenimenti la donna deve sapere prendere una posizione con molta serenità e serietà. Non possiamo estraniarci dalla vita sociale, chiudendoci nel nostro io, che è quasi sempre un io molto egoistico, né tantomeno possiamo farci trascinare dalla prima idea che sentiamo e che ci pare proprio quella adatta ai nostri principi."

II - CORRIERE PREALPINO si allinea al Corriere suggerendo di «revocare» la legge cha ha concesso il diritto di voto alle donne o almeno di «prorogarne» l'entrata in vigore... "Stabilito che le donne, nella grande maggioranza, non hanno chiesto di prendere parte alle elezioni, stabilito che non sono ritenute adeguatamente preparate al compito politico che si vuol loro assegnare…

12 - CORRIERE DELLA SERA (...dopo il voto): L'osservazione diretta e le notizie sulle cinque domeniche elettorali crearono perciò stupori comprensibili, ma sfatarono leggende assurde e dimostrarono nelle donne una innegabile maturità politica. In tutta Italia, nei comuni più piccoli come nei maggiori, in tutte le regioni, sia in quelle ritenute più strettamente conservatrici, sia in quelle più progressiste, il concorso delle donne alle urne fu enorme, tale da superare in molti centri l'affluenza maschile. […]

13 - COME SI VOTA facsimile di scheda con istruzioni …

14 - ANNA GAROFALO scrittrice e giornalista " Lunghissima attesa davanti ai seggi elettorali.
Sembra di essere tornate alle code per l'acqua, per i generi razionati. Abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d'esame, ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d'amore."

15 - ALBA DE CESPEDES Antifascista, conobbe il carcere e nel 1943. Via radio da Bari con lo pseudonimo di Clorinda fu la voce della Resistenza con la rubrica «L'ITALIA COMBATTE».
"Ma con quel segno in croce sulla scheda mi pareva di aver disegnato uno di quei fregi che sostituiscono la parola fine. Uscii, poi, liberata e giovane, come quando ci si sente i capelli ben
ravviati sulla fronte.

16 - LUCIA LOPRESTI critica d'arte "Era un giorno bellissimo, si votava in vista di un giardino dove i bambini giocavano fra i grandi che, calmi e sorridenti, aspettavano, senza impazienza, di entrare. Una riunione civilissima; e gli elettori eran tutti di campagna, mezzadri e manovali.
Quando i presentimenti neri mi opprimono, penso a quel giorno, e spero."

17 - MARIA BELLONCI Appassionata indagatrice del Rinascimento italiano: "Mi parve di essere solo in quel momento immessa in una corrente limpida di verità; e il gesto che stavo per fare, e che avrebbe avuto una conseguenza diretta mi sgomentava. Fu un momento di smarrimento: lo risolsi accettandolo, riconoscendolo, e la mia idea ritornò mia, come rassicurandomi."

18 - ALBERTO SAVINIO (Atene, 1891-Roma, 1952), pseudonimo di Andrea De Chirico, scrittore, pittore e musicista. Ritiene che il progresso delle donne nella vita sociale e politica d'Italia sia necessario e indispensabile per un rinnovamento profondo del Paese. "...ma la testa della donna ha questo di meglio che è sgombra — e invano i maligni direbbero a questo punto che è vuota ; e più leggera dunque, più aperta agli esercizi nuovi. Mentre la testa di molti uomini è ormai ingrommata di sedimenti, è ingombra di cognizioni calcificate, è appesantita da un'antichissima tradizione di idee sbagliate, di superstizioni, di stupidità. Non è forse una ragione sufficiente? Fate largo, e avanzino le donne."

19, CLARA GRIFONI, giornalista. Prende le mosse dai comuni pregiudizi maschili sulle donne, per rivendicare al genere femminile un ruolo fondamentale nella ricostruzione politica del Paese:
"le femministe d'oggi non vogliono mettersi i pantaloni: sono donne al cento per cento, spose e madri, talvolta giovani e persino carine. Frequentano le facoltà, partecipano ai comizi, vanno in fabbrica, dirigono industrie, realizzano scoperte scientifiche. E il miracolo è che restano donne.»

C.S.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore