«Facciamo le cose difficili perché per quelle facili ci sono già gli altri»: per fare le cose "difficili" di cui parla il patron Lino Di Caro servono pazienza, fiuto, coraggio e tenacia, oltreché valori e persone di valore. Nel campo della Varesina e del calcio, soprattutto in Italia, le cose difficili sono molto semplici e si chiamano fiducia nei giovani perché, come aggiunge Matteo Di caro, «un ragazzo alla fine ha la stessa possibilità di sbagliare di un veterano». Ma, da quell'errore, può crescere e diventare più forte, sul campo di calcio e su quello della vita.
Già, il coraggio. È stata la parola ricorrente nella bellissima serata organizzata dalla Varesina alla Elmec e condotta da Paolo Zerbi per fare gruppo con gli sponsor e con i partner anche istituzionali del territorio, condividendo i valori di chi crede di poter fare calcio solo in un certo modo. Un modo che comprende, come ha spiegato Max Di Caro, direttore generale della società, parole come strutture, giovani, idee, scuole, sociale, perseveranza e visione. Cioè come una "mosca bianca", anzi rossoblù, nel panorama del nostro calcio.
«Abbiamo fatto esordire tanti ragazzi del vivaio in prima squadra: il penultimo è il difensore Alessandro Tassani, classe 2009, che ha fatto la prima partita tra i grandi a 16 anni, e l'ultimo è Filippo Martinoia, classe 2008, che ha appena raccolto la terza presenza in Serie D dopo 6 anni di settore giovanile - dice Massimiliano - Quattro dei nostri giovani andranno a squadre di serie A, due dei nostri giocatori di un anno fa sono protagonisti in C (Sali, 9 gol all'Albinoleffe dopo 11 anni di settore giovanile alla Varesina, e Marco Bertoli, 10 reti all'Ospitaletto) e hanno addosso gli occhi della serie B. Siamo una goccia nel mare, ma crediamo nei giovani».
«Qui puoi portare le tue idee e anche sbagliare, come è successo anche a me - aggiunge il direttore generale rossoblù - ma alla lunga vincono l'attaccamento, la passione, l'attesa, il divertimento, l'umiltà e il lavoro. E agli 88 sponsor del progetto Varesina proponiamo questa ricetta nata da una visione di papà Lino: di tutto quello che è stato fatto, lui rappresenta il "tutto"».
Andrea Millefanti, direttore generale del settore giovanile, aggiunge altro valore ai numeri del sistema rossoblù: «Abbiamo 620 tesserati con la sezione femminile e il nostro obiettivo principale è il senso di responsabilità nei confronti di chi, inseguendo il proprio sogno, alla fine non ce la farà. Cioè di tutti quei ragazzi e quelle ragazze che, finito il percorso nella Varesina, dovranno aver conosciuto le proprie emozioni e aver imparato a imparare». Anche nella vita, grazie a un programma di tutela dei minori e a codici di comportamento dedicati anche agli staff, o ai progetti che coinvolgono le scuole e al progetto Academy che coinvolge 10 società del territorio. «I ragazzi ci affidano il loro sogno - chiude Millefanti - e noi ne siamo responsabili ogni giorno in tutto ciò che facciamo».
Un sogno che ha coinvolto aziende e imprenditori che vivono il loro impegno per il club dei Di Caro al di là di una semplice sponsorizzazione o un marchio negli stadi, come Intred, leader nel campo della connessione ad alta velocità attraverso la fibra ottica in Lombardia, ed Elmec Solar, azienda all'avanguardia nelle energie rinnovabili e nella progettazione e installazione di impianti solari fotovoltaici: «Noi siamo qui perché è bello esserci - le parole di due dei principali sostenitori del progetto Varesina - e perché siamo in mezzo a belle persone che credono nel futuro».





















