L’eterna riconoscenza verso il padre dello sport varesino rivivrà di nuova luce grazie all’abnegazione del Panathlon Varese.
In via Vellone, strada che tra Masnago e Avigno lambisce lo stadio Franco Ossola e sta a un tiro di schioppo anche dal palazzetto, giace presso un piccolo giardino pubblico incastonato tra le case popolari una targa in memoria di Giovanni Borghi, colui che in città ha “inventato” lo sport di alto livello, rendendo leggendaria la Pallacanestro Varese e portando il Varese calcio a vertici mai più toccati in seguito (2 volte ottavo in Serie A).
La placca, che porta la “firma” del “Club Avigno” fu posta dov’è tuttora il 30 ottobre 1977, per iniziativa non solo di alcuni tifosi, ma anche di personaggi legati alle due squadre biancorosse, tra dirigenti e giocatori (c’è chi ricorda distintamente, lato Varese, di un giovanissimo Beppe Marotta e di Peo Maroso). Fu un modo per imprimere “su pietra” un ringraziamento senza tempo nei confronti del Cumenda, mancato due anni prima, nel settembre 1975.
Il cimelio, dopo quasi 50 anni, sta ovviamente risentendo dei segni del tempo ed è qui che arriverà l’opera meritoria del Panathlon: il club oggi guidato dal giornalista Luca Broggini sta trovando un accordo con il Comune di Varese per ridare decoro a proprie spese alla targa e per abbellire e valorizzare il giardinetto che la ospita: «Vogliamo ricordare il passato per alimentare la speranza del futuro - spiega Riccardo Aceti, uno dei soci - Parteciperemo sotto forma di "Proposta di collaborazione per interventi di cura e rigenerazione di beni comuni urbani”».
L’iniziativa, oltretutto, ha una scadenza temporale perfetta: nel 2026 cade il mezzo secolo dall’ultima vittoria della Pallacanestro Varese in Coppa dei Campioni (1976) e i 70 anni dalla fondazione della Ignis sportiva (1956).

















