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Hockey | 10 febbraio 2026, 19:09

Addio a Bill Purcell, il primo Mastino che sconfisse il Bolzano. Una stella giallonera a forma di scudetto brilla nel cielo

Se ne è andato il leggendario condottiero del primo tricolore dell'hockey varesino: arrivò in corsa e le vinse tutte, portando in Lombardia il titolo dopo 27 anni di dominio altoatesino-veneto e facendo cadere i bolzanini nella cattedrale del Palafiera. Ci fece innamorare dell'hockey, e della forza dei suoi condottieri. Il ricordo e l'omaggio di chi c'era come Gigi Ruberti: «O le vince tutte, o le vince tutte. La festa alla Bella Napoli alle 6 del mattino, fu il finimondo»

Bill Purcell, allenatore del primo eroico scudetto dell'hockey nel 1987 nelle foto di Gigi Ruberti

Bill Purcell, allenatore del primo eroico scudetto dell'hockey nel 1987 nelle foto di Gigi Ruberti

Erano piombati nella nostra stanza mentre saltavamo e piangevamo felici sul letto dopo avere alzato al massimo il volume di Radio Varese, pensando che fossimo impazziti, con la voce di Matteo Regano che si confondeva, nella realtà più bella di un sogno, a quella di Nando Martellini: «Campione d'Italia! Il Varese è campione d'Italia per la prima volta nella storia dell'hockey e strappa lo scudetto nella bocca del leone dopo 27 anni di dominio altoatesino-veneto». 

Avevamo 14 anni e avevamo appena ascoltato la radiocronaca di Bolzano-Varese, La Partita del primo tricolore, un tricolore portato a casa come il Mundial di calcio dell'82, contro tutti e contro tutto, e per noi fu il battesimo della bellezza e della crudeltà dell'hockey. Nulla sarebbe più stato come prima. Sulla panchina giallonera c'era Bill Purcell, l'allenatore arrivato dallo spazio prima della fase decisiva, il nostro Superman: «O le vince tutte, o le vince tutte» ci dice oggi Gigi Ruberti, pura Gioventù Giallonera insieme a Sergio Visentin. Le vinse tutte, facendo saltare per aria il nemico dei nemici e la dittatura del Bolzano. A casa loro, nel vecchio Palafiera, un mausoleo onusto dove tutto profumava di storia dell'hockey. Il Louvre italiano di questa disciplina.

«La svolta all'improvviso, il filotto di partite vinte, la finale interrotta, Jim Corsi che irride un giovane Niki Scudier, il finimondo, io e il Vise con sulla nostra "127", la Bella Napoli piena alla festa delle 6 di mattina. La Gioventù Giallonera e le Mele Marce. Bolzano-Varese e Bill Purcell sono i due comandamenti dell'hockey varesino»: sempre Gigi, sempre oggi quando ha dato a tutti l'annuncio dell'addio a Bill, che aveva 91 anni ed era nato  a Charlottetown, Canada. 

Bill Purcell per noi è stato l'albore di un amore. Con quel nome gonfio da predestinato, quel tocco magico, quell'arrivo fulminante capace di radere al suolo una cattedrale inviolabile, quella capacità di Leonida giallonero con i trecento (anzi, duecentonovantanove più Jim Corsi), Bill Purcell è stato, è e sarà per sempre il padre dei Mastini che sconfissero per la prima volta il Bolzano. E guardando lassù, per noi, sarà sempre una stella giallonera a forma di scudetto

Andrea Confalonieri


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