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Territorio | 23 gennaio 2026, 16:48

Due campioni di Brenta incontrano gli alunni delle elementari del paese: «Orgogliosi di loro»

Silvio Siviero capitano della squadra medaglia d'argento alle Olimpiadi di Tokyo nella pallavolo sordi e Martina Bovenga terza ai Mondiali di danza aerea, accompagnati dal sindaco Gianpietro Ballardin si sono confrontati con i bambini nella scuola che loro stessi hanno frequentato da piccoli

Due campioni di Brenta incontrano gli alunni delle elementari del paese: «Orgogliosi di loro»

Due campioni dello sport, nati e cresciuti a Brenta, in visita alla scuola elementare del paese della Valcuvia, la stessa da loro frequentata da piccoli. Un incontro significativo con i bambini di oggi, accompagnati dal sindaco Gianpietro Ballardin.

E' lo stesso primo cittadino a raccontare una mattinata particolare con le parole che ha rivolto agli alunni

Oggi abbiamo deciso di parlare di sport a voi ragazzi/e portando alla vostra presenza due esempi di successo, Silvio Siviero quale capitano della squadra che ha vinto la medaglia d’argento nella competizione olimpionica di pallavolo di Tokio riservata agli atleti con problematiche uditive, e Martina Bovenga che è arrivata terza ai campionati mondiali di danza aerea, che si sono svolti a novembre dello scorso anno a Bologna.

Abbiamo voluto la loro presenza non solo perché hanno frequentato quando erano più piccoli la scuola elementare di Brenta, e di questo tutti noi con le loro insegnanti ne siamo molto orgogliosi, ma soprattutto perché riportano al nostro insegnamento valori come disciplina, lealtà, rispetto delle regole e spirito di squadra, che oltre a migliorare la condizione di autostima e la gestione delle emozioni, possono aiutarci a prevenire comportamenti che possono mettere a rischio la vostra crescita.

Questi atleti ci dimostrano come l’impegno, la dedizione, la passione, seppur vissuti in alcuni casi in un contesto difficile, possono diventare valori positivi.

Lo sport può essere o diventare esempio di solidarietà e inclusività, non è solo un elemento di competizione ma un veicolo per l'inclusione, l'empatia e la creazione di comunità, che può diventare elemento capace di superare le barriere fisiche e sociali attraverso azioni di solidarietà e di impegno comune. 

L'inclusione nello sport è il processo che mira a garantire a tutte le persone, indipendentemente dalle loro caratteristiche personali, economiche, sociali o fisiche, la possibilità di partecipare a un'attività sportiva in modo equo, sicuro e rispettoso.

Ha il potere di ispirare, unire e parlare ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza di crescita e riconoscimento perché viene valutata la capacità del singolo o del gruppo indipendentemente dalla condizione economica o fisica. Stimola nuove amicizie e conoscenze, permettendo di allargare la rete sociale.

Nelson Mandela, (Presidente del Sudafrica), diceva che: "L'educazione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo", ma altrettanto celebre è il suo messaggio di lotta e speranza: "Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso".

Papa Francesco diceva che: “lo sport deve essere praticato come strada educativa che insegna lealtà, sacrificio, spirito di gruppo e impegno, un ponte capace di unire le persone e come un'opportunità per dare il meglio di sé trasformando la fatica in virtù per raggiungere traguardi più alti, evitando l'individualismo, e usando il gioco come metafora della vita per costruire una comunità solidale”. 

Lo sport promuove una maggiore conoscenza di sé e degli altri, ma non bisogna mai dimenticare, specie per voi che siete ancora bambini, che l’attività sportiva deve rappresentare un momento di gioco e di divertimento, senza costrizioni o eccesso di aspettative, per comprendere quale importante insegnamento, che nella vita si può perdere, anche quando ci si è impegnati al massimo delle possibilità.

Lo sport deve insegnare ad ascoltare, osservare le regole, rispettare i compagni e socializzare, deve essere vissuto come sinonimo di impegno e di costanza, che mette alla prova ognuno di voi, aiutandovi a superare i limiti e a realizzare i vostri sogni. Può essere fonte e motore di inclusione sociale, oltre che strumento per l’integrazione di minoranze e gruppi a rischio di emarginazione sociale.

Oggi, purtroppo molto spesso, lo sport diventa un palcoscenico e uno sfogo per la violenza, con un uso improprio delle forze dell’ordine che vengono sottratte dai compiti di verifica delle situazioni di sicurezza dei cittadini. Violenza che si manifesta spesso con gravi forme di bullismo, di danneggiamento della cosa pubblica e delle proprietà private, fenomeni legati a pressioni competitive, squilibri, azioni di potere o dinamiche sociali.

Cari alunni/e, della nostra piccola ma importante scuola, noi vorremmo che voi riusciste a ricavare da questi nostri giovani atleti: Silvio e Martina, quell’insegnamento positivo che può guidare la vostra crescita.

Loro ci trasmettono valori, e di questo li ringraziamo, ma dobbiamo sapere che nella vita le sconfitte e i fallimenti sono inevitabili, ma è proprio attraverso queste esperienze che voi giovani dovete imparare a superare le difficoltà e a crescere come individui e a costruire il futuro della società, considerando che la lealtà e l’amicizia, sono palestra d'impegno e di crescita umana; comprendendo che se prevale nella vostra crescita la logica della vittoria ad ogni costo, si instaura un meccanismo dove il senso della sfida a danno dell'avversario diventa norma mentre deve prevalere il rispetto e la fiducia in se stessi e negli altri.

Redazione

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