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Territorio | 23 gennaio 2026, 08:53

Cartiera Merati e nuova viabilità della zona, Laveno Mombello approva la variante al Pgt

«Non si tratta di “inventare” nuove espansioni urbanistiche né di concedere scorciatoie, ma di mettere in coerenza lo strumento urbanistico con un intervento che il Pgt già consente e disciplina, cogliendo l’occasione per migliorare sicurezza e funzionalità della viabilità in un quadrante sensibile della città» spiega il vicesindaco Fabio Bardelli

Il Comune di Laveno Mombello

Il Comune di Laveno Mombello

Il consiglio comunale di Laveno Mombello ha approvato definitivamente la variante puntuale al PGT mediante SUAP per l’ambito Cartiera Merati, con riassetto della viabilità di via Silvio Pellico e opere connesse. 

«Non si tratta di “inventare” nuove espansioni urbanistiche né di concedere scorciatoie, ma di mettere in coerenza lo strumento urbanistico con un intervento che il PGT già consente e disciplina, cogliendo l’occasione per migliorare sicurezza e funzionalità della viabilità in un quadrante sensibile della città» spiega il vicesindaco Fabio Bardelli. 

Il consiglio comunale aveva già approvato una convenzione‑cornice, poi aggiornata, nella quale la parte privata si è assunta cessioni di aree e obbligazioni infrastrutturali rilevanti, con oneri progettuali e realizzativi integralmente a proprio carico, in una logica di equilibrio tra possibilità di edificare e interesse pubblico. 

«La variante - prosegue il vicesindaco - si è resa necessaria perché il riassetto di via Silvio Pellico, con lo spostamento del sedime stradale per ottenere una geometria più sicura e funzionale, soprattutto rispetto al traffico pesante della cartiera, non era rappresentato nelle tavole del PGT, pensate come quadro generale e non come progetto di dettaglio. Per rendere attuabile il nuovo tracciato e le conseguenti modifiche patrimoniali, con aree oggi private destinate a diventare strada pubblica e, specularmente, porzioni di sedime o aree oggi ad uso pubblico ricomprese nell’organizzazione dell’insediamento produttivo, è stato quindi necessario un atto formale di variante».

Alla chiusura dei termini dell'iter previsto non sono pervenute osservazioni. «L'intervento sulla Cartiera Merati - insiste Bardelli - non è un “via libera” incondizionato, ma un “via libera a condizione”: condizione di rispetto delle regole urbanistiche, delle verifiche tecniche degli enti, degli impegni convenzionali e dei tempi di attuazione, con un vantaggio tangibile per la città».

L’interesse pubblico è stato declinato dal Comune su più piani. «Anzitutto la sicurezza e la qualità urbana: un tracciato più razionale di via Silvio Pellico significa carreggiate più sicure, minori conflitti tra traffico pesante e percorsi residenziali, migliore leggibilità della circolazione, minore rischio di incidenti. Poi la tutela del lavoro e della capacità produttiva locale: la Cartiera è un presidio industriale storico e un patrimonio occupazionale che, nel contesto economico contemporaneo, non può essere dato per scontato. Accompagnare un percorso di riorganizzazione funzionale significa consolidare posti di lavoro, competenze e indotto, chiedendo al contempo all’azienda di farsi carico dei costi infrastrutturali generati, senza trasferirli sulla collettività» sottolinea il vicesindaco. 

Senza dimenticare la responsabilità sociale d’impresa e l’immagine del territorio. L’azienda, oggi pienamente internazionalizzata, come ricorda l'amministrazione comunale lavenese, ha mostrato un atteggiamento propositivo e collaborativo, soprattutto sui temi della logistica e delle ricadute sul sistema infrastrutturale locale. Questo approccio è stato letto come un esempio concreto di responsabilità sociale d’impresa: non solo rispetto formale delle norme, ma volontà di contribuire alla qualità e allo sviluppo del territorio in cui opera, rafforzando al tempo stesso l’immagine di Laveno Mombello come luogo capace di coniugare industria, paesaggio e buona governance.

In conclusione, Bardelli ha sintetizzato il significato politico del voto sulla variante SUAP: «Non un atto di fiducia generica né un favore a qualcuno, ma l’approvazione definitiva di una variante puntuale costruita dentro un procedimento pubblico, senza osservazioni, finalizzata a rendere attuabili opere che migliorano viabilità e sicurezza, con oneri a carico del privato e benefici per la comunità». 

Redazione

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