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Territorio | 22 giugno 2024, 17:34

L'ultimo saluto di Saronno ad Emanuele Barra, il 32enne morto in un incidente sulla A9: «Avevi un grande cuore»

Si sono svolti questo pomeriggio i funerali dell'uomo deceduto a seguito del terribile schianto avvenuto lo scorso 10 giugno alle porte dell'autostrada. L'automobilista era stato portato all'ospedale di Circolo in condizioni gravissime e dove si è spento dopo due giorni: «A 30 anni non si può smettere di vivere, di amare, di progettare e di sognare»

Foto da IlSaronno.it

Foto da IlSaronno.it

Grande, grandissimo cordoglio e commozione oggi, sabato 22 giugno, alla parrocchia della Regina Pacis di Saronno dove alle 14,30 gli amici, i colleghi ma anche tanti semplici conoscenti di Emanuele Barra si sono stretti intorno alla famiglia per l’ultimo saluto al 32enne morto a causa di un fatale incidente alle porte dell’autostrada A9.

Davanti ad una chiesa e ad un sagrato gremito nell’omelia è stato posto l’accento proprio sul dolore dei presenti, «sulle tante domande che una morte così improvvisa lascia a chi amava la persona scomparsa». Inevitabile per i presenti pensare all’incidente che è costato la vita al saronnese. Tutto è iniziato con lo scontro tra due auto tra la Provinciale 233 e l’A9 alle 5,20 dello scorso lunedì 10 giugno.

Immediata la mobilitazione dei soccorsi anche perché le condizioni dei feriti sono apparse subito gravi. A preoccupare proprio le condizione di Emanuele che è stato sbalzato fuori dall’auto. Portato all’ospedale di Circolo di Varese è stato sottoposto subito ad un’operazione ma purtroppo le sue condizioni non sono migliorate e due giorni dopo si è spento.

«E’ bello vedere il vostro affetto intorno alla famiglia e agli amici – ha detto il sacerdote che ha presieduto la cerimonia funebre – ma non basta a superare il dolore. Dobbiamo pensare che c’è un aldilà dove troveremo ancora Emanuele perché a trent’anni non si può smettere di vivere, di amare, di progettare e di sognare».

E tutto l’affetto degli amici era visibile nelle nuvolette di un cartellone che come un cielo azzurro raccoglieva messaggi di affetto e cordoglio.

Toccante al termine della funzione religiosa, la lettera dell’amica Chiara: «Ci hai dato tanto e ti porterò sempre nel cuore  e nella mente dove in questi giorni ti ritrovo ogni volta che ti penso». E prima di un ultimo intenso e caloroso applauso il pensiero della sorella: «Avevi un grande cuore: potessi parlanti ancora, ti ricorderei quanto bene ti volevo».

Sara Giudici da IlSaronno.it

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